La Sardegna racconta la sua storia anche attraverso i suoi piatti tipici. Spesso si possono assaggiare nei ristoranti, nelle pasticcerie, nei bar.

Ma c’è un piatto straordinario che non si trova così facilmente: sa Panada. Si tratta di un piatto nato ad Assemini, un paese a 30 km da Cagliari. Prima che venisse bonificata, nelle nostre campagne si trovava uno stagno ricco di anguille. Assemini era un paesino povero. Il fine settimana i pescatori dello stagno portavano le anguille alle loro mogli che le introducevano in una “pentola a pressione naturale”: la panada. Si tratta proprio di questo. Una pentola fatta di pasta di semola, chiusa da un coperchio dello stesso impasto i cui bordi si attorcigliano creando un effetto grazioso ed elegante. Nella pentola ci finivano anche patate, pomodorini secchi e prezzemolo, trattati insieme, poi si scaldava nel camino. Elementi semplici che combinati danno vita un piatto unico. Quello sì che era un piatto della domenica!

Come assaggiare questa delizia sarda

Oggi le nostre mamme le fanno di gusti diversi, con la carne di agnello, di capretto, e con i pisellini primavera. Un piatto completo, ideale per qualsiasi occasione. Quando la assaggerete vorrete mangiarla tutti i giorni, ve lo assicuro.

Se non la si trova in ristorante come si può assaggiare una tale delizia? Ci sono vari modi: ordinarla almeno un giorno prima in alcune delle gastronomie di Assemini; partecipando alla Sagra de Sa Panada che si svolge una volta l’anno (spesso in autunno ma aggiornatevi, cambia sempre data); oppure facendovi invitare a pranzo da qualcuna delle nostre nonne (ne farà una enorme a testa, preparatevi). Nel Medio-Campidano ci sono vari paesi che la conoscono e la riproducono, ma ricordate: quella originale è solo la nostra!

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