Finalmente eccomi qui a raccontare del mio weekend a Roma e della bellissima esperienza a cui ho preso parte grazie a Gente in Viaggio.

Eh sì, perché sebbene io fossi già stata a Roma qualche anno fa e mi ero assicurata il ritorno gettando una monetina nella Fontana di Trevi, mai avrei immaginato di poter vivere la capitale da vera romana, unendo il soggiorno presso la Guest House Roma Slow Home a un tour, ideato da Roma Slow Tour sulla base dei principi del turismo slow ed ecosostenibile, per scoprire la storia del quartiere romano Monte Sacro e delle sue vicissitudini legate al progetto della città-giardino Aniene.

Purtroppo due giorni sono volati e, ovviamente, non sono riuscita a vedere tutto quello che avrei voluto, ma grazie ai consigli di Gabriella, la giovane proprietaria della guest house e alle sua indicazioni su come muovermi, ho potuto sfruttare al meglio il tempo a disposizione. La casa, inoltre, è posizionata in modo ideale per visitare Roma in quanto si trova a meno di 20 minuti a piedi dalla stazione Termini (10 con il bus), il massimo della comodità per depositare le valigie e partire subito alla scoperta della città.

Weekend a Roma con Gente in Viaggio: la visita comincia

weekend a roma san pietro Trovandomi a Roma in concomitanza del Giubileo, non poteva mancare una visita a San Pietro con relativo passaggio dalla Porta Santa. Essendo un fine settimana, sabato per la precisione, ho preferito andarci subito ed evitare la folla della domenica. Sono purtroppo lontani, ahimè, i tempi in cui si poteva entrare senza dover fare tutti i controlli di rito, ma siccome non tutti i mali vengono per nuocere, la coda all’ingresso mi ha consentito di vedere San Pietro con la luce del tramonto e la mia emozione è aumentata, quando all’uscita ho potuto ammirare lo spettacolo dell’illuminazione notturna.

Anche mentre mi allontanavo lungo via della Conciliazione, procedendo verso Castel Sant’Angelo, non potevo fare a meno di girarmi per ammirare questo capolavoro da ogni angolazione.

Visto che ormai si era fatta sera e i musei si apprestavano a chiudere, nell’attesa di cenare, ho optato per fare una bella passeggiata tra le più grandi opere d’arte visibili nella capitale: le sue piazze, le sue fontane, le sue chiese e le sue rovine.

Così, nel mio girovagare, sono passata prima per Piazza Navona, dove sono riuscita a entrare nella chiesa di Santa Agnese, emblema di come spesso gli edifici religiosi custodiscano al loro interno tesori pittorici e scultorei dal valore inestimabile: se passate di qua entrate e ammirate i magnifici affreschi della volta, gli altari, gli organi storici e la sagrestia del Borromini.

Lasciando Piazza Navona, il percorso che porta al Pantheon è breve, ma se la fame e la stanchezza iniziano a farsi sentire, il mio consiglio è di dirigervi verso Campo de’ Fiori, dove zigzagando tra la movida romana, troverete facilmente ristoro in una tipica trattoria romana.

Avendo letto proprio qui su Gente in Viaggio il post de L’Asino d’Oro sul ghetto romano e avendo già visitato quello di Venezia, presa dalla curiosità, ho voluto visitare anche questa zona di Roma fermandomi a cena in un ristorante Kosher per provare qualche piatto tipico della cucina ebraica romana, come ad esempio il Carciofo alla Giudia. Risultato? Vivamente consigliato!

Roma slow e insolita: Monte Sacro e Aniene

La mattina seguente mi aspettava il tour “Aniene, la Città Giardino”, attività inclusa nel mio soggiorno, e alla quale sono veramente contenta di aver partecipato perché mi ha dato la possibilità di visitare una parte di Roma che non conoscevo, e che probabilmente non avrei mai preso in considerazione.

Lo scopo dell’associazione Roma Slow Tour è proprio questo: far conoscere ai turisti e agli stessi romani, zone della città o itinerari storico-culturali non interessati dal turismo di massa, mantenendo sempre la consapevolezza di ciò che si sta visitando, attraverso la riscoperta della storia e delle tradizioni locali, entrando altresì in contatto con la comunità del luogo.

Ne è un esempio Aniene, dal nome del fiume omonimo, situata a nord-est del centro di Roma, sulla Nomentana, ma facilmente raggiungibile sia tramite metro, o, ancora meglio, con il bus.

Probabilmente a molti di voi non dice nulla, ma sappiate che è stata il set di numerosi film, tra cui due di Vittorio De Sica, “Ladri di biciclette” e “Il Tetto”.

Quello che possiamo vedere oggi è ben lontano dal progetto originario previsto dalla “Cooperativa Città Giardino Aniene”, nata dalle fusione dell’Unione Edilizia Nazionale con l’Istituto Case Popolari al fine di creare una città nella città, ovvero un agglomerato di villini con giardino di pertinenza, destinati al ceto medio-alto, costituito dai dipendenti dei Ministeri e delle Ferrovie dello Stato, che avrebbero avuto a disposizione tutti i servizi della città (scuola, negozi, uffici amministrativi, etc.), senza “subire” il caos metropolitano. Come per le più famose garden cities inglesi, allo sviluppo urbanistico, si sarebbe affiancata la realizzazione di un grande parco pubblico, che oggi si concretizza nella Riserva Naturale dell’Aniene. Come si sa, spesso le cose non vanno secondo i piani, così dopo nemmeno trent’anni di vita, il progetto della città-giardino viene abbandonato per far fronte allo spropositato aumento della popolazione e la maggior parte delle case vengono modificate per costruirvi i palazzi in grado di ospitare un maggior numero di famiglie.

