Ricordate quando è stata l’ultima volta che avete fatto una cosa per la prima volta? Quella tipica confusione di emozioni in cui si riescono a distinguere un po’ di paura per quello che non si conosce, il coraggio di affrontarlo e la curiosità di scoprire nuovi mondi?

Sarà per questa intensità emotiva che si dice che le prime volte non si dimenticano facilmente.

Lo scorso weekend è stato per me molto ricco sotto questo punto di vista:

  • primo blogtour (quindi prima esperienza da blogger)
  • prima volta a Ozieri
  • primo treno in Sardegna
  • primo laboratorio di pasta fresca
  • prima degustazione di olio

Buona la prima: i motivi per tornare

E parlando di esperienze che non si dimenticano facilmente, vi racconterò quello che porterò con me di questo weekend ad Ozieri:

  • Maria Vittoria (organizzatrice del bel tour in collaborazione con Giuseppina e il piccolo Michele) che ci racconta la storia del palazzo in cui oggi si trova il suo profumato e accogliente Amariglio B&B. Non troppo tempo fa nei vari appartamenti ci abitavano vari pezzi della sua famiglia. Grazie al suo racconto sono stata catapultata nella “Ozieri di una volta” e immaginato la nonna che curava i fiori nel terrazzo in cui la zia organizzava le feste, mentre i rispettivi mariti producevano i formaggi che conservavano in cantina, dei quali si sente ancora il profumo se ci si avvicina alle porte dello scantinato. Nel B&B al centro di Ozieri trovate i coloratissimi quadri e le sculture fatte con amore dalla mamma di Maria Vittoria, che con la stessa arte prepara le colazioni ai suoi ospiti.
  • Il ristorante Il teatro, di nome e di fatto. Piatti ottimi e genuini, che con la loro semplicità mettono in risalto le materie prime a km zero. E la grande potenzialità della location con quel palco che si presta ad ospitare spettacoli per la formula cena & performance.
  • La greviera di Ozieri dell’azienda Piras. Chi l’avrebbe mai detto che si può trovare un po’ di Svizzera in questo angolo della Sardegna? La bontà del connubio “ricetta svizzera e latte di vacca del Logudoro” non può che farmi venire l’acquolina in bocca.
  • A proposito di prime volte, non avevo mai provato a fare la pasta fresca. A sporcarmi le mani impastando ero abituata da bambina in compagnia delle mie nonne, ma stavolta sono stati i maccarones de ungia i protagonisti della ricetta. E grazie alla maestria di Maria Assunta e Leonarda dell’associazione Moica di Ozieri, li abbiamo assaggiati con un ottimo sugo fresco!
  • Un’altra curiosità legata alla Svizzera la scopriamo nel caffè storico Svizzero, gestito oggi dai fratelli Falchi, ma che il nonno ha rilevato dagli eredi del fondatore, un imprenditore di Losanna. Qui abbiamo degustato diversi vini ozieresi gentilmente offerti dai rispettivi produttori: Ammentos 2017 della Cantina Sig.ra Bella; Nobile Tola 2017 della Ass.ne Alvarega; Manzanile ‘e Beranu 2017 della Suelzu Società Agricola; Andende 2015 della Farina Srl.
  • Mangia l’uovo che “fa il fondo”. Il sapiente consiglio ricevuto durante la degustazione alla cantina Sanna che mi ha permesso di affrontare la giornata senza barcollare.
  • Le pizze gourmet di Salvatore nel suo ristorante La Torre. Chiamarle pizze è forse riduttivo, si tratta di soffici pezzi di felicità con abbinamenti spettacolari. Per non parlare della preparazione e della passione del ragazzo che ci ha servito la cena spiegandoci con cura ogni particolare. È raro trovare una persona così attenta e interessata al cliente.
  • Gli abbracci del piccolo e vivace Michele. “Fai il bravo sennò scriviamo che sei monello” le parole magiche per farlo stare più tranquillo
  • Sentire l’aroma del carciofo o del pomodoro degustando l’olio. All’agriturismo Sa Tanca e Muros Rujos la passione dei membri della famiglia si percepisce mentre raccontano la propria azienda, si respirano la cura e le attenzioni che dedicano alla loro attività per renderla eccellente. Non è solo un lavoro ma una scelta di vita in sintonia con la natura e i frutti di questo stile sono meravigliosi.
  • La fierezza dell’essere ozierese, un senso di appartenenza profondo e molto bello (per cui mi dispiaceva anche dire che non avevo mai sentito parlare del posto).
  • L’azienda Cabigliera & Zidda. Una bellissima coppia giovane e sorridente. I formaggi spettacolari, soprattutto la ricottina piccante!
  • Il vino bianco frizzantino Tancarè della cantina sociale Giogantinu. Non amo i vini frizzanti ma in questo caso ho finito anche il secondo bicchiere nel bar storico Palace cafè dove spicca l’attenzione di Giovanni nella scelta dei vini da inserire nella sua carta.
  • Il passo ozierese del ballo sardo: la bravura del gruppo della cantina Sos piseddos ‘e Sevadore Asole e la mia ammirazione nei loro confronti. Hanno provato a coinvolgermi ma io che sono un pezzo di legno, provavo a seguirli restando sempre indietro di un passo. Sì potete ridere di me, ma vi giuro che era difficile.
  • I vicoli di Ozieri. Stradine strette e in salita con continue sorprese dietro l’angolo. I bei palazzi rispecchiano la ricchezza e l’unicità della città, con le loro tipiche altane agli ultimi piani.
  • Le copulette della Pasticceria L’Artigiana di Giuseppe e Donatella. Da siciliana sono sempre un po’ scettica quando si tratta di assaggiare nuovi dolci perché diciamocelo, sono abituata molto bene. Non mi aspettavo che si sarebbe sciolta in bocca ricordandomi le paste di mandorle di casa! Promossa a pieni voti.
  • Vi sembrerà che io abbia solo mangiato… (e non vi sbagliate),  sicuramente i prodotti di Ozieri sono stati i protagonisti dei due giorni di tour ma vi giuro che c’è stato anche altro! Come la bellezza dei tetti della città visti dalla meravigliosa terrazza della Cantina ‘e S’ainu e la pace dei sensi ammirando l’immensa distesa di verde dietro la favolosa Basilica di Sant’Antioco di Bisarcio.
  • L’emozione dei preparativi delle cantine per la grande festa di Su Trinta ‘e Sant’Andria, che si terrà il primo dicembre in onore del vino novello. L’occasione perfetta per chi non c’è stato di scoprire la vera anima di Ozieri e per me di raccontarvi la mia seconda volta!

Grazie a tutti per l’ospitalità e l’energia di questi giorni insieme!

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