La primavera e l’autunno sono le stagioni migliori per visitare la Sardegna. Lontano dai mesi più caldi e dalla ressa estiva, l’isola regala colpi d’occhio incantevoli, campagne ricoperte di vegetazione lussureggiante e fiori colorati con l’inconfondibile mare cristallino sullo sfondo: un vero e proprio invito al viaggio. La Sardegna è un paradiso davvero unico nel Mediterraneo per i suoi paesaggi fuori dal tempo, i vasti spazi dominati dalla natura e naturalmente il mare: calette nascoste, spiagge di sabbia bianca finissima, le dune più alte d’Europa. Per non parlare delle esperienze gastronomiche del tutto uniche che si possono fare nell’isola: una cucina semplice e saporita che profuma di mare ma ha il carattere della montagna. Piatti sinceri, sapori autentici, innaffiati con alcuni dei vini più buoni che si trovano sul panorama nazionale. E se il Cannonau e il Vermentino hanno da tempo varcato i confini isolani, per gli enoturisti c’è ancora molto da scoprire. Non tutti sanno che la più antica traccia di vinificazione mai rinvenuta è stata trovata proprio in Sardegna, all’interno di un villaggio nuragico dove gli archeologi hanno rinvenuto vinaccioli di almeno 3000 anni.

Seguiteci in questo inedito itinerario da nord a sud pensato apposta per i wine lovers più esigenti. Un insolito percorso tra cantine immerse nel verde, atmosfere ricercate e esperienze genuine.

Alla scoperta delle cantine del Nord Sardegna

Il nostro viaggio inizia all’estremità nord dell’isola. Di fronte a noi la splendida isola dell’Asinara con i suoi colori mozzafiato e un panorama che arriva fino alla Corsica. Siamo in Romangia, nella provincia di Sassari: una terra stretta tra mare e montagna che si affaccia sul golfo dell’Asinara. Qui sorgono alcuni dei borghi più suggestivi dell’isola come ad esempio Castelsardo. Una visita al borgo medievale è d’obbligo per perdersi tra le viuzze di ciottoli e pietre e lasciarsi sorprendere dagli incredibili scorci sul mare azzurro. Lasciato Castelsardo ci addentriamo nella campagna, fino a raggiungere la Cantina Nuraghe Crabioni. Qui, nel territorio di Sorso, la salsedine a volte ricopre con la sua patina biancastra le uve cannonau amabilmente curate in questa cantina dove modernità e tradizione vanno a braccetto. Imperdibile la passeggiata tra i vigneti e la degustazione accompagnata dal gustoso tagliere di prodotti tipici locali. I vini prodotti sono di altissima qualità e hanno ottenuto importanti riconoscimenti nazionali dalle più importanti giurie del settore come quella di Wine Spectator.

Proseguendo verso Sassari il paesaggio vitivinicolo si intensifica. Non per niente, siamo in una delle zone emergenti per il panorama vitivinicolo isolano da dove arrivano alcuni dei vini sardi più apprezzati. Qui sorge la maestosa Basilica di Saccargia, la più bella e antica di tutta l’isola. Fermatevi ad ammirarla prima di spingervi verso le Cantina Alba e Spanedda, nell’agro di Tissi. Qui troverete una piccola produzione di altissima qualità dove regnano sovrane le uve Cagnulari, Cannonau e Vermentino.

Vini viaggio sardegnaIn viaggio verso una Costa Smeralda inedita

Restiamo al nord ma spingendoci verso est, fino a giungere nelle leggendaria Costa Smeralda. Abbandoniamo Sassari per la Gallura e subito veniamo travolti dagli inebrianti profumi della macchia mediterranea. Su tutti, resteranno addosso il profumo intenso dell’elicriso e quello dolce del mirto. Il mare assume tonalità accecanti, le rocce granitiche tipiche della zona ci sorvegliano con le loro forme bizzarre e singolari. Il paesaggio verde è interrotto ogni tanto da uno stazzo, le tipiche abitazioni dei pastori della Gallura, e poi infine scorgiamo i primi segni di Porto Cervo. Una destinazione che nell’immaginario collettivo che è sinonimo di lusso. Fuori stagione l’atmosfera è rilassata, ancora pochi gli yacht ormeggiati nel porticciolo mentre si preparano ad aprire le boutique glamour della Piazzetta. Basta spostarsi di pochi chilometri verso l’entroterra per ritrovarsi in una realtà sempre vivace. Sono le Tenute Olbios vicinissimo ad Olbia e con vista da cartolina sull’isola di Tavolara, ci troviamo nella terra d’elezione del Vermentino di Gallura, l’unica DOCG della Sardegna. Nell’elegante cantina interrata, invecchia il vino spumante Bisso, dal nome della seta che viene dal mare. Qui gli appassionati potranno fare l’esperienza di un gioioso sorseggiare accompagnato da ricette stagionali e piatti tipici, e provare la specialità della tenuta: il vino al cucchiaio. Una speciale gelatina ottenuta da uve bianche passite da gustare con il cioccolato fondente o il formaggio. Grazie alla sua bassa gradazione alcolica, il vino dessert può essere apprezzato anche da chi non beve alcolici abitualmente.

