Quando vivi su un’isola non è facile organizzare viaggi last minute causa prezzi dei voli… che poi non partono mai nei giorni che vorresti.

Quando però hai cinque giorni liberi a disposizione, è un peccato sprecarli senza viaggiare.

Allora che si fa? Si da un’occhiata alla TO DO LIST fatta con un’amica, cercando tra le mete segnate qualcosa che possa fare al caso nostro.

Troppo lontano… troppo costoso… troppo.. uhm

Quando vivi su un’isola… quando però hai cinque giorni liberi a disposizione… controlli i traghetti che ti portano su un’altra isola!

Bonifacio vista Sardegna

Giro dell’isola in cinque giorni

È così che io e Alice abbiamo scelto la Corsica. Ho affidato a lei la selezione delle tappe e degli alberghi, visto che è più efficiente di un tour operator e ha definito velocemente un bel percorso per girare l’intera isola in senso orario:

Io, Ali e Ya(ris) la sua simpatica macchina che ci accompagnerà per 1000 km di strade non proprio strade, ci mettiamo in viaggio.

Day 1: il bel biglietto da visita dell’isola

Prendiamo un comodo traghetto da Santa Teresa di Gallura che in soli 50 minuti ci porta a Bonifacio. Il mare è molto agitato, ma ci dicono lo sia sempre tra le Bocche di Bonifacio. Io non soffro il dondolio delle onde (anche se più che dondolio era proprio un ballo acrobatico) quindi ne approfitto per studiare un po’ di storia di quest’isola, italiana fino al 1768 e per questo molto più simile alla Sardegna di quanto ci aspettassimo, a partire dalla bandiera praticamente identica che raffigura un moro però sbendato; resto particolarmente affascinata dalla storia di Pasquale Paoli, a cui è dedicata la via in cui vivo a Cagliari (che io credevo italiano) considerato da esponenti del nazionalismo corso Il Padre della Patria (U babbu di a Patria in corso).

Sbarchiamo a Bonifacio e non vediamo l’ora di percorrere i 187 scalini scavati nella roccia che portano al mare. Così dopo un caffè, il primo di una lunga serie di caffè troppo lunghi (scopriamo che in questo, i corsi non sono poi così tanto italiani), ci perdiamo tra i vicoletti di questo piccolo borgo davvero carino. La prima cosa che mi stupisce sono le case: non esistono i piano terra, hanno tutti delle strette e lunghe scalette per raggiungere gli appartamenti. Sicuramente una scelta scomoda ma utile per combattere l’umidità tipica delle città di mare.

Scale di BonifacioIl tempo è bellissimo e fa caldo ma noi ci avventureremo ugualmente nella famosa Escalier du roi d’Aragon. Un vero spettacolo, la falesia calcarea che abbraccia il mare nelle sue sfumature dal blu al verde fino al bianco delle onde che giocano con gli scogli. Risalire è un po’ faticoso ma ne è valsa decisamente la pena.

Ci lasciamo trasportare dai profumi della cucina corsa tra le due vie principali facendo sosta in una bellissima terrazza vista Sardegna. Ci fermiamo in un localino per assaggiare la specialità bonifacina che sono le melanzane ripiene. Il sapore è simile a quello della nostra parmigiana ma la particolarità sono i formaggi corsi nel ripieno, che le rendono squisite.

A pancia piena salutiamo Bonifacio e ci incamminiamo verso Ajaccio dove passeremo la prima notte. Guidiamo per circa 3 ore tra strade strette, tante curve e guidatori spericolati che spesso corrono in mezzo alla carreggiata. Dopo una sosta in albergo per ritrovare l’equilibrio destabilizzato da onde e curve, facciamo una passeggiata in centro dove ahimè alle 19 è già tutto chiuso.

Dopo un tour delle piazze principali ci incuriosisce un locale carinissimo, di fronte alla casa natale di Napoleone Bonaparte (per cui i corsi hanno quasi un’ossessione visto il numero di vie, piazze e statue che troveremo in ogni tappa). Su Trip leggiamo che hanno un’ottima birra artigianale alla castagna, perfetto per concludere il nostro primo giorno!

Day 2: un cuore di roccia

Si riparte verso Piana attraverso una strada costiera panoramica (probabilmente l’unica) che ci permette di fare tappa in una spiaggia (Casaglione) con le onde più alte che avessimo mai visto, emozionate come due bambine ci fermiamo un po’ a fare qualche foto che purtroppo non rendono rispetto allo spettacolo visto dal vivo. Proseguiamo in direzione Gorges de la Spelunca dove su un fiumiciattolo si rispecchia un vecchio ponte genovese. Nella strada, sempre stretta e piena di curve, troviamo castagni secolari che ci invitano ad assaggiarne qualcuna appena caduta a bordo strada. Così ci viene fame e ci dirigiamo verso la marina di Porto, una località turistica dove ci fermiamo a pranzare al sole.

