Trecentocinquanta chilometri, tanta pazienza e altrettanta passione per un turismo verde ed esperienziale. Il Cammino di San Tommaso da tre anni coniuga la fede con la cultura, l’arte, le bellezze naturali, le tradizioni popolari e la gastronomia, riproponendo il valore del pellegrinaggio nel terzo millennio. Il percorso di 15 giorni parte da Roma, attraversa il Lazio e l’Abruzzo fino alla cattedrale di Ortona dove sono custodite le sacre spoglie.

Gente in Viaggio ha incontrato Fausto Di Nella uno dei fondatori dell’Associazione “Il Cammino di San Tommaso”.

Cammino di San TommasoSi è da poco concluso il cammino da Roma a Ortona, com’è andata?

“Quest’anno abbiamo utilizzato una modalità diversa rispetto agli scorsi cammini. Abbiamo selezionato un gruppo di 15 persone: tre giornalisti, sei ragazzi stranieri (coinvolti grazie a “Yap Italia – Youth Action for Peace”) tra cui uno spagnolo, una ungherese, una russa, un danese, un francese e una australiana, tre guide e tre pellegrini. Papa Francesco ci ha concesso l’indulgenza plenaria per tutti i camminatori che fino al 16 agosto hanno percorso il tratto intero dalla tomba di San Pietro a quella di San Tommaso con la nostra associazione. Poi ad ogni tappa abbiamo coinvolto associazioni locali, guide e presidi sul territorio quindi arrivavamo anche a 30/40 persone. In questo modo il cammino è risultato più sostenibile, quando eravamo in cento persone l’accoglienza cominciava a diventare difficile, considerando anche il fatto che le strutture non le facciamo pagare”.

Qual è lo scopo del vostro progetto?

“Il fine ultimo del percorso è che durante l’anno il cammino sia fruibile da tutti, in bicicletta, a piedi o a cavallo, noi forniamo i materiali sulle tappe e poi possono avventurarsi tranquillamente da soli. Il Cammino è pensato dando un valore di bellezza e cultura per il territorio, per scoprire posti unici che si trovano nel Lazio e in Abruzzo. Molti pellegrini vanno a Roma ogni anno per visitare la città e il Vaticano e poi cosa fanno? Si dirigono, la maggior parte delle volte verso Firenze, Pisa, Venezia. Eppure a Ortona c’è la tomba di uno degli apostoli di Pietro, San Tommaso appunto e noi vogliamo promuovere anche questa tratta”.

La tappa che preferisci?

“Da Subiaco a Pretorio, quando si attraversano gli Appennini per ben due volte, dalla parte dei Monti Simbruini e poi dalla Majella”.

L’Abruzzo è ricco di cammini, non solo religiosi, come abbiamo visto da Tratturi e Cammini. Un turismo ecosostenibile può essere una risorsa importante per la regione, per farsi conoscere e far ammirare le sue bellezze, troppo spesso dimenticate?

“Il Cammino di San Tommaso ha un valore progettuale in termini turistici. Credo che l’Abruzzo sia un regione ricca di cose semplici, povere ma belle e il turismo verde, lento, è la via ideale che questo territorio dovrebbe perseguire e una possibilità di sviluppo possibile”.

Quando finisce un cammino qual è la cosa più bella che ti rimane?

“Vedere la gioia e la serenità delle persone quando arrivano ad Ortona. Il lato umano è la cosa più bella. Anche i rapporti che si creano tra i camminatori, che dopo l’esperienza si rivedono e stringono amicizie”.

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A proposito dell'autore

Romana, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2009. Appassionata di viaggi ed enogastronomia. Collaboro con le Guide di Repubblica e il Trovaroma.

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