EBOOK CONSIGLIATO

Attraversando la Sardegna

Alessio Neri, Asterisk edizioni, Roma , 2012

Una bellissima giornata di sole, non troppo afosa nella prima domenica di aprile. È questo il clima che ci ha accompagnati nella nostra gita domenicale a Cabras, cittadina immersa nella penisola del Sinis. Cabras è conosciuta dai più per la produzione della famosa, popolare e rinomata bottarga di muggine e non di tonno come si trova in altre zone. Bottarga di muggine, chiamata qui anche l’oro di Cabras. Siamo in provincia di Oristano, Cabras baciata dal suo stagno chiamato di Mari Pontis. Lo stagno più grande d’Europa, oggi gestito da una cooperativa ma in antichità di proprietà di un nobile avvocato che lo aveva ricevuto in eredità da una ricchissima famiglia genovese, i Vivaldi. La storia dello stagno però, parte da molto più lontano. Infatti originariamente era di proprietà di Filippo di Spagna, siamo attorno al 1650. Indebitatosi e non potendo più tenerlo, lo cedette alla famiglia Vivaldi, la quale dopo qualche anno anch’essa per svariati problemi lo cedette al nobile Salvatore Carta.

Lo stagno di Mari Pontis è oggi ed era ancora di più in passato, fonte di ricchezza per la fecondità delle sue acque ricchissime di pesce, alimento principale della popolazione in antichità, sia dal punto di vista alimentare che economico. La fortuna dello stagno di Cabras è dovuta alla sua posizione: riparato dal maestrale, circondato da fertili pianure. È proprio in queste zone che vivevano i pescatori e costruirono le loro tipiche case fatte di canne, presenti nelle paludi. Dalle canne nacquero anche le imbarcazioni dell’epoca: Su Fassoni. Tipiche imbarcazioni degli stagni costruiti utilizzando erbe palustri e giunco. Ancora oggi durante i mesi di maggio, giugno e luglio vengono organizzate delle gare di Fassoni. Il pescatore sta in piedi e utilizza su cantoni, un bastone ottenuto legando assieme delle robuste canne. Su cantoni andava sulla base dello stagno e permetteva così di ottenere la spinta necessaria a Su Fassoni per procedere in avanti.

Nello stagno di Cabras si possono osservare numerose specie di uccelli come gabbiani, aironi, poiane, galline d’acqua, ma soprattutto i bellissimi fenicotteri. È proprio in una piccola casetta in legno, dedita al birdwatching che riusciamo ad osservare i fenicotteri con il loro mantello di piume rosa. Questi animali sono assidui frequentatori della Sardegna e in particolare modo dello stagno di Cabras, essendo non molto profondo e ricco di piccoli crostacei, loro cibo preferito. Non è difficile osservarli anche durante la stagione invernale, essendo il clima della Sardegna molto mite. Lo scenario che si presenta ai nostri occhi è mozzafiato: lo stagno nella sua maestosità, i fenicotteri in primo piano e sullo sfondo la città di Cabras con la sua chiesa di Santa Maria Assunta. Non siamo molto distanti dal mare di Torregrande, la spiaggia della città di Oristano.

Proprio alle nostre spalle, si trova un tipico ristorante di pesce costruito vicino a un vecchio villaggio di pescatori, Sa Pischera e Mare Pontis (vi consiglio di prenotare in anticipo perché è sempre pieno). Prima di recarci a pranzo, visitiamo il villaggio dove oggi è possibile osservare le casette, la chiesetta, i magazzini dove si mettevano appese ad essiccare le uova del muggine, che poi andavano salate. Qui si trova un pezzo dello stagno, la famosa camera di morte, ovvero il muggine entrava in questo spazio e da qui non usciva più. In questa camera di morte i pescatori entravano a pescare. Il pranzo è delizioso, tutto a base di prodotti locali, dagli antipasti come polpi e patate, bottarga a scaglie e pomodorini, ai primi come la fregola ai frutti di mare, o gli spaghetti alla bottarga (spaghetti conditi con bottarga graticciata ed un filo d’olio), al pesce (molto buono il muggine impanato), per concludere con i tipici dolcetti alle mandorle e il mirto. Non potevamo andare via senza aver prima acquistato una baffa di bottarga (la bottarga viene venduta a baffe).

Giganti di Mont’e Prama

Continuiamo la nostra visita, proseguendo per la cittadina di Cabras e visitando il museo dei Giganti di Mont’e Prama. Trenta statue alte all’incirca due metri che sono datate tra il VII ed il VI secolo a.c. Attualmente non tutte le statue si trovano in questo museo, una parte si trova presso il museo di Cagliari, anche se, notizia di questi ultimi giorni, fra non molto inizieranno i lavori per ampliare il museo di Cabras e trasferire tutte le statue nel museo che gli appartiene. Giganti di Mont’e Prama, divenuti ormai simbolo di Cabras ma dell’intera Sardegna. Quello che mi colpisce di più, oltre che la grandezza di queste statue, è l’espressione dei volti. Con questi grandi occhioni, sembrano quasi parlare. Ancora non del tutto chiaro il significato e l’uso di queste statue, alcuni studiosi parlano di culti, altri invece dicono che le statue venivano poste a protezione come una sorta di esercito per intimidire i nemici, fatto sta che si tratta di una scoperta sensazionale. Visitando il museo facciamo amicizia anche con una guida che ci indica il posto dove sono stati trovate le ultime due statue, i due pugilatori. Non si trova tanto lontano. Decidiamo così di andare a vistarlo. Però non si vede nulla, si tratta di un pezzo di terreno, chiuso, ma niente di più, purtroppo non è valorizzato per il suo importanza, non vi si trova una guida, una spiegazione, passandoci in macchina sembra solo un terreno dove stanno facendo dei lavori. Peccato, anche perché come noi, altre persone e turisti erano curiosi di vedere, conoscere e sapere.

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