Bologna la rossa, Bologna la patria della mortadella, Bologna la città dei portici e del ragù. Ma sapreste come passare davvero un weekend nel bel capoluogo emiliano? Nonostante il freddo invernale e l’afa estiva, resta una delle grandi città italiane più ospitali e accoglienti che ci sia. Bologna non è una meta puramente turistica, è una città da scoprire per cui vi diamo una mano a vivere un weekend sotto i portici come si deve.

La prima cosa da fare è camminare a naso per i portici. E a questo punto che devo dissentire dal grande cantautore Lucio Dalla che cantava che a Bologna non si perde neanche un bambino perché, è vero che vi guidano le Due Torri, è vero che la struttura urbanistica di Bologna è praticamente fatta a cerchi concentrici, ma potrete comunque perdervi. Non mi vergogno a dire che a me è successo i primi giorni e la cosa va più che bene. Perdetevi per ritrovate la strada, prima di usare il gps, con l’aiuto della mappa che avrete preso gratuitamente al centro turistico di Piazza Maggiore oppure utilizzando il vecchio metodo: chiedete informazioni e guardate verso l’alto alla ricerca della Torre degli Asinelli.

Tra i portici a caccia di segreti

A Bologna vedrete molte biciclette ed è come se la città stessa segua un po’ proprio quella elegante forma: dalle Due Torri e da Via Ugo Bassi iniziano le vie principali della città, i suoi raggi che arrivano alle porte. Ogni Porta di Bologna ha una storia diversa (scopri di più qui). Citiamo solo una delle più affascinanti: Porta Saragozza . Data la sua maestosità, ad attraversarla vi sentirete protagonisti di un film in costume. Giusto per capire perché vale la pena, diciamo solo che Il Cassero di Porta Saragozza è stato sede prima di un circolo fascista, poi di un circolo Arci e, nel 1982 del primo centro italiano Lgbt di Bologna per poi ospitare nel 2002 il Museo della Beata Vergine della Madonna di San Luca. Non a caso la porta si trova in direzione del Santuario. Nel 1634 infatti fu costruito il portico di via Saragozza che vi consigliamo di percorrere fino in fondo. Se volete fare proprio come i pellegrini, potreste completare questa esperienza bolognese camminando fino in cima al Santuario di San Luca. Non fatevi scoraggiare da quegli scalini che sembrano infiniti, il panorama in cima vale la pena e troverete una fontanella per dissetarvi. Dopo questa fatica vi siete guadagnati una serie di piatti tipici bolognesi, magari restando in zona ed evitando i luoghi troppo turistici, potreste provare l’Osteria di Porta San Felice, giusto per restare in tema. Piccolo, riservato, in cucina mani esperte a lavorare per i vostri stomaci. State leggeri prima di sedervi a tavola che sia a pranzo o a cena.

Santuario Madonna San Luca Bologna

Santuario Madonna San Luca Bologna, Fabrizio Rinaldi (Flickr)

Tornando al giro dentro le mura, da Piazza Grande dopo aver visitato la bellissima Chiesa di San Petronio, potete per esempio prendere via Santo Stefano e passate per le sette chiese. Una serie di chiese sistemate tra loro a mo’ di matrioska sacra (gli architetti staranno tremando nel leggere questa definizione, ma volevo che fosse chiaro a tutti, quindi perdonatemi).

Almeno una volta nella vita avrete sentito nominare i sette segreti di Bologna. Per rispettare il mistero diamo solo qualche indizio. Troverete frecce in luoghi insoliti (magari nei pressi di Strada Maggiore), messaggi sotto i vostri piedi (magari su via Indipendenza). Scoprirete che, dalla giusta prospettiva, il Nettuno è un gran burlone e subito dopo, proprio lì vicino, potete giocare a telefono senza fili per poi salire in cima alla Torre degli Asinelli e scoprire una bella qualità di Bologna. Infine il mio preferito: un pezzo di Venezia (nei pressi di Via Augusto Righi). Perché citare Venezia parlando di Bologna? Perché nel XII secolo l’economia si muoveva su canali che oggi compongono l’insieme di quella che viene definita Bologna sotterranea. Un mondo acquatico che dà un certo fascino ad una città alla quale si dice manchi solo il mare.

Memoria storica e musei di Bologna

Per chi vuole poi vuole concentrarsi sull’arte protetta da quattro mura e un tetto, dedichiamo anche un po’ di spazio ai musei. Non si può non cominciare dal MamBo il Museo di Arte Moderna di Bologna.

