Incastonata fra due torrenti oggi nascosti dalle due strade principali della città – Corso Umberto I e via Marchese Tedeschi – Modica si mostra al viaggiatore come una perla rosacea per i colori delle pietre che adornano il “giardino di pietra” (definizione usata da Cesare Brandi per la città di Noto, ma che può essere usata per tutte le città barocche del Val di Noto); sede di un’antica contea, era ed è giustamente definita come “Isola nell’Isola” data la sua unicità storica, culturale e geografica. Agli occhi di ogni visitatore che si perde per le strade dell’antica città, sembra che i secoli non siano passati: la città conserva nei suoi vicoli, vie e piazze – capillari e vene di un cuore pulsante – tutta la magia del tempo passato e tutta la gioia di una città viva.

I piaceri di Modica

ModicaModica offre ai viaggiatori piaceri culinari, paesaggistici, storico-artistici, archeologici, letterari… Ma non a caso questo elenco inizia con il piacere culinario: Modica è famosissima per diversi prodotti tipici come il “cioccolato di Modica”, gustabile in maniera sublime presso l’Antica Dolceria Bonajuto, la più antica dolceria siciliana e situata di fronte la barocca chiesa di San Pietro, che con i suoi dodici apostoli veglia la città dalla grande scalinata di accesso alla chiesa. Modica è anche nota per le “scacce”, pasta di pane ripiena con ogni vari prodotti tipici dell’area ragusana, le “impanatigghi”, dolci del tutto particolari fatti di carne macinata e cacao e tante altre bontà. E dopo una buona e piacevole mangiata presso una tipica trattoria modicana, il miglior modo per una bella digestione è una piacevole passeggiata verso la chiesa di San Giorgio, capolavoro del barocco siciliano: posta in cima di una piacevolissima e monumentale scalinata, quasi sempre ricolma di gelsomini e fiori multicolori, San Giorgio svetta nel panorama barocco della città con la sua tipica “facciata-torre campanaria”; una visita al suo interno svelerà le meraviglie del barocco e una meridiana solare di fine Ottocento.

Modica

Da San Giorgio e costeggiando il castello dei Conti (chiuso per restauro) si può andare verso la casa natale di Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la letteratura e le cui poesie sono leggibili lungo le viuzze della città; vie che ci conducono verso la chiesetta rupestre di San Nicola, vero tesoro dell’arte bizantina siciliana che conserva dei magnifici affreschi. Ritornati sul Corso Umberto I gli appassionati di archeologia possono recarsi presso il Museo Civico “Belgiorno”, che conserva un’eccellente collezione dei reperti archeologici provenienti da Modica e dal territorio e gli amanti dello shopping possono passeggiare per il Corso ammirando qua e là i numerosi palazzi nobiliari che adornano la città. Proseguendo verso la confluenza dei due torrenti coperti e voltandosi verso il millenario castello dei Conti si può ammirare la Torretta dell’orologio che veglia sulla città.

Per chi fosse interessato ai panorami mozzafiato e agli scenari del famoso “Commissario Montalbano” è d’obbligo recarsi presso il “belvedere”, situato nella collina di fronte la chiesa di San Giorgio e dai cui si può ammirare un paesaggio unico di questa meravigliosa città, fiore del Val di Noto e patrimonio dell’Unesco dal 2002.

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2 Risposte

  1. agnese-illbrightback

    Bel post interessante! Non sono mai stata a Modica, a dir la verità la Sicilia la conosco poco in generale, e mi dispiace molto! Arriverà sicuramente il momento in cui potrò visitarla approfonditamente, e Modica sarà nell’itinerario…il cioccolato da solo varrebbe la pena! 🙂

  2. Claudietta

    Bellissima e buonissima Modica! 🙂
    Ci sono stata un paio di estati fa e ancora conservo una tavoletta di cioccolato puro, che continuo a mangiare a piccole dosi. Come il cibo per le occasioni speciali. 🙂
    Gli impanatigghi per noi furono un omaggio a sorpresa e con quiz anneso sugli ingredienti da parte della signora che gestiva il b&b. Qualche tempo fa, ho avuto il piacere di rimangiarli inaspettatamente a Roma ed è stato un delizioso tuffo nell’amata Sicilia. 🙂

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