La Liguria è una regione conosciuta in tutto il mondo per la sua Riviera dei Fiori, le Cinque Terre e tante altre attrazioni paesaggistico-ambientali davvero uniche. Tra queste si inserisce un altro territorio di assoluto interesse naturalistico che è la Riviera delle Palme nei dintorni di Savona. A dispetto del suo nome, questa riviera non si esaurisce sulla costa ma, anzi, entra in profondità nel territorio ligure sviluppandosi in colline e valli che meritano una visita e che sono una meta da non perdere per gli appassionati di escursioni naturalistiche e trekking. Sono infatti decine i sentieri esistenti, qui ve ne presentiamo solo alcuni dei più belli ed interessanti con il chiaro invito a percorrerli e raccontarceli!

Percorsi di trekking nella Riviera delle Palme

Da Andora al Pizzo d’Evigno

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Foto tratta da Panoramio

Questo percorso ha due opzioni: una alla portata di tutti gli escursionisti con 400m di dislivello totale e 9 chilometri di lunghezza e un altro per persone molto più allenato con 1200m di dislivello e 32 chilometri di camminata tra i colli, gli uliveti e i boschi delle colline liguri.

La partenza dell’itinerario è ad Andora sul livello del mare ma si punta dritto in salita. Prima tappa di interesse è il borgo quattrocentesco di Rollo circondato da ville, e orti. Il sentiero prosegue tra saliscendi lungo il confine tra le provincie di Savona e Imperia che un tempo era anche il percorso più battuto da pastori e greggi per la loro transumanza. Il paesaggio attorno è quello tipico della macchia mediterranea, intervallato da radure e prati fin quando non si arriva (solo se si percorre il percorso più lungo e faticoso) alla quota più elevata (988m slm) del Monte Torre che offre splendidi panorami sulle Alpi Liguri.

Di particolare interesse per i trekker saranno sicuramente il castello medievale di Rollo, la chiesa protoromanica dei Santi Giacomo e Filippo, il ponte medievale sul torrente Merula e il sentiero di “Fischia il vento“, un percorso del Parco Culturale Riviera delle Palme dedicato alla memoria del partigiano Felice Cascione, uno dei primi partigiani liguri, autore della canzone simbolo della Resistenza “Fischia il vento”.

Monte Tirasso

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Foto tratta da Gulliver

Alassio è una splendida località conosciuta in tutta Italia e non solo per il suo litorale, tra i più belli della penisola, della leggenda di Adelasia, principessa germanica che nel X secolo scappò per amore insieme ad Aleramo ad Albenga per poi ritrovare la pace proprio nella ridente cittadina ligure. Quasi dal centro di Alassio si può intraprendere un bellissimo percorso a piedi che porta fino alla cima del Monte Tirasso sulla cui cima sorge il Santuario della Madonna della Guardia a poco meno di 600m slm. Da qui è possibile godere di una vista mozzafiato sull’abitato di Alassio e il litorale circondato dalle verdi colline prealpine. Tra andata e ritorno si tratta di una camminata di circa 9 chilometri che non presenta particolari difficoltà ma che offre molti punti di interesse storico e naturalistico. Il percorso inizia da via Neghelli in pieno centro abitato. Per questo motivo potete affiancare alla passeggiata una visita al centro cittadino per ammirare gli edifici liberty, il vivace “carruggio” (via XX settembre) e il famoso muretto degli artisti, firmato da alcuni dei personaggio più famosi del XX secolo.

Rete dei sentieri del Poggio Grande

Il sistema ambientale del Poggio Grande tutela una vasta area collinare che dalla costa giunge fino alla piana di Albenga. In questa zona di grande interesse storico-naturalistico gli amanti del trekking e delle passeggiate nella natura avranno l’imbarazzo della scelta tra almeno quattro percorsi ben segnalati e adatti a tutti, escursionisti occasionali ed esperti.

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Foto tratta da http://lemiegite.escursioniliguria.it/

Partendo da Ceriale, paese costiero, si punta dritti verso l’interno e soprattutto verso la Riserva Naturale Regionale del Rio Torsero attraversando diversi piccoli borghi abbandonati e non. Degno di nota per il suo Museo Paleontologico è Peagna a 123m sul livello del mare. L’alternarsi di valli e colline rende possibile godere di una vista mozzafiato che da alcuni punti del sentiero, con un po’ di fortuna, può spingere lo sguardo fino alla costa frastagliata della Corsica. Il percorso termina al Santuario di Monte Croce, importante luogo di culto mariano immerso nella natura ligure. Questo tragitto non è brevissimo, infatti la sua lunghezza è di circa 14 chilometri tra andata e ritorno ma non presenta particolari difficoltà ed è quindi percorribile anche dagli escursionisti alle prime armi.

Sono solo 6 i chilometri da percorrere per il sentiero che collega i due borghi medievali di Zuccarello e Castelvecchio di Rocca Barbena, una passeggiata naturalistica percorsa quasi interamente su una via sterrata che offre scorci molto carini su due classici borghi dominati da austeri castelli costruiti in cima a due panoramiche e verdeggianti colline.

Per arrivare in quota montana gli appassionati dovranno percorrere i sentieri che portano al Rifugio Pian delle Bosse sul Monte Carmo nell’entroterra di Loano. Questo rifugio è un punto di riferimento per tutti coloro che amano gli sport outdoor e non solo il trekking. Infatti, oltre ad essere fulcro di diversi percorsi escursionistici, da questa zona è possibile raggiungere ottimi spot per l’arrampicata sportiva come la Rocca dell’Aia e diverse grotte dedicate soprattutto agli amanti della speleologia. Il sentiero che porta in cima a questo monte, a quota 1389m slm, costituisce uno spartiacque tra la zona marina di Verzi e le alpi liguri. Infatti, dalla cima del Monte Carmo è possibile con un solo colpo d’occhio ammirare da un lato le alpi piemontesi e valdostane e dall’altro le coste settentrionali della Corsica.

La Strada Beretta

Questo percorso lungo circa 10 chilometri con 450 metri di dislivello è una splendida passeggiata dall’interesse non solo naturalistico. Una buona parte dei sentieri su cui camminare, infatti, hanno una grande valenza storica in quanto costituiscono quel che resta della cosiddetta “Strada Beretta“. Si tratta di una via costruita dai marchesi del Carretto, e progettata dall’ingegnere militare Gaspare Beretta (da cui prende il nome), a cavallo tra XVI e XVII secolo per unire il Ducato di Milano con il Marchesato di Finale (Ligure). Ai giorni nostri la sua funzione di via di passaggio ha lasciato il posto alla destinazione di itinerario escursionistico che colpisce molti visitatori perché costellato di piccole ma interessanti testimonianze storiche. Si parte da Finalborgo, nell’entroterra di Finale Ligure, uno dei borghi più belli d’Italia e percorrendo il sentiero a ciottoli si incontrano ruderi di castelli del seicento così come veri e propri monumenti architettonici quali la Chiesa dei 5 campanili. Inoltre, sparsi per questi colli a ridosso del mare si trovano le tante borgate del paese di Rialto che vale la pena esplorare se si attraversa questo splendido ambiente naturale.

Panorami ed emozioni di un trekking in solitaria in Liguria

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