Il Carnevale è finito da qualche settimana, ma è ancora possibile vedere per strada i variegati colori dei coriandoli incastrati tra i sampietrini e qualche bimbo che si ostina a girare con la maschera del suo supereroe preferito, dalla quale non vorrebbe più staccarsi. Noi golosi soprattutto, il Carnevale ce lo sentiamo ancora addosso, dietro a quel chiletto messo su per l’indigestione di tortelli o per le troppe chiacchere, non solo dette, ma anche mangiate. Questo aspetto assume contorni ancor più tragici per tutti coloro che festeggiano il carnevale per due settimane intere, perché hanno la fortuna/sfortuna di confinare con paesi o città, dove si festeggia il carnevale ambrosiano e quindi, terminato il warm up con il martedì grasso “canonico”, dopo due giorni ricominciano con il secondo round. Infatti, non è solamente a Milano che si festeggia “in ritardo”, ma in tutti i comuni della sua arcidiocesi e di alcune diocesi vicine, tra le quali è compresa anche quella di Cannobio.

Cannobio è un comune piemontese affacciato sul Lago Maggiore, conta poco più di 5.000 abitanti ed è l’ultimo paese prima del confine con la Svizzera.

Il Piemonte è certamente conosciuto ai più per lo storico carnevale di Ivrea e la sua “Battaglia delle Arance”, ma in quanto a tradizioni e festeggiamenti per la celebre festa in maschera anche Cannobio fa la sua parte. Ecco, infatti, che anche qui i preparativi per gli eventi carnevaleschi iniziano mesi e mesi prima, le attività commerciali che se le possono permettere chiudono per quattro giorni e migliaia di persone si riversano nelle strade e nelle piazze per fare festa.

Ma quali sono le tradizioni cannobiesi per il carnevale?

Beh, dovete sapere che quest’anno è stata veramente un’edizione particolare, tra riscoperta delle tradizioni e voglia di novità, come ad esempio il viale alberato, che ha visto apparire sui tronchi degli alberi a lato della via Nazionale, oltre seicento fiori realizzati tutti a mano.

Parlando di tradizioni, invece, la domenica prima si ha un piccolo prologo con la consegna delle chiavi della città ai reali da parte del sindaco, mentre il giovedì le maschere tipiche del Carnevale di Cannobio, ovvero il re Busecon e la regina Marionin, attendono i “sudditi” per il pranzo tradizionale a base di trippa e “pasta della regina”.

Terminato il pranzo, si compone il corteo mascherato che sfila poi per le vie del paese. A seguire, animazione per i piccoli e di sera, musica e balli a volontà anche per i più grandi (con replica durante le sere seguenti).

Lo stesso giorno, nel vicino comune di Traffiume inizia il “Carnevale traffiumese”, e tra i bambini vengono proclamati il principino e la principessa, che riceveranno le chiavi del “Principato di Traffiume” e anche loro daranno il via ai festeggiamenti.

Il venerdì torna di moda il passato, e dopo il tradizionale pranzo con polenta e tapelucco, ecco che viene riproposto l’albero della cuccagna (alto ben dieci metri), che mancava dal lontano 1985 e purtroppo questa volta è rimasto inviolato.

Ma il vero fulcro della festa è il sabato pomeriggio, con la grande sfilata di carri e gruppi, dove la novità 2016 è stata l’introduzione da parte della regina della “corte”, che partecipa alla parata con tanto di bandiere e stemmi araldici. Otto alfieri con le insegne delle contrade di Cannobio, precedono il re e la regina nel lungo corteo, andando a rappresentare una sorte di corte regia del carnevale ambrosiano.

La festa continua fino a notte inoltrata grazie a “Masquerade”, il party a tema a cui partecipano non solo i giovani cannobiesi, ma anche ragazzi provenienti un po’ da tutta la provincia e dalla vicina Svizzera.

Penserete che ora sia tutto finito e invece no. L’ultimo avvenimento solenne si ha la domenica sera alle 19 nella piazza del municipio di Traffiume (ecco perché l’ho menzionato prima), dove anche qui, dopo i vari pranzi e sfilate distribuiti su tutto il weekend, avviene lo storico “Rogo di Carnevale”, che segna l’inizio del periodo di digiuno quaresimale e da l’arrivederci all’anno seguente.

Ci vediamo l’anno prossimo a Cannobio!

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