Se preparando la visita nella città di Roma (a proposito, trova il tuo alloggio), nelle guide o su internet, si scorgerà una piramide tra le attrattive della Capitale, non c’è nessun errore. Roma poteva forse non fare concorrenza all’Egitto e non avere una piramide? Certo che no! Ecco quindi che in epoca romana, e precisamente negli ultimi anni del I secolo a.C., quando Ottaviano Augusto conquistò la Grande Terra dei Faraoni, in città scoppiò una vera e propria voglia di emulare la grande civiltà appena vinta.

Piramide Cestia Iscrizione Roma Ostiense

Piramide Iscrizione

Fu così che Caio Cestio, un importante uomo politico dell’epoca, decise di far costruire una piramide come proprio monumento funerario! La sua realizzazione fu concepita secondo le regole dell’epoca e fu innalzata quindi al di fuori della città e lungo una strada consolare, la via Ostiense, l’importante antico collegamento tra Roma ed il suo porto, la città di Ostia. E il suo essersi conservata praticamente intatta fino ai nostri giorni, si deve principalmente a due fattori: fu inglobata lungo il tracciato delle Mura cittadine realizzate nel III secolo d.C. dall’imperatore Aureliano e per sua fortuna, in epoca assai più recente, non fu distrutta dai bombardamenti della II Guerra Mondiale, che demolirono invece per sempre un tratto delle mura, quello accanto a Porta San Paolo.

Tutto quello che sappiamo della Piramide di Caio Cestio, ci è stato tramandato direttamente dal proprietario che nel suo testamento indicò non solo i particolari della costruzione, ma anche i tempi di realizzazione: 330 giorni! Un tempo relativamente breve se consideriamo l’epoca e soprattutto la mole della piramide: è alta quasi 37 metri, ha una base quadrata di circa 30 metri per lato ed è tutta interamente rivestita di blocchi di bianco travertino!

Decorazioni e iscrizioni della Piramide Cestia

Grazie alle iscrizioni sulle facciate, sappiamo anche che il proprietario era un importante membro del collegio sacerdotale degli Epuloni, che si occupavano di organizzare in città i banchetti sacri annuali in onore delle più importanti divinità. La famiglia era quindi molto ricca e per decorare un monumento così imponente, il figlio di Caio Cestio vendette i pregiati arazzi – gli attalica – e con il ricavato fece innalzare, proprio all’ingresso della piramide, due enormi statue in bronzo dorato che ritraevano il padre. La vendita dei pregiati arazzi fu però una scelta obbligata, dato che Augusto nel 18 a.C. aveva promulgato una legge che vietava l’ostentazione del lusso nelle tombe e per Caio Cestio fu quindi impossibile farsi seppellire insieme ai suoi lussuosi beni.

La decorazione esterna della Piramide prevedeva anche l’aggiunta, in corrispondenza dei quattro angoli, di altrettante colonne, di cui oggi ne restano visibili solo due, riportate alla luce nel 1656 e riposizionate per volere di papa Alessandro VII Chigi. Tutto intorno alla Piramide vi era un recinto costruito con blocchi di tufo che delimitava l’area all’interno della quale la famiglia praticava le celebrazioni in onore del defunto. La sorpresa più grande è nascosta all’interno. La piccola camera sepolcrale, subito murata dopo i funerali di Caio Cestio, presenta pareti delicatamente affrescate con figure femminili alternate a vasi lustrali e sulla volta invece ben si distinguono gioiose Vittorie alate. Ciò che invece resta ancora oggi completamente avvolto nel mistero, è se Caio Cestio decise di farsi cremare o inumare: non sono stati infatti rinvenuti né sarcofagi né urne cinerarie, né vi è alcuna menzione all’interno del suo testamento.

Piramide cestia roma interno 01

Piramide interno

Si diceva però all’inizio di una grande moda che investì Roma dopo la conquista dell’Egitto e quindi Caio Cestio non fu l’unico a voler edificare una piramide in città. Sappiamo infatti che ve ne dovevano essere almeno altre tre: due in piazza del Popolo, dove oggi vi sono le cosiddette chiese gemelle e una lungo via della Conciliazione, all’altezza della Chiesa di Santa Maria in Traspontina, che fu però distrutta nel 1499 da papa Alessandro VI Borgia, per ampliare la viabilità della strada vicina a San Pietro, in occasione dell’imminente Giubileo.

La fama della Piramide Cestia fu talmente grande già in passato, da divenire una delle tappe obbligate del Grand Tour, l’importante viaggio di formazione e studio che i giovani rampolli delle famiglie europee erano soliti intraprendere tra XVII e XIX secolo. E vedere una Piramide a Roma sorprende davvero tutti, oggi come ieri!

Esplora gli interni della Piramide

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