Il trekking delle isole Eolie è una esperienza molto bella e interessante. Dal punto di vista del vulcanismo attivo ci sono attrazioni più o meno rilevanti, ma sicuramente le isole di Vulcano e Stromboli sono quelle che maggiormente regalano spettacolo ai turisti, con le fumarole di Vulcano e l’ascesa dello Stromboli con le sue esplosioni ritmiche e spesso forti.

Una settimana è sufficiente per visitarle tutte, il rischio maggiore dal punto di vista meteorologico è correlato alla scalata dello Stromboli per via delle nuvole e della poca visibilità, che spesso in vetta si protrae per tutta la giornata col rischio in quota di non vedere nulla ma sentire solo i boati.

Il trekking che ho fatto col CAI e un gruppo di escursionisti, propone l’arrivo a Lipari da Milazzo, e proprio Lipari sarà il punto di partenza per le visite a Salina, Vulcano, Panarea e Stromboli.

A Milazzo si può usufruire dei garage disponibili in zona per lasciare la macchina, prima di imbarcarsi sull’aliscafo della Liberty Lines che ci porta al porto di Marina Lunga (tratta di un’ora circa e prima dell’approdo al porto di Lipari, ci si ferma a Vulcano, che dista appena 10 minuti).

Lipari

Arriviamo a Lipari e ci dirigiamo verso il nostro alloggio nel centro storico, dove le case vacanze sono tante e molto belle. Pomeriggio sostanzialmente libero per scoprire la città, la via principale, i musei, i parchi e tutto quello che c’è di interessante (e c’è tanto di bello). Ceniamo in un ristorante tipico eoliano e verso sera la vita di Lipari si anima tra pub, bar e un bel passeggio (essendo anche sabato). Il giorno dopo si parte alla volta di Salina per la prima scalata dell’isola fino all’antico cratere Fossa delle felci.

Salina

Con l’aliscafo si approda al molo di Rinella (costa Sud) e con il bus urbano ci si sposta a Leni e a Valdichiesa dove parte il trekking: il percorso della salita è ben segnalato e si snoda in gran parte su scalinate fino alla vetta. Il percorso è semplice, senza grosse difficoltà e dura circa 2 ore. Effettuiamo il giro del cono tra una fitta rete di vegetazione di felci e ci affacciamo sul lato sud per osservare da lontano Vulcano e Lipari ma anche Alicudi e Filicudi dall’altro lato (il cono del cratere non è visibile per via della vegetazione che a tratti disturba anche la percorribilità del sentiero).

Monte dei Porri (886 m), una delle due cime di Salina

In vetta c’è la possibilità di ammirare tutto il paesaggio e di fare un giro del cratere dove si trova una croce che indica l’altezza massima.

Al rientro, si scende lungo un sentiero molto pendente e spesso anche liscio ma in poco più di un’ora si arriva a Santa Marina Salina e ci si sposta a Lingua (frazione più a Sud) per un’ora di svago. Rientro a Santa Marina per riprendere l’aliscafo e tornare a Lipari.

Lipari

La mattina successiva causa tempo variabilissimo, visitiamo il museo archeologico di Lipari, posto su un costone roccioso molto elevato. Diviso in sezioni, c’è una parte archeologica, una storica e una vulcanologica molto grande. Dopo effettuiamo una mini escursione di qualche oretta a Monte Rosa, immediatamente a lato del porto. Facilmente e velocemente si raggiunge la vetta a circa 240 m s.l.m. mediante un sentiero tranquillo. La vista dal monte non è così particolare ma puoi ammirare in lontananza Salina e Panarea (nei giorni limpidi anche Stromboli) e anche la parte Est di Lipari e Vulcano. Il pomeriggio giro turistico dell’isola: la cava di pomice dismessa e patrimonio UNESCO, con vista sul monte Rosa; la ultra frequentata e famosa spiaggia di Canneto; gli affioramenti di ossidiana; punti panoramici dove ammirare Salina e le isole, in località Acquacalda; cave di caolino nella costa Ovest.