Una simpatica curiosità, in Corsica sono pochissimi i menù stampati, i piatti del giorno vengono scritti sulle lavagne che al momento della scelta vengono posizionati su una sedia al nostro tavolo!

Temporeggiamo un pò per incamminarci verso Piana facendo così coincidere la visita delle famose Calanche (patrimonio Unesco) con l’ora del tramonto. Le strade diventano sempre più strette ma lo scenario che riporta alle montagne del sudovest degli USA, viste solo in cartolina, è davvero meraviglioso. Le rocce di granito tra cui si possono riconoscere figure di animali (un cane e un aquila), si infuocano con la luce del sole diventando ancora più rosse. Ma la roccia che ci lascia incantate è un romantico cuoricino che lascia spazio al mare e all’orizzonte.

Calanche di PianaFinalmente arriviamo a Piana, il paese è minuscolo e fa freddo quindi entriamo in un bar per fare orario ordinando la Pietra, birra corsa buonissima. Veniamo piacevolmente intrattenute da due signori che suonando la chitarra alternano canzoni corse a canzoni italiane solo per noi. Un altra curiosità: in tanti sanno l’italiano ma alcuni sembrano parecchio infastiditi da due turiste fuori stagione!

Day 3: quanto è romantico un faro al tramonto?

Faro Isola RossaDirezione Isola Rossa, abbiamo in programma una sosta a Calvi lungo la strada. Borgo pittoresco sul mare protetto dai bastioni, simile agli altri già visti ma ancora pieno di turisti. Dopo un pranzo al porto, sempre al sole per fortuna, ci rimettiamo in macchina. Altra tappa ad Algajola in una spiaggia piena di surfisti e famiglie che fanno il bagno, io invece inizio ad avere freddo! Nel pomeriggio arriviamo a Isola rossa e ci dirigiamo subito al faro per non perdere il bellissimo tramonto. L’ennesimo segno italiano lo troviamo nella torre genovese che domina il golfo. Anche qui è tutto chiuso, ma stavolta non per l’ora tarda, stanno tutti godendo delle meritate ferie dopo il caos estivo tanto che non amano vederci gironzolare tra i bar.

Day 4: all’improvviso una città

Un po’ stancante spostarsi tanto ma non essendo il periodo adatto al relax in spiaggia, è stata un’ottima soluzione per vedere tante cose senza rischiare di annoiarsi. La meta di oggi è Bastia ma non prima di avere fatto tappa a Nonza, un minuscolo borgo di 69 anime, famoso per la sua spiaggia nera (formata dai residui di una vecchia miniera sulla montagna circostante). Facciamo un giro sull’immancabile e panoramica torre genovese per poi avventurarci in un piccolo trekking verso la spiaggia. Inaspettatamente il mare è calmo e ci rilassiamo un po’ al sole. Pranzo veloce nell’unico posticino aperto, prendiamo un’insalata perché davvero caro e la paghiamo ben 18 euro. Era buonissima, ma vi ho già detto che la Corsica è molto cara? Siamo in bassa stagione ma ovunque paghiamo l’acqua 5 euro, una birra media invece 8 euro! Arrivando a Bastia abbiamo l’impressione di trovarci nell’unica città dell’isola e io riesco a comprare un pigiama, che ovviamente ho dimenticato sul letto prima di partire. Meglio tardi che mai! Ceniamo in un localino addobbato per la notte di Halloween dove c’è musica e un po’ di animazione.

Day 5: la vacanza è finita (?)

È arrivato l’ultimo giorno e molto soddisfatte del bel giro fatto non siamo dispiaciute di tornare a bere il nostro caffè e un po’ ci manca il bagno all’italiana! Ci incamminiamo quindi verso Bonifacio facendo sosta a Porto vecchio per pranzo. A Bonifacio facciamo un giretto al porto per temporeggiare in attesa del traghetto fino alla tragica scoperta, la nave è rotta e non sanno quando la ripareranno. La ragazza della Moby ci consiglia, se vogliamo essere certe di partire di spostarci a Propriano a un’ora da Bonifacio per prendere la nave delle 7 e 30 del mattino seguente.

Proviamo a non scoraggiarci, avvisando i rispettivi uffici del contrattempo, perché in fondo ci aspetta un’altra sera in vacanza! Propriano in realtà non offre granché, ma devo dire che la cena è ottima e non cara come al solito.

Day 6: finalmente il nostro caffè

Ringrazio mia mamma perché “Per sicurezza è meglio portare sempre un cambio in più”, ma per me è sempre traumatico la sveglia prestissimo. Alle 6 siamo già in macchina per metterci in fila al porto. Questo traghetto non è comodissimo visto che impiega ben 4 ore ma il mare stavolta è clemente, senza neanche un’onda. Arriviamo verso le 12 in Sardegna, col cuore pieno di paesaggi meravigliosi e davvero incontaminati. I greci avevano ragione a chiamare la Corsica Kallíste ossia la più bella, e noi abbiamo una consapevolezza in più: è molto romantico vivere su un’isola… finchè però, non resti isolato.

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