Il paese più competitivo nel settore del turismo? E’ la Spagna. E il Belpaese? Solo ottavo. E’ quanto emerge da un rapporto biennale in cui il Wef, World Economic Forum, classifica 141 paesi in base al “Travel and tourism competitiveness index”. La graduatoria 2015 oltre ad assegnare per la prima volta la palma d’oro al paese iberico mette sul podio anche la Francia e la Germania, davanti agli Usa, al Regno Unito e alla Svizzera. Non è un risultato lusinghiero per l’Italia, preceduta anche dall’Australia, ma certo migliore del 2013 quando fu relegata alla 26esima posizione.

La forza dell’Italia – sottolinea il rapporto – sta nelle sue risorse naturali e culturali (quinta) e nelle infrastrutture (13esima), ma resta molto cara (133esima per la competitività dei prezzi) e risente di un contesto poco favorevole per le imprese (127esima), di una burocrazia soffocante, di tasse elevate e una normativa sul lavoro molto rigida. Andando nel dettaglio dei singoli indicatori, l’Italia è infatti 140esima (quindi penultima) per le ricadute della tassazione sugli incentivi a lavorare o a investire. Il nostro Paese è poi solo 65esimo per la priorità data al turismo: il governo in materia è all’87esimo posto e per l’efficacia del marketing per attirare i turisti il Paese è decisamente a fondo classifica (123esimo posto).

Ma vediamo qualche lato positivo, come il primo posto per il numero di siti culturali patrimonio dell’umanità al mondo. Il settore Turismo e Viaggi rappresenta circa un decimo del Pil mondiale ed è cresciuto in media del 3,4% l’anno negli ultimi quattro anni. Non solo nei prossimi anni, la crescita del turismo si prevede che possa accelerare al 5,2% l’anno, offrendo quindi ancora maggiori spunti di sviluppo per i Paesi che sapranno approfittarne. Insomma un settore su cui puntare con decisione.

The Travel & Tourism Competitiveness Index

 

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