Torino vuole dire Napoli che va in montagna
Torino è un dirigibile verso la Spagna
Torino occhi aperti non tradirmi mai
Torino strade dritte tu mi perderai
Dimmi tu come stai in questa città malata di malinconia
(Torino, Venditti)

Gennaio, arriva l’inverno, quello vero, la neve soffice sulle montagne crea quell’atmosfera ovattata e malinconica che solo una città come Torino sa restituirti sotto forma di magia. Coperta da strati di lana, mi aggiro per la città, sotto un cielo bianco che sembra inghiottirmi.

Siete pronti a camminare al mio fianco? Ma vi avverto, quello che vi proporrò oggi non è il classico giro della città, che comunque non ci si può esimere dal fare. Questa volta voglio trasportarvi in una dimensione magica, perciò vi chiedo di abbandonare, almeno per il tempo della lettura, il raziocinio e lo scetticismo per affidarvi a un racconto diverso. Dove finisce la storia e inizia la leggenda starà a voi deciderlo, perché in questa città tutto appare ancorato ad antichi culti esoterici. Celebre per essere una delle punte di entrambi i triangoli, quello della magia nera e bianca, Torino deve il suo fascino anche all’aura di mistero che la avvolge (consiglio di lettura a riguardo)

Torino tra magia e realtà

L’appuntamento notturno parte nel luogo da cui tutto sembra iniziare, Piazza Statuto, l’arteria nera lungo la quale scorrono e si tramandano antiche storie e leggende legate alla presenza di simboli e figure malvagie, che prendono vita solo quando il sole tramonta e la città viene avvolta dalla tenebre.

Non a caso, in questa piazza, sorgeva nell’antichità la ‘Val Occisorum’, ossia il luogo dove venivano uccisi i condannati a morte; ne è testimonianza l’antica necropoli ritrovata nel sottosuolo durante gli scavi per la costruzione della ferrovia.

Al centro della piazza, a ricordo del traforo del Frejus, venne costruita la Fontana del Frejus. Le bianche statue sembrano impegnate a scalare la vetta, sulla quale domina imponente un fulgente angelo nero. In una mano stringe una penna, a simboleggiare la conoscenza, mentre con l’altra mano sembra voler fermare l’ascesa degli uomini, impedendo così di raggiungere lui e la sua sapienza. La leggenda narra che questo angelo sia in realtà Lucifero, e che ai piedi del monumento sia nascosto l’accesso che conduce all’inferno.

Questo è il punto esatto dove Torino si congiunge con San Francisco e Londra chiudendo così il triangolo della magia nera. A indicare questa congiunzione l’antico obelisco, sulla cui sommità si erge un astrolabio che indica proprio il passaggio del 45° Parallelo.

Una città noir

Muovendoci nel silenzio della notte, i nostri occhi non troveranno riparo dall’atmosfera mistica e intrigante di cui sembra impregnata questa città. Percorrendo alcune strade, se si osserva bene, potrete incontrare spettrali dragoni e simboli esoterici, spesso celati ai più, che contengono in sé storie maledette. Basti pensare al portone del Palazzo Trucchi di Levaldigi, meglio conosciuto come il Portone del diavolo, attualmente sede della Banca Nazionale del Lavoro. Tra le sue mura sono racchiuse storie di misteriose scomparse e omicidi. Si narra anche che questa fosse la dimora dell’allora Ministro delle Finanze di Carlo Emanuele II, il Conte Trucchi, da qui il nome del palazzo. Percorrendo le strade che conducono al centro storico, passiamo sotto lo sguardo spettrale dei ‘guardiani’ di splendidi palazzi barocchi, posti in prossimità di porte e finestre come a voler spaventare e scacciare le presenze maligne che aleggiano da sempre nella città.

Se si prosegue fino a via Lascaris,potrete notare qualcosa di alquanto strano. Qui, dove oggi sorge una banca, in passato c’era una Loggia Massonica. Alla base di questo palazzo, se si fa attenzione, si possono notare delle fessure che sembrano proprio degli occhi. La forma bizzarra di queste aperture ha fatto sì che, nel tempo, si diffondesse la credenza che si trattasse degli occhi del diavolo.

Ma proseguiamo verso un luogo, oserei dire, inquietante: il cosiddetto Rondò della Forca, nella quale si trovava il patibolo dove, fino al 1863,  venivano uccisi i condannati a morte. Pare venne scelto proprio questo luogo per la sua vicinanza alla prigione che si trovava in quella che oggi è via Corte d’Appello.

Scorci di Torino

Il triangolo bianco

Ma Torino non è solo tenebre e buio, perché, insieme a Lione e Praga, è anche uno dei punti del triangolo della magia bianca. Il fulcro di queste energie positive risiede in Piazza Castello, dove le due statue dei Dioscuri, poste all’estremità del cancello del Palazzo Reale, indicherebbero proprio il confine che separa la zona est da quella ovest, la luce dalle tenebre.

A proposito di luoghi d’ispirazione massonica, proseguiamo il tragitto che ci conduce fino alla Fontana Angelica di Piazza Solferino, che rappresentano allegoricamente le quattro stagioni. Le due figure femminili richiamano la Primavera e l’Estate e quelle maschili, l’Autunno e l’Inverno. Proprio l’Inverno è simbolo dell’energia positiva, che emana volgendo il suo sguardo verso Est, laddove sorge il sole.

