Il parco nazionale di Timanfaya di Lanzarote rappresenta il teatro delle eruzioni storiche dell’isola dove è possibile ammirare una vasta zona coperta da colate e da crateri più o meno grandi, l’area è vasta quasi la metà dell’isola ed è meraviglioso osservare i contrasti dei paesini arroccati alla base dei coni e l’aridità del luogo, la colorazione rossastra dei crateri e le coste frastagliate che hanno accompagnato lo scorrimento della lava verso mare.

L'isola di Lanzarote e il Parco visti dall'alto

L’isola di Lanzarote e il Parco visti dall’alto

Arrivando a destinazione l’ambiente appare cupo, triste, silenzioso, ma è il posto dove è avvenuta la creazione dell’isola, seguendo spaccature nel suolo che si intrecciano in quest’area che nel tempo hanno dato luogo a una serie di eruzione vulcaniche anticipate da terremoti, che la hanno coperta completamente facendola apparire come si vede oggi.

Partenza dal campo base alla volta dei crateri

In loco è presente una struttura, un punto base, Islote de Hilario che accoglie i clienti. Una zona dove ci sono un bar/ristorante, e da cui partono una serie di bus che permettono di fare un giro in alcuni degli spot più suggestivi del Parco, passando da antichi crateri eruttivi, grotte di scorrimento lavico, bocche varie e distese sabbiose.

Con l’autobus si fa un giro molto lungo che comprende l’attraversamento su una strada asfaltata la Camino Pista Rural de los Volcanoes della zona di El Volcanoes dov’è possibile ammirare gran parte delle strutture di interesse dal punto di vista didattico. Inizialmente si passa attraverso una bocca che ha emesso quantità notevoli di magma molto fluido.

Queste strutture geologiche infatti sono molto caratteristiche, poiché  l’isola ha un vulcanismo di tipo basaltico è questo è rappresentativo di un magma molto caldo (circa 1200 gradi), molto fluido, che crea lunghe e vaste distese di materiale e che man mano raffreddandosi in base a vari fattori, arrivando in costa la modella….creando delle strutture di cui vi parlerà più avanti nel corso del mio giro.

Proseguendo ecco che si vedono i coni e le scorie create dalle attività vulcaniche successive e continue dove il materiale si accumula attorno al cratere. A questo punto si percorre un breve tratto fino a raggiungere una grotta di scorrimento lavico il cui tetto ha ceduto consentendo il passaggio della strada che la attraversa. In questa parte molto bella è interessante si possono ammirare le stratificazioni di colate e le strie lasciate dalla lava durante la solidificazione.

Tutto intorno a noi solo altri crateri e finalmente la Montagna del Fuego. Ammiriamo enormi distese sabbiose ed immense caldere, generate da risalite di magma dall’interno della terra attraverso le fratture sul terreno

Cucinare col calore del vulcano

Un altro aspetto bellissimo di questa isola è che le distese laviche costituenti il parco, in certe località (più o meno nell’area che borda la strada che va per Yaiza) presentano delle rocce più o meno fratturate dove è riscontrabile e si vede ampiamente ad occhio nudo, la presenza di un minerale particolare, l’olivina (nome dovuto alla colorazione simile alle olive verdi, che le ricordano), che in questa isola a differenza di quanto accade in altri luoghi, ad esempio in Sicilia sull’Etna è eccezionalmente grande, dalle dimensioni anche centimetriche, anzi, la maggior parte sono centimetriche e si trovano sparse un pò lungo tutta l’area della zona di Yaiza. Queste rocce, particolari, belle esteticamente e difficili da reperire e portare via, vengono frequentemente vendute ai mercati del luogo (dove vengono spiegate l’origine e formazione del cristallo e della roccia che lo ospita), magari abbellite e lavorate per aumentarne il valore, sono molto belle, eccezionalmente con cristalli visibili e ne vale la pena portarne un paio di medie dimensioni come souvenirs.

Possiamo anche osservare rocce che presentano strane morfologie, come ad esempio le lave cordate particolarmente diffuse nell’isola a causa della grande fluidità della lava, questa genera cordoni pian piano, una volta solidificatasi dà luogo alle lave cordate, classica morfologia delle lave chiamate pahoehoe.

Appena concluso il giro, si ritorna alla base e come ultima dimostrazione la prova del calore delle rocce in profondità mediante un pozzo e l’immissione di acqua che viene vaporizzata immediatamente dal calore e lanciata subito fuori, tipo effetto geyser, attraverso un operatore che fa più dimostrazioni. Tra le altre l’operatore ci fa vedere la comustione data dal semplice contatto della roccia, bruciando uno strato di paglia ed infine i pasti del ristorante che vengono cotti su una griglia ubicata sopra un pozzo dove risale calore sufficiente da cuocere di tutto!! Infine si può approfittare del bar/ristorante/shop presente sul posto per acquistare magari il simbolo del parco….durata media della visita circa 3 ore….a seconda degli interessi soggettivi nei confronti di queste caratteristiche particolari.

Quelle elencate sono informazioni generali ed utili per chi voglia, a Lanzarote, visitare il parco di Timanfaya e quello che può vedere, io la consiglio assolutamente questa visita, perché è un parco dalla natura primordiale, dalla sensazione di potenza che trasmette e dalla maestosità del luogo che di fatto rappresenta la storia geologica e l’evoluzione dell’isola e delle Canarie in generale.

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A proposito dell'autore

peppino94

Sono un geologo appassionato di viaggi intorno al mondo, soprattutto per le aree vulcaniche attive come Azzorre, Islanda, Eolie ed Etna. Organizzo e curo escursioni e trekking con amici e vari gruppi anche con il CAI. Mi piace spiegare la geologia attraverso le foto e i racconti. Faccio parte di diverse associazioni inerenti la vulcanologia e pratico diverse attività outdoor e coinvolgo vari gruppi.

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