Un borgo ultramillenario mantiene forti le proprie tradizioni. E, nei sotterranei di uno dei suoi palazzi storici, ve n’è una che da quasi un trentennio rinnova la coesione fra la sua gente e ne rinsalda la fede. E, al tempo stesso, presenta ai visitatori una delle sfaccettature più pure della cultura locale.

Stiamo parlando di Città della Pieve, in provincia di Perugia, e di una delle sue manifestazioni maggiormente note, i “Quadri viventi”, giunta nel 2018 alla ventottesima edizione.

Ogni anno, nei giorni di Pasqua e del Lunedì dell’Angelo, il Terziere Borgo Dentro (uno dei tre rioni in cui è suddivisa la cittadina umbra) ricostruisce, presso l’antico Palazzo Orca, la Passione, la Morte e la Resurrezione di Gesù.

La suggestiva atmosfera di Palazzo Orca

Il tutto grazie all’ausilio di molteplici figuranti, che impersonano i protagonisti di alcuni dei principali avvenimenti narrati nei Vangeli e dal maggiore significato per la fede cristiana.

Per un risultato che – come si vedrà – rende i “Quadri viventi” una delle più toccanti e coinvolgenti tradizioni dell’Umbria e della stessa Italia.

Una manifestazione imperdibile

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Nell’edizione 2018 è frequente la presenza di sacchi di denaro nelle mani dei protagonisti, a simboleggiare la corruzione portatrice di distruzione

Uno degli elementi che per primi risaltano in questa rappresentazione è l’indovinata location scelta dal Terziere Borgo Dentro: i sotterranei dell’antico Palazzo Orca (sito in via Roma ).

Qui, attraverso una studiata illuminazione (luci elettriche e candele), una struggente colonna sonora e una serie di ambientazioni minuziosamente allestite, le scene evangeliche vengono riproposte in una suggestiva atmosfera dal forte impatto emotivo.

La sensazione che si avverte è quella di addentrarsi in un dipinto religioso, magari in un capolavoro di Caravaggio, grazie all’efficace gioco di luci e ombre, ai costumi dalla pregevole fattura e alle intense espressioni facciali dei figuranti.

Altro carattere saliente è il profondo impegno palesato proprio da questi ultimi, i quali restano totalmente immobili per l’intera durata dell’evento (da cui il nome della manifestazione). Compito tutt’altro che agevole, ma da essi svolto egregiamente.

Ma la principale peculiarità dell’iniziativa è la sua ispirazione ad una precisa tematica, che varia di volta in volta. Ogni anno, infatti, il Terziere Borgo Dentro propone una riflessione su una specifica questione di profonda attualità, nell’ottica della quale vengono riproposte le ultime fasi della vita di Gesù.

Terziere Borgo dentro

Un cero dinanzi ad un vecchio messale in latino.
Il Terziere Borgo dentro ha fatto ampio uso di ceri nell’edizione 2018: essi, secondo un’omelia di papa Benedetto XVI del 2012 citata dallo stesso Terziere, sono un simbolo del sacrificio di Gesù, poiché consumano sé stessi dando la luce.

Quella dell’edizione 2018 si evince dal suo eloquente titolo: “Corruzione… Distruzione”. Un diabolico sinallagma, insito nell’umana società oggi come ai tempi di Gesù, da combattere attraverso una genuina fede, seguendo l’esempio di Cristo.

Si legge nell’opuscolo edito dal Terziere Borgo Dentro:

Per riportare la giustizia in questo mondo, il Cristo ci guida sulla strada della misericordia, offrendo gratuitamente la sua stessa vita in riscatto dei nostri peccati. Anche la passione è segnata dall’intervento del dio denaro che compra il tradimento di Giuda e di tanti discepoli. Ma quando il male sembra prevalere, e il Salvatore è appeso alla croce, l’amore di Dio supera le leggi umane, la morte è sconfitta. Ecco la Resurrezione.

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L’Ultima Cena

Un messaggio decisamente attuale, che ben traspare nelle sei scene in cui si snoda l’edizione 2018.

Quella iniziale è l’Ultima Cena, qui ricostruita entro una singolare dicotomia: da una parte, il banchetto di Gesù coi propri discepoli; dall’altra, il banchetto di Satana coi propri servi. Il primo si offre come cibo di vita eterna, il secondo fornisce pietanze solo all’apparenza invitanti, ma dall’infimo contenuto.

Il banchetto di Satana coi suoi servi

Si passa poi all’Orto degli Olivi, teatro del tradimento e dell’arresto di Gesù: due soldati gli si avventano per bloccarlo, mentre un altro militare e una donna trattengono dei sacchi di monete.