Su via Minzoni entrerete in un museo semplice e ricco. La collezione permanente ospita opere di Guttuso e le imperdibili registrazioni audio di Radio Alice. Vi appoggiate al muro, indossate le cuffie e via trasportati nelle lotte studentesche degli anni 70. Il museo offre poi sempre mostre temporanee di un certo livello. Nella stessa sede del MamBo trovate anche il museo di un artista bolognese Giorgio Morandi, si avete letto bene non si tratta del cantautore amante dei social network. Vi innamorerete dei tetti bolognesi e di quel paesaggio elegantemente urbano ben rappresentato dal delicato tocco dell’artista bolognese. La storia contemporanea a Bologna vi cammina accanto e bisogna anche andare a cercarla. Il 27 giugno 1980 un aereo partito da Bologna e diretto a Palermo, venne abbattuto da un missile sparato da un aereo militare straniero. Non ci sono colpevoli accertati sulla strage di Ustica, ma sono morte 81 persone. Ho avuto la fortuna di visitare il Museo per la Memoria di Ustica con un concerto di archi nel giardino che circonda lo spazio dove sono contenuti i resti dell’aereo come installazione permanente. Una visita obbligata nella memoria storica del paese, per uscire dai soliti itinerari turistici.

Concludiamo con un altro aspetto della vita culturale Bolognese più ordinario, ma non per questo meno speciale. Se volete leggere un giornale a Bologna o, perché no, guardare un film, regalatevi una sosta alla biblioteca Salaborsa, proprio di fronte al Nettuno. Per gli amanti delle biblioteche in stile classico, provate a mescolarvi a studenti, ricercatori e professori nella maestosa biblioteca dell’Archiginnasio, nella quale non sono consentite visite turistiche. L’università a Bologna è motore sociale civile ed economico, quindi passeggiando per Via Zamboni respirerete l’atmosfera studentesca ed entrando al complesso di San Giovanni in Monte, sede del Dipartimento di Storia dell’Alma Mater Studiorum, vi sentirete parte di questo ambiente che ha fatto la storia, non solo della città.

Dopo una sosta all’orologio del piazzale della stazione ferroviaria fermo all’orario in cui una bomba esplose il 2 agosto 1980 alle 10.25 uccidendo 85 persone e ferendone altre 200, percorrete il ponte Matteotti e immergetevi nel quartiere della Bolognina – anima pulsante della città, da vari anni al centro di progetti più o meno contestati di gentrificazione e riqualificazione urbana. Da lì potete continuare fino a San Donato per andare a caccia di murales e graffiti. Se volete una mano, consultate il percorso della street art a Bologna. Nonostante Blue abbia recentemente rimosso alcuni suoi murales per protesta contro un’operazione di ristrutturazione volta ad organizzare una mostra istituzionale, troverete tanti altri contributi interessanti.

Bologna by night

Avete visitato i musei, vi siete persi tra i portici scovando tutti e sette i segreti, vi siete spacciati per studenti fuori corso, riposati ai Giardini Margherita e avete mangiato almeno un piatto di tortellini… e ora?

Non vi resta che fare aperitivo o godervi direttamente la nottata bolognese! La città è molto cambiata dai tempi delle manifestazioni studentesche e dell’ambiente raccontato da Andrea Pazienza in Paz. Ciononostante, qualcosa dello spirito storico bolognese è rimasto. I locali aprono e chiudono, cambiano nome e gestione, ma c’è una via dove non resterete mai delusi. Via del Pratello è un susseguirsi di bar e locali per tutti i gusti. Tra uno spritz al Barazzo e un amaro al Bar de Marchi, passando dal civico 41 – sede di Radio Alice – vi potreste ritrovare a fare nottata al circolo Margot. Per chi vuole una discoteca in centro consigliamo il circolo Arcigay il Cassero, nato come abbiamo detto a Porta Saragozza e poi spostatosi nel 2002 nella ex Saliera, l’unico edificio che testimonia la presenza dell’antico Porto fluviale. Nella zona del Mercato delle Erbe – divenuto di recente nuova zona di ritrovo notturno – segnaliamo il bellissimo bar Senzanome dove potrete ordinare una birra o un bicchiere di vino con lingua dei segni dato che l’ottimo personale è composto da ragazzi e ragazze sordomuti. Per trovare ottime birre artigianali consigliamo la Frasca in Via Andrea Costa o l’Ortica in Via Mascarella e, se finite le sigarette e volete provare amari e liquori particolari, arrivate fino a Coffee and Cigarettes in Via delle Belle Arti, in piena zona universitaria.

Concerti fuori le mura all’Estragon club ed eventi culturali e serate di ogni tipo nei centri sociali Vag61, Xm24, Crash e Labas, ex caserma Masini in via Orfeo, dove il mercoledì sera potete gustare una pizza di qualità e fare una spesa a km0. Per i ciclisti appassionati e non solo, in Via Indipendenza trovate la velostazione Dynamo. Infine, per gli appassionati di cinema, non possiamo non citare la Cineteca di Bologna.

Ce n’è per tutti i gusti, dovete solo concedervi almeno un weekend per scoprire una grande città tutta da camminare.

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1 risposta

  1. enzodib
    enzodib

    Bologna, oltre che bellissima città da visitare, è famosa come città universitaria: come si vive? ci si ambienta bene? Stavo pensando fi fare la specializzazione in medicina lì, dopo aver studiato nella mia città, Napoli.

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