Il mio viaggio a Dublino è stato illuminante. Mi ha fatto capire che non sarò mai all’altezza delle irlandesi che con temperature sottozero, sfoggiano i loro tubini neri senza calze e a mezze maniche. Roba da far invidia alle più quotate ballerine di charleston degli anni Venti.

Fatta questa amara costatazione, mentre le splendide bionde scintillano tra le piume, io per tutto il weekend rimango nascosta nel mio giubbotto da yeti. Tuttavia della capitale irlandese, apprezzo anche la pioggerellina incessante, ma guai a prendere l’ombrello, dicono non sia cool, io direi piuttosto che con il vento che tira, Mary Poppins in confronto sarebbe una principiante. Meglio dunque un cappellino impermeabile.

Nel mio immaginario, l’Irlanda è sempre stata il Paese verde per eccellenza, sarà per il simbolo del quadrifoglio che la rappresenta o per la produzione della lana, ma sono partita da Roma con l’idea di visitare poco cemento e molti parchi. Quello sicuramente da non perdere è il Phoenix Park, a tre km dal centro ma servito benissimo dai mezzi pubblici.

Una distesa immensa di viali alberati, colori autunnali suggestivi, poche anime e moltissimi animali in libertà: dagli scoiattoli ai daini. Un senso di pace e armonia con la natura interrotto qualche metro più in là dalla visione di recinzioni e lastre pannellate. “Welcome to Dublin’s zoo”, ovvero “Benvenuti allo zoo di Dublino”, una delle attrazioni turistiche più popolari dell’Irlanda, definito come “un posto divertente dove passare ore piacevoli assieme ai vostri bambini”.

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Personalmente non amo vedere gli animali in cattività, insieme al mio compagno di viaggio, giornalista anche lui, abbiamo fatto un giro per capire in che modo vivono i 600 animali che popolano i 28 ettari di parco. Con la premessa fatta prima, ovvero che preferisco pensare ai leoni nella foresta e ai coccodrilli nella savana africana, questo zoo mi ha sorpreso per una serie di motivi. Il primo è che è un ente di beneficenza e tutti gli incassi vengono utilizzati per migliorare l’area protetta, il secondo è che gli animali godono di ottima salute, sono ben nutriti e hanno un’alimentazione variegata. Il terzo è che il parco è davvero immenso, gli animali vivono in ambienti puliti (alcuni a mio parere però un po’ troppo piccoli) e quelli non pericolosi possono spostarsi facilmente tra alberi, laghetti e casette coperte.

La visita allo zoo non cambierà il mio pensiero ma se proprio devono vivere in gabbia, meglio saperli in salute e curati.

E voi cosa ne pensate degli zoo?

 Le foto nell’articolo sono di Dominella Trunfio ad eccezione dell’immagine in evidenza

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