Risalta, sullo sfondo, anche la celebre samaritana al pozzo. Scelta, quest’ultima, decisamente azzeccata, trattandosi della protagonista di uno dei passi evangelici in cui più emerge il messaggio cristiano della fede in Dio come sola fonte di salvezza (Gesù le disse: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete”; Gv 4, 13-14).

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L’arresto di Gesù

La rappresentazione prosegue con la condanna di Gesù dinanzi al Sinedrio. Sotto i cinici sguardi dei giudici-sacerdoti, il Figlio di Dio è gettato a terra, legato senza alcuna pietà. Su di lui, il verdetto frutto della loro corruzione: “Crucifigatur”.

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Il Sinedrio ha emesso il proprio verdetto: “Sia crocifisso”

Si passa, poi, al giudizio di Ponzio Pilato. Dietro a Gesù, già martoriato dalla flagellazione e pronto a ricevere la corona di spine, il governatore di Giudea non evita un’ingiustizia a lui stesso apparsa palese. Una metafora di quell’indifferenza, linfa essa stessa della corruzione, assai diffusa in ogni ambiente sociale, ove sovente si preferisce “lavarsi le mani” piuttosto che intervenire in aiuto del prossimo.

Gesù è pronto per il supplizio finale

Gesù è pronto per il supplizio finale, mentre Pilato dismette ogni responsabilità sull’ingiusta fine di un innocente

Si giunge, quindi, alla Crocifissione. La scena si colloca proprio nel momento in cui un soldato romano pianta uno dei chiodi che appenderanno Gesù alla Croce. Allo strazio di Maria e della Maddalena, fanno da contrasto la freddezza dei soldati e una figura femminile intenta a maneggiare l’ennesimo sacco di monete.

Sembra la definitiva vittoria del male e di un altro “dio”: il denaro.

Crocifissione vacanze umbria

La Crocifissione

Ma ecco che tutto viene ribaltato nella scena conclusiva, quella della Resurrezione. Gesù, in una candida veste, risorge accompagnato dagli Angeli. Uno di essi trafigge mortalmente con una spada il serpente tentatore, le cui turpi fauci ancora rigurgitano denaro. E il male è inesorabilmente sconfitto dall’amore di Dio, unica via da seguire onde evitare la corruzione e la conseguente distruzione.

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Un borgo ricco di eventi da vedere tutto l’anno

I “Quadri viventi” rappresentano una delle varie iniziative in cui si snoda la vita di Città della Pieve.

Come detto, il borgo è suddiviso in tre Terzieri, ciascuno dei quali realizza nel corso dell’anno una specifica manifestazione. Ai “Quadri viventi” organizzati dal Terziere Borgo Dentro, si affiancano:

I tre Terzieri, altresì, si sfidano nella “Caccia al toro“, che va in scena presso il locale Campo di Santa Lucia la prima domenica seguente a Ferragosto (nel 2018, sarà il 19 agosto), al termine di un’intenso periodo di festeggiamenti con diverse iniziative a cura degli stessi rioni pievesi.

Una pausa culinaria: la Cantina del Saltapicchio

La visita ad un borgo in Umbria, breve o lunga che sia, non può prescindere da un tuffo nelle sue prelibatezze enogastronomiche.

Un luogo che consigliamo è senza dubbio la Cantina del Saltapicchio, posta in via Marconi, immediatamente a ridosso del centro storico di Città della Pieve.

In un’atmosfera peculiare (imperdibili sono i locali sotterranei), si gusta una cucina genuina, tra i cui punti di forza risaltano i taglieri a base di salumi, i primi e l’ottima chianina.

Ampia è la varietà dei vini, alla cui scelta si viene sapientemente guidati da un personale molto competente. Tra le eccellenze locali si segnalano tre ottimi rossi, quali: il “Meson Nardi” (prodotto presso Monteleone d’Orvieto); il “Pino” (sangiovese del locale Podere Fontesecca); nonché il “Rosso dei neri” (della zona di Orvieto). Ottimo è anche un rosato dei Colli del Trasimeno dall’intenso color cerasuolo: “La Bisbetica”.

Si ringraziano per l’ospitalità il Terziere Borgo Dentro e la Cantina del Saltapicchio.

Si consiglia di seguire la pagina Facebook “L’Umbria che non ti aspetti
e il sito web www.cittadellapieveumbriaitaly.it,
nonché di iscriversi ai gruppi Facebook “L’Umbria che non ti aspetti” e “Città della Pieve and Friends

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