Il silenzio e la vegetazione che prendono il sopravvento, un misto di fascino e malinconia. Il borgo di Morino Vecchio è stato abbandonato dopo il violento terremoto che colpì la Marsica il 13 gennaio del 1915, furono oltre 30mila le persone che persero la vita.

“I soffitti s’aprivano. In mezzo alla nebbia si vedevano ragazzi che, senza dire una parola, si dirigevano verso le finestre. Tutto è durato venti secondi, al massimo trenta. Quando la nebbia di gesso si è dissipata, c’era davanti a noi un mondo nuovo…”

(Ignazio Silone, da “Le Figaro Littéraire” del 29 gennaio 1955)

Morino Vecchio sorge su un colle nella Valle Roveto, accanto vi scorre il fiume Liri. Il paese nuovo è nato subito sotto, immerso nello splendida Riserva naturale dedicata alla cascata di “Zompo lo Schioppo”. Lo abbiamo visitato una giornata di fine agosto insieme al nostro cane (che si è molto divertito!), dopo aver letto il bel post di Dante. Con una macchina, che non sia a 4 ruote motrici, non conviene salire fino al borgo, la si può lasciare lungo la strada fino a dove c’è ancora l’asfalto. Continuare a piedi è una piacevole passeggiata, s’incontrano i primi ruderi di case, cespugli di more e si gode di un bel paesaggio tutt’intorno.

Morino fa parte dei borghi autentici d’Italia e nel vecchio paese, tra le sue stradine e le case abbandonate, si organizzano iniziative culturali. Lungo il percorso s’incontrano cartelloni informativi con foto e ricordi della vita nel paese prima della scossa che l’ha distrutto. Per il centenario dal sisma, nel 2015, è stato messo in sicurezza e dotato d’illuminazione. Entrando nelle case diroccate sono ancora visibili gli antichi camini, i pavimenti e le volte affrescate.

Seguendo il percorso circolare o inerpicandosi per le viette sulla collina, si giunge al suggestivo campanile della chiesa di Santa Maria Bambina. Dietro, dove una volta sorgeva la chiesa e in cui si trovava l’abside, ora c’è una croce in ferro, su cui svetta il tricolore italiano, e la vista si staglia sui monti Ernici. Qui vicino si può ammirare ancora un forno con il vano cottura e due cisterne per la conservazione di olio e vino contraddistinguono il palazzo Facchini.

Come arrivare a Morino Vecchio

Da Roma prendere l’autostrada A25 Roma Pescara e uscire ad Avezzano. Imboccare la superstrada Avezzano-Sora e dopo circa 20 chilometri uscire a Morino. Entrando nella via principale della città, si seguono i cartelli che portano l’indicazione per “Morino Vecchio”.

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A proposito dell'autore

Romana, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2009. Appassionata di viaggi ed enogastronomia. Collaboro con le Guide di Repubblica e il Trovaroma.

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