On the road verso i vini che raccontano il cuore della Sardegna

Ci muoviamo ancora lungo la costa orientale, lasciandoci alle spalle la Costa Smeralda propriamente detta ma ancora accompagnati dai colori ammalianti del mare. La torre della Fava, nel caratteristico borgo di Posada, svetta sul nostro cammino finché all’improvviso  non ci troviamo davanti il Montalbo di Lula. È tra questa montagna di calcare, che il tramonto illumina di venature viola, e i monti di Oliena che sorgono i Poderi Atha Ruja nel territorio di Dorgali. Una delle destinazioni più interessanti di questo angolo di Sardegna, amata in particolare dagli appassionati di attività outdoor. Qui si trova uno dei canyon più profondi d’Europa, quello di Gorropu, e le aspre montagne degradano verso il mare nell’affascinante Cala Gonone da cui si può partire per splendide escursioni in barca nel Golfo di Orosei. Dorgali inoltre è conosciuto nel mondo per la sua ricchissima produzione artigianale, in particolare per i preziosi gioielli in filigrana. Stiamo entrando nella zona del Cannonau, il vino simbolo della Sardegna. Da degustare il Kuentu Riserva accompagnato dalle migliori combinazioni enogastronomiche della zona, come il fragrante pane carasau, i saporiti pecorini, la salsiccia secca e naturalmente la specialità della casa: il lardo al mirto stagionato in conca di marmo.

Proseguiamo verso Nuoro, la città natale di Grazia Deledda, dove una tappa è d’obbligo per visitare i suoi bellissimi musei come quello Etnografico e del Costume, uno straordinario scrigno che custodisce culture e storie da tutta la Sardegna. Continuiamo a seguire la cresta del Supramonte, che racconta storie di resistenza e di banditi, per arrivare a Mamoiada. Conosciuto ai più come il paese dei Mamuthones, le enigmatiche maschere antropomorfe vestite di pelli e campanacci del carnevale barbaricino, Mamoiada è oggi senza ombra di dubbio anche il paese del vino. La forte vocazione vitivinicola dei giovani produttori del territorio ha dato vita a un interessante distretto in cui si producono ottimi vini rossi con uve Cannonau e un’uva bianca autoctona, chiamata in sardo granazza. Cantina simbolo è quella di Giuseppe Sedilesu che apre le porte con degustazioni deliziose a base di vini robusti come il Mamuthone. Un vino Cannonau che viene esaltato dai sapori intensi dei pecorini barbaricini e dai salumi accompagnati, come sempre da queste parti, dal pane carasau.

Sotto il sole del Sud Sardegna

Attraversiamo il cuore della Sardegna da est a ovest e arriviamo nella provincia di Oristano. Le montagne della Barbagia lasciano il posto alle dolci pianure del Campidano. Facciamo tappa a Cabras, la città dei Giganti di Monte Prama, tra le scoperte archeologiche più importanti dell’area Mediterranea fatte negli ultimi anni e patria della bottarga di muggine. La pregiata polvere, ottenuta dall’essiccazione delle uova di muggine dall’inconfondibile sapidità, viene lavorata sapientemente da secoli nello straordinario scenario dello stagno della Penisola del Sinis. Qui il mare ha colori più forti e profondi. Spingetevi fino a Is Arutas, l’incredibile spiaggia bianca di quarzi, prima di proseguire verso sud lungo la SS.131, la principale arteria che unisce l’isola da nord a sud.

Ci fermiamo a Terralba dove si trova la Cantina del Bovale. Nata con l’obiettivo di valorizzare il Bovale, una varietà di uva autoctona meno conosciuta del Cannonau, ma altrettanto radicata nel territorio e ricca di storia e che qui, nel Campidano di Oristano, detiene la denominazione d’origine controllata DOC. Insieme al Bovale vengono coltivate anche altre uve locali come il Cannonau, il Monica e il Vermentino.

L’ultima tappa di questo viaggio tra i vini sardi ci porta a Serdiana, dove sole, vento e mare danno vita a vini di altissima qualità. Il territorio è a forte tradizione vitivinicola e tra le tante realtà del territorio una cantina da visitare è Audarya, l’audace scommessa di due giovani ragazzi, fratello e sorella, che hanno ereditato dalla famiglia la passione per il vino e per la terra. La visita alle cantine prevede una piacevole incursione nel piccolo Museo del vino gestito dalla famiglia, dove ascoltare le storie di un territorio da sempre legato a doppio filo con la coltivazione e la lavorazione dell’uva.

A chiusura, una gioiosa degustazione con i vini della casa accompagnati da formaggi, olive e marmellate a km0. Infine, merita una visita l’antica chiesetta di Sibiola del XII secolo a Serdiana.

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