Grazie alle spiegazioni delle due guide, Gabriella e Silvia, molto preparate e professionali (addirittura mostrano le foto di com’era la zona originariamente), si comincia la visita dalla piazza principale, Piazza Sempione, sulla quale si affacciano la Chiesa dei Santi Angeli Custodi e il Palazzo Civico con la sua torre dell’orologio e l’ampio porticato antistante l’ingresso. Da qui si passa per il parco (un po’ malconcio per la verità, ahimè), dove si può ammirare uno degli ultimi due mausolei rimasti della vasta necropoli, che un tempo occupava buona parte di tutta quest’area.

weekend a roma piazza sempione scorci
Da qui si prosegue verso il Ponte Nomentano, ricco di fascino e di storia perché, pensate che non solo è uno dei pochi ponti rimasti ad aver conservato il suo aspetto medievale ma qui avvenne anche lo storico incontro tra Carlo Magno e Papa Leone III.

Dopo averlo ammirato, si parte alla scoperta degli esempi di villini sopravvissuti all’urbanizzazione di massa degli anni Cinquantweekend a roma ponte nomentano a. Nel fare ciò, noterete anche come le strade che si snodano per la collina, non siano delle anonime linee rette, bensì delle strade ricche di curve e con cambi di pendenza repentini, in modo tale da seguire l’orografia del territorio, senza stravolgerne la conformazione. Tutto ciò era parte integrante del progetto delle Garden City, in cui l’uomo è rispettoso del paesaggio preesistente e non lo stravolge per semplici fini edilizi. Lungo il percorso ammirerete diversi edifici storici, come l’istituto a forma di M, in onore di Mussolini.

Dopo una piacevole passeggiata di circa due ore, si torna al punto di partenza, soddisfatti per aver imparato un sacco di cose del tutto nuove.

Infinita Roma: la visita continua

Non voglio dilungarmi troppo sul resto della visita, perché penso di aver già scritto molto su Aniene, perciò aggiungo solo che dopo essere tornata in centro, e aver mangiato un piatto enorme di rigatoni cacio e pepe, seguito da saltimbocca alla romana (siamo o no, a Roma?) in un tipico locale di Trastevere, nel pomeriggio ho proseguito la camminata alla scoperta dei monumenti di Roma. Non potevano mancare l’Isola Tiberina, il weekend a roma campidoglioCampidoglio e la Chiesa dell’Ara Coeli, il Quirinale, il Colosseo (ovviamente!), il Vittoriano e la Fontana di Trevi, magnifica dopo il restauro.

Dopo tutto questo camminare, credetemi, che arrivati a sera non vedrete l’ora di tornare in albergo/casa.

Ultimo giorno a Roma

E così siamo arrivati al mio ultimo giorno a Roma, che ho cercato di sfruttare al meglio pgiardini romanier visitare il più possibile, prima di dover tornare alla base.

La mia scelta è ricaduta sull’Aventino, il colle più a sud dei sette su cui venne fondata Roma, trasformato ora in un’elegante zona residenziale. Qui, vi consiglio assolutamente di visitare il Giardino degli Aranci perché il panorama e la vista su San Pietro che si aprono alla vostra vista sono veramente spettacolari. Se volete un consiglio, avvicinatevi al portone dell’edificio dei Cavalieri dell’Ordine di Malta e guardate attraverso il buco della serratura. La cupola di San Pietro apparirà per incanto davanti ai vostri occhi, incorniciata dalle siepi del giardino dell’edificio. Degna di nota la chiesa paleocristiana di Santa Sabina, ubicata proprio a fianco del Giardino degli Aranci.

Scendendo dall’Aventino, lo stop è d’obbligo in una delle tipiche trattorie di Testaccio, e se avanzano 5 minuti, proprio li vicino sorge la Piramide Cestia, simbolo di come le abitudini funerarie dell’antico Egitto hanno influenzato Roma, dopo che lo ebbe conquistato.

altare della patria roma

Con questo si conclude la mia splendida esperienza di viaggio a Roma, sono stati tre giorni veramente intensi, ma che mi hanno arricchito e mi hanno lasciato dei bellissimi ricordi.

Non mi resta che ringraziare Gente in Viaggio e Gabriella di Roma Slow Tour e Roma Slow Home per questa interessante opportunità.

Alla prossima!

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1 risposta

  1. enzodib
    enzodib

    Sono stato a Roma pochi giorni fa per un weekend e condivido totalmente le emozioni che questa città può dare, adoro soprattutto gli angoli tranquilli nel caos del centro che si possono trovare in luoghi magici come il Gianicolo, l’Aventino, il parco della domus Aurea (vista sul colosseo).

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