Nonostante i tentativi di arrivare in Cina preparata – leggi il mio post – , una volta lì ho scoperto cose davvero inaspettate. Forse è proprio questa capacità di sorprendere che rende il viaggio un’esperienza così speciale. Nelle 3 città che ho visitato – Shanghai, Hangzhou e Shaoxing – ci sono costumi e abitudini sotto gli occhi di tutti che in qualche modo condizionano (naturalmente con un’accezione positiva) la vita di tutti, compresi quei pochi sparuti turisti occidentali che ogni tanto si aggirano a queste latitudini.

1. I temibili motorini elettrici dello Zheijang

In mezzo al caotico marasma di auto fiammanti che suonano il clacson per qualsiasi motivo – si va dal semplice inserimento della freccia, alla normale prosecuzione della marcia su strada – spuntano biciclette arrugginite, tricicli vintage e spesso, anzi spessissimo, spuntano loro: i motorini elettrici.

Silenziosi e subdoli, non solo dominano in mezzo al traffico ma te li ritrovi letteralmente ovunque: sono loro che camminano al tuo fianco sul marciapiedi, ti spingono leggermente con il manubrio da dietro, dai lati! Non serve la patente per guidarli e tutti ne approfittano. Con un motorino elettrico puoi fare qualsiasi cosa; passare sul marciapiedi appunto, ma anche attraversare col rosso pedonale o circolare quando è rosso per le macchine. Insomma, è un vero strumento di potere che fa dell’anarchia assoluta il suo punto di forza. Per la cronaca, vengono agghindati con curiosi inserti di pelo ad altezza del manubrio (un guanto fisso) e protetti dalla pioggia con gli stessi lunghi kway dei loro conducenti. Spesso trasportano bambini piccoli e possono “ospitare comodamente” fino a 5 persone.

viaggio in Cina

Ecco un futuristico motorino elettrico!

2. I tassisti di HangZhou

“Prendere il taxi ad Hangzhou è facile ed economico”. Antefatto – Le strade sono invase di taxi; a lato riportano la scritta HangZhou e lo stemma della città (una specie di drago-lucertola). Dopo 1 giorno e mezzo di passeggiate in centro e sul lungo lago, vogliamo visitare uno dei 9 villaggi del tè che circondano la città. Esclusa la possibilità di prendere l’autobus urbano per il rischio altissimo di non riuscire a beccare la fermata giusta, decidiamo di prendere un fantozziano taxi “al volo” Dopo mezz’ora di assalti e pazze incursioni in mezzo al traffico per cercare di bloccare fisicamente un taxi, ecco che uno si ferma. Alessio cerca di spiegargli dove andiamo, Lui dice “no” e riparte. Perplessi e confusi, torniamo in hotel per farcene chiamare uno dalla reception. La giornata trascorre meravigliosa e decidiamo di spostarci di nuovo, in taxi naturalmente. Troviamo una fermata dell’autobus in mezzo a una strada simil extraurbana e inizia lo show. Ci sbracciamo, facciamo segni, balletti e finalmente un taxi si ferma! Gli mostriamo la nostra destinazione sulla mappa e fa per ripartire immediatamente senza di noi. No aspetta! Un ragazzo americano sopraggiunge nel frattempo, lui parla cinese! Sarà grazie a lui che scopriremo che il tassista non ha nessuna intenzione di caricarci perché tra un po’ stacca. Dopo poco vediamo degli spagnoli sconsolati… il tassista con cui viaggiavano li ha appena fatti scendere. Lui ora va in pausa e loro rimangono li oppure che vadano a piedi.

Ad HangZhou non sei tu a prendere il taxi ma il taxi a prendere te. !

3.  I controlli di sicurezza in Cina

Prima di partire sapevo che per ritirare i biglietti del treno in stazione avrei dovuto mostrare il passaporto. Non sapevo però che avrei dovuto passare la mia borsa sotto il metaldetector per entrare in stazione, salire sul treno, prendere la metro, per visitare un giardino Song. Praticamente ovunque all’ingresso di un luogo pubblico si trovano i metal detector,  e sebbene l’impressione sia quella di stare in un posto sicuro la cosa può risultare ansiogena. Unica eccezione è rappresentata dai pullman a lunga distanza. Per salire sul”Hangzhou-Pudong insieme ad un manipolo di sedicenti business man algerini e iraniani e una mega famiglia cinese, non si viene sottoposti ad alcun controllo.

4. La cerimonia del té a Shanghai

“I cinesi sono mediamente timidi e riservati, se sono particolarmente espansivi vogliono vendervi qualcosa”. Avessi letto prima queste parole dalla guida di Sapore di Cina non saremmo stati vittima della famigerata truffa del tè! Due rincoglioniti italiani si aggirano sorridenti per le strade di Shanghai: una preda perfetta per la cinesina intraprendente che chiede ad Alessio di scattare una foto a lei e alla sua amica. Ma che gentili queste ragazze! Ci invitano a partecipare insieme a loro a una cerimonia del tè – loro sanno che il giardino che vogliamo visitare è chiuso per via della pioggia che c’è stata nel pomeriggio – una cosa davvero autentica e a cui partecipano solo i locals. Ci portano in una specie di supermercato stile Il Fulmine (i nuoresi capiranno) e veniamo accolti in un minuscolo stanzino da una ragazza in abiti tradizionali. Inizia la cerimonia. Alla fine pagheremo l’equivalente di quasi 200 € per assaggiare 5 tè e poi le nostre amiche scompariranno… Il sospetto inizia a girarci in testa e una ricerca su Baidu svela subito ogni dubbio: era la famosa truffa del tè!

te- cerimonia- shanghai- truffa

Una vera cerimonia del Té

5.  Pizza Hut  e french fries a sud della Cina

Dulcis in fundo… sappiate che non sempre in Cina andare da Pizza Hut o ordinare French fries potrebbe salvarvi la vita. Se per qualche giorno non siete soddisfatti della vostra dieta perché non siete incappati in nessun ristorante col menù inglese e avete fatto degli ordini shock che vi hanno lasciato leggermente perplessi, non cercate riparo da pizza hut! Nei suoi menù in Cina non abbiamo trovato neanche l’ombra di quella che è per noi una pizza. Inutilmente in un ristorante BBQ di Shanghai abbiamo ordinato french fries dato che avevamo sbagliato su tutti e invece ci sono arrivate delle sfoglie di patate straspeziate e piccanti, altrettanto immangiabili.

Nel tuo viaggio in Cina ti sei imbattuto in queste o altre stranezze?

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