Il museo egizio, il più antico sull’arte dell’Egitto, nonché il più importante a livello mondiale, subito dopo il museo del Cairo, invece racchiuderebbe in sé le due anime, quella bianca e quella nera, della città; si ritiene infatti che gli oggetti appartenenti al Faraone Thutmosi III contengano una forte carica di energia positiva a dispetto di quella negativa del Faraone Tutankamon.

Se ci spostiamo di qualche parallela non possiamo non notare la splendida Mole Antonelliana, altro simbolo di luce, per concludere il nostro percorso nella Chiesa della Gran Madre, che a un primo sguardo ricorda il Pantheon di Roma . Le due statue poste all’ingresso, a simboleggiare la Fede e la Religione, sembrano rivolgere il loro sguardo nel punto in cui è nascosto il Sacro Graal. Nessuno sa quale sia questo punto, alcuni pensano che si trovi nella Mole, altri in Piazza Castello, ma non ci è dato svelare questo mistero. La magia a volte sta proprio nell’assenza di risposte.

Passeggiando sotto un cielo bianco penso che Torino è una stanza a cielo aperto del Museo del Cinema, un’illusione ottica, un’immagine che muta dietro le lenti di uno stereoscopio o di una lanterna magica. Torino, un caleidoscopio di epoche, di sogni rincorsi e persi lungo le sponde del Po. Torino, dove nasce il vento che ti arruffa i capelli e ti scuote l’anima. Sotto chilometri di portici i segni di antiche battaglie. Torino a lungo assediata, all’ombra delle Alpi innevate, che furono al contempo rifugio e tomba delle anime partigiane. Torino antifascista, luogo di strenua Resistenza. Torino, una donna elegante dagli occhi malinconici e imperscrutabili.

Saluto il suo splendore dal finestrino di un treno in corsa e mi tornano in mente i versi di un poeta torinese, Guido Catalano: “Ogni volta che mi baci, muore un nazista”. Ecco, Torino è rivoluzionaria pur non avendone l’aria.

Otto esperienze da provare a Torino

E infine, giusto qualche consiglio su cosa vedere e fare a Torino:

  • Passeggiare sotto i 18 km di portici e lungo il Po
  • Ammirare la città dall’alto dalla basilica di Superga e dal Monte dei cappuccini
  • Visitare la Reggia di Venaria
  • Entrare nel castello medievale nel Parco del Valentino
  • Bere il Bicerin al Caffè ‘Al Bicerin’ in Piazza della Consolata e mangiare gianduiotti fino a stare male
  • Il museo del Cinema e Torino dall’alto sulla Mole
  • Fare un tour notturno con la Somewhere: ovviamente io consiglio la Torino Magica, di cui ho parlato oggi
  • Dulcis in fundo, ma questo vale per tutti i miei viaggi: non aprire mai Google Maps e perdersi tra le strade e i vicoli della città.

In giro per Torino in bicicletta

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4 Risposte

  1. La Vespa Tribeca
    La Vespa Tribeca

    Ciao Roberta, complimenti per il tuo post, mi è piaciuto tantissimo, soprattutto perché sono appena rientrata da un weekend torinese. Ero lì per lavoro, quindi non ho potuto viverla molto (anche perché il caldo si faceva sentire), ma ho potuto fare un giro con Torino experience e devo dire che me ne sono letteralmente innamorata. E pensare che c’ero già stata qualche volta in giornata e non mi attirava per niente..ora non vedo l׳ora di tornarci e oltre a visitare i luoghi che non ho visto, spero di poter scoprire anche un altro lato della città, come hai fatto tu. Inoltre, secondo me c’è veramente un profondo legame tra il capoluogo piemontese e Napoli: pensa che il gelato Pinguino, è stato inventato da Pepino, un napoletano trasferitosi qui e che ha escogitato un modo per creare un gelato da passeggio. In piazza Carignano c’è ancora il Bar Pepino!

  2. enzodib
    enzodib

    Mi hai veramente convinto, prendo un treno al più presto, non vedo l’ora. Purtroppo calcisticamente queste sono città che non vanno d’accordo, ma dopo Roma sono le capitali d’Italia, hanno entrambe la ricchezza e i monumenti di città che hanno rivaleggiato in Europa con Londra e Parigi. a Torino ci sono state le olimpiadi, ci vorrebbe un evento del genere anche a Napoli.

  3. enzodib
    enzodib

    Nella poesia che hai messo all’inizio di questo bellissimo articolo, si paragona Napoli a Torino: io sono napoletano e sono innamorato del calore e della magia della mia città, pensi che potrei innamorarmi anche di Torino? Non ci sono mai stato e ho un forte desiderio di vederla, mi puoi dare qualche consiglio per visitarla?

    • Roberta Alonzi

      Enzo, assolutamente sì. Certo, non c’è il sole e il mare come a Napoli, ma in fatto di magia e atmosfera, secondo me, ne ha da vendere. Prenditi qualche giorno per visitarla con calma, goditi ogni vicolo e cammina lungo il Po. D’inverno a me piace molto, ma d’autunno credo che dia il massimo questa città. 🙂

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