Si parte per Venezia

Nella mattinata di venerdì ci è balenata un’idea folle: andiamo al carnevale di Venezia ! Difatti siamo partiti il sabato mattina con il treno ITALO. Verso le 13.00 siamo giunti a Mira dove avevamo un “gancio” per ospitarci e farci da guida in appena 24 ore al carnevale. Follia pura, ma credo ci siamo riusciti. Depositati i borsoni abbiamo preso il treno per piazzale Venezia, l’auto era improponibile, trovare un parcheggio al Tronchetto significava puro suicidio.

La nostra guida ci ha avvertito che avremmo camminato a piedi per Venezia, niente traghetti…. la cosa non ci ha spaventato più di tanto, siamo ottimi camminatori… Prima tappa di fronte alla fabbrica di gondole dietro al Tronchetto dove ci ha fatto assaggiare degli stuzzichini in una locanda tipicamente veneziana, non riuscivamo a comprendere nemmeno una parola. Il locale infatti era frequentato dai veneziani e dagli studenti universitari,  e si trova proprio a ridosso della facoltà di ingegneria meccanica.
Dopo ci siamo addentrati per le calli; che spettacolo, umanità incredibile, maschere assurde: molte fantascientifiche altre classiche. Tutte molto belle e curate, altre semplici ma che riuscivano a trasmetterti emozioni.

All’avvicinarci a piazza S. Marco aumentavano le persone vestite ed i gruppi venuti da ogni angolo del mondo, vi era una baldoria incredibile. Ci siamo ritrovati a ballare ed a bere in una piazzetta laterale ai flussi con i veneziani già mezzi ubriachi. Che esperienza, unica ed irripetibile. La nostra amica ci ha raccontato una miriade di storie su ogni angolo di Venezia: impagabile, soprattutto la sua competenza e profondità nei racconti.

Una guida per il Carnevale

Ci ha fatto vedere le persone che uscivano dagli alberghi tutti vestiti con maschere di carnevale e si incamminavano verso piazza San Marco, concedendosi lungo il percorso ai fotografi o posando insieme alle persone.

Sembra incredibile. eppure è proprio questo il vero spirito del Carnevale quando ognuno per un giorno lascia i propri freni inibitori e travestendosi si trasforma in un’altra persona: dottor Jekyll e mister Hyde.
Qui a Venezia avviene una trasformazione nelle persone incredibile, la famiglia – padre, madre e figlio mascherati da aristocratici – che si è prestata alle nostre foto, sembrava davvero essere uscita da un libro di fiabe. Erano così calati nella parte che credo avessero proprio dimenticato chi fossero nella realtà. La sera tardi siamo ritornati a casa a Mira: appena stesi sul letto siamo crollati.

Spritz e aperitivo in stile veneziano

La mattina della domenica siamo ripartiti per Venezia per un’ulteriore full immersion nel clima carnevalesco. Nella tarda mattinata abbiamo assaggiato lo Spritz veneziano con gli stuzzichini a base di uova, pesce ed altro. Ragazzi che esplosione di sapori in bocca! Abbiamo proseguito, come il giorno precedente, nelle varie calli fermandoci a fotografare, chiacchierare con la gente del posto, abbiamo di nuovo danzato e bevuto con gli “amici” del giorno prima, incredibile non riuscivo più a ricordare perchè eravamo andati a Venezia, il carnevale e la sua atmosfera irriverente oramai ci aveva contagiato. L’amica sorridendo divertita ci portava con fare sicuro attraverso quell’esplosione di colori, persone facendoci vedere le cose preziose di Venezia.
Ci ha portati in una fabbrica artigianale di maschere dove ci hanno mostrato le tecniche costruttive, i materiali adoperati, ma non abbiamo acquistato nulla perchè tutto costava davvero tantissimo, anche se sicuramente meritavano. Abbiamo visitato il mercato del pesce e quello della frutta a ridosso del Canal Grande, ci ha fatto vedere tutte le difficoltà a cui vanno incontro tutti quelli che vivono a Venezia.

Nel primo pomeriggio ci ha accompagnati alla stazione  a prendere il nostro Italo che ci ha riportato a Napoli, dove siamo arrivati alle 23.00. Subito a letto ed il lunedì al lavoro, con la sensazione di aver speso le ultime quarantotto ore in modo intenso ma allo stesso tempo appagante.

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