Cava di pomice

Vulcano

Il penultimo giorno si parte per Vulcano, si prende la barca dal molo di Marina corta e si raggiunge il porto di Levante. Da qui parte il percorso per raggiungere l’inizio del sentiero per salire al cratere de La fossa. Segnali e tabelle indicano e spiegano l’evoluzione vulcanologica dell’area. La salita è facile, una volta in cima dopo un’oretta, si può fare il giro del cratere e ammirare le bombe, i depositi, l’ambiente circostante, la zona della Lentia, Vulcano porto e Vulcanello, la caldera del Piano (secondo stadio evolutivo dell’isola), creatasi per svuotamento della camera magmatica a seguito di forti eruzioni, successivo collasso del tetto ed erosione alle pareti.

Si passa dalle fumarole con i depositi gialli di zolfo e sublimati di zolfo e solfati con cristalli aghiformi, si vedono i colori e si odora l’immensa puzza caratteristica dello zolfo. Negli orli del cratere è possibile osservare anche bombe a morfologia detta crosta di pane, le immense fratture del cratere e la famosa colata delle pietre cotte, una colata talmente viscosa che non ha fluito molto e non si è espansa arrivando come un bulbo alla fine del pendio craterico.

Pomeriggio visita alla valle dei mostri a Nord di Vulcanello, strutture date dal rapporto e dalla combinazione tra le lave viscose e l’erosione eolica. Visita al centro operativo INGV di vulcanologia in località porto di ponente e rientro a Lipari.

Le Eolie viste dal cratere la fossa

Panarea e Stromboli

Il penultimo giorno si parte in barca per fare un giro turistico di qualche ora a Panarea. Si fa sosta nella spiaggia di Cala Junco, che non è altro che una baia tra gli scogli; poi in paese  e ci imbarchiamo per Stromboli. Si passa tra i resti di una grande esplosione che coinvolse l’isola a largo di Panarea, rappresentata oggi dagli scogli di Bottaro, Lisca Bianca, Lisca nera e Basiluzzo dove ancora oggi è possibile osservare le ultime manifestazioni vulcaniche, sorgenti termali dovute a risalite dal profondo di fluidi caldi e quindi la formazioni di bolle che arrivano in superficie ad alte temperature (vulcanismo secondario).

L’approdo a Stromboli deve avvenire nel primo pomeriggio, per prendere una guida vulcanologica abilitata ad accompagnare in vetta, che vi descrive tutto il percorso, i tempi e l’equipaggiamento necessario per la sicurezza. La salita dura circa 3 ore, si arriva al tramonto, per ammirare le esplosioni che sono più o meno ritmiche e le fumarole. Poi giù per i canaloni, passando per i Vancori (924 m) che rappresentano la vetta massima di Stromboli. In due ore scarse si torna in paese e con la barca dal molo principale di Scari, si ritorna a Lipari per la cena e l’ultimo pernottamento.

La terrazza craterica dello Stromboli

L’ultimo giorno o comunque il giorno del rientro prendiamo un aliscafo (il primo disponibile) per tornare a Milazzo.

Purtroppo date le condizioni meteo non sempre favorevoli, il programma variava ma sempre con diverse alternative. Alla fine i nostri progetti sono stati rispettati, il trekking (che ho anche accompagnato) insieme al mio istruttore e al gruppo è stato molto bello, ma vi consiglio vivamente di soffermarvi di più a visitare Vulcano e Lipari.

Se decidete di fare un viaggio da queste parti, vi auguro buon divertimento e buona permanenza e non dimenticate la macchina fotografica e una bella dose di spirito d’avventura.

Continua a seguirci

Viaggia con noi!

Condividere i luoghi che ami, i tuoi viaggi, le tue esperienze e i tuoi consigli di viaggio può aiutarti a far vivere la tua passione!

A proposito dell'autore

peppino94

Sono un geologo appassionato di viaggi intorno al mondo, soprattutto per le aree vulcaniche attive come Azzorre, Islanda, Eolie ed Etna. Organizzo e curo escursioni e trekking con amici e vari gruppi anche con il CAI. Mi piace spiegare la geologia attraverso le foto e i racconti. Faccio parte di diverse associazioni inerenti la vulcanologia e pratico diverse attività outdoor e coinvolgo vari gruppi.

+ 36
Punti totalizzati
3
Posizione
160
Punteggio
8
Post
0
Commenti

Post correlati

Scrivi

Eseguendo il login oppure registrandoti accetti le Privacy policy