Forse una delle circostanze in cui ammirare lo splendore della natura come il rosso della colata e il nero della notte che si contrastano a vicenda per dare spettacolo a migliaia di turisti è andare su un vulcano attivo. Parlo della colata del primo aprile 2017 che fuoriuscendo da una frattura sotto i crateri centrali dell’Etna a quota circa 3050, si riversò a valle scendendo dolcemente fino ad arrivare alla stazione della funivia.

Quella notte stavo salendo per la miliardesima volta sull’Etna, dopo un pomeriggio passato a osservare le telecamere termiche in montagna, e parcheggiando la macchina al Rifugio Sapienza (Etna Sud) con un mio collega, ci incamminammo verso le quote sommitali nel bel mezzo della notte, al chiaro di luna. Dopo 3 ore di salita intercettiamo la colata e ci arrampichiamo tra le rocce per raggiungere il fronte.

Una volta arrivati, dopo averla guardata in tutto il suo splendore e ammirata nel silenzio, abbiamo deciso prima di sederci e consumare un panino e dopo abbiamo cominciato a contornarla tutta per fotografarla, partendo dal suo punto più basso dove abbiamo visto più volte come avanzava e il rumore che faceva mentre andava giù, poi piano piano decidiamo di continuare a salire e ci avventuriamo a 2 metri dalla colata dove le parti marginali sono ancora più o meno calde. Il rossore e calore che questa emanava era sempre più forte; continuando a salire notiamo come la colata diventava sempre più “infernale”.

Purtroppo in cima non ci siamo arrivati per via dell’orario ma abbiamo appurato che l’attività effusiva sarebbe continuata ancora qualche giorno, forse con minore intensità ma sarebbe continuata, quindi decidiamo di scendere verso il Rifugio Sapienza costeggiando ancora la colata. A guardarla dal basso verso l’alto si notava proprio come fluiva e come le parti esterne erano sempre più scure per via del raffreddamento, mentre le parti interne ancora calde si spostavano molto velocemente e donavano un rossore che miscelato col nero della notte davano un tocco tipicamente “vulcanico” ma fuori dal normale, qualcosa di veramente impossibile da descrivere.

Man mano che scendiamo lungo le ripide discese ci allontaniamo dalla colata (anche per via dell’orario) e ci dirigiamo verso la macchina. Il tempo sembra passare velocemente, ed in effetti è così. Quando arriviamo in macchina tra me e il mio collega, accendendo il motore della sua macchina, ci promettiamo di ritornare la sera successiva, perché ammirare la colata al tramonto e durante le prime ore della sera, è qualcosa di indescrivibile!

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A proposito dell'autore

peppino94

Sono un geologo appassionato di viaggi intorno al mondo, soprattutto per le aree vulcaniche attive come Azzorre, Islanda, Eolie ed Etna. Organizzo e curo escursioni e trekking con amici e vari gruppi anche con il CAI. Mi piace spiegare la geologia attraverso le foto e i racconti. Faccio parte di diverse associazioni inerenti la vulcanologia e pratico diverse attività outdoor e coinvolgo vari gruppi.

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