Agosto, estate, Sardegna, mare….i turisti arrivano a vagonate ed io invece ne approfitto per visitare la Norvegia e la sua capitale: Oslo!

Dalla Sardegna non sono tanto numerosi i voli diretti…per non dire rari o nessuno. Solo durante il periodo estivo, sino a settembre, c’è qualche volo diretto effettuato dalle compagnie low-cost. Prenoto il volo su internet, stampo la carta di imbarco e dopo due giorni mi reco all’aeroporto di Alghero.

Sull’aereo siamo veramente pochi italiani, son tutti scandinavi, norvegesi. Bimbi con capelli talmente biondi, che sembrano bianchi, con quei loro grandi occhioni azzuro/celesti. Le ragazze alte e color “latte”. Vi sono famiglie che stanno rientrando dalle loro vacanze estive dalla bellissima Sardegna. Loro che con la loro delicata pelle, sono diventati rosso fuoco, non essendo abituati al caldo sole Mediterraneo.

Al mio fianco, si siede una coppia di giovani norvegesi. Subito dopo il decollo, iniziamo a parlare. Avranno circa la mia età, o forse qualche anno di più. Chiedo loro come si son trovati in Sardegna e mi rispondono che si sono innamorati di questa terra, del suo mare, del suo clima, della sua gente e del suo cibo. Mark, apre il suo zaino e mostra con un grandissimo sorriso la scorta di formaggio, pane carasau, torrone, dolci sardi che sta portando ai suoi genitori. Hanno trascorso una settimana, girando l’isola in lungo ed in largo fermandosi soprattutto in località marittime, dalla città di Alghero, alla penisola del Sinis, sino al cagliaritano, ma visitando anche siti archeologici come Tharros, Barumini, il santuario nuragico di Santa Cristina.

Ma la cosa più bella che mi raccontano è che Mark ha chiesto la mano alla sua Anette! Cosa succede a venire in Sardegna…

Ne approfitto per chiedere alcune informazioni su Oslo e sul modo più veloce ed economico per raggiungere il centro della città, visto i prezzi elevati della Norvegia e visto il fatto che l’aeroporto di arrivo è Torp che dista dalla capitale circa 110 km. Mi consigliano il bus che si trova subito fuori l’aeroporto, e con un’ oretta e mezza di strada arrivi direttamente alla stazione dei treni.

Mark ed io, continuiamo a parlare, mi racconta dei suoi studi, del sogno di trasferirsi in Spagna, mentre Anette chiude gli occhi e si appisola sulla sua spalla.

Atterrati a Torp, ci salutiamo e ci scambiamo gli indirizzi email, non si sa mai nella vita! Magari mi inviteranno al loro matrimonio!

All’interno dell’aeroporto presso una macchinetta automatica, cambio alcune decine di euro per poter pagare il bus. Il resto, per pagare il b&b, i pasti, decido di cambiarlo in centro città ad Oslo, visto il cambio sfavorevole e le alte commissioni in aeroporto.

Dopo circa due orette di viaggio con un panorama fantastico (boschi, verde, montagne) arriviamo presso la stazione centrale dove una volta recuperato il mio rucksack decido di recarmi presso il mio b&b. La distanza da percorrere è breve, quindi decido di andarci a piedi, in modo da curiosare e vedere la città di Oslo e fermarmi anche a cambiare qualche soldo; non hanno l’Euro, ma la Corona Norvegese. Non sapendo dove recarmi di preciso e vedendo un poliziotto che controllava una macchina parcheggiata in doppia fila, ne approfitto e con cartina alla mano, chiedo informazioni sulla strada da percorrere per giungere al mio alloggio.

Attraverso la via principale, la Karl Johans Gate, con i suoi bar, cafè, locali, discoteche, negozi, ristoranti. Sono le 5 del pomeriggio e la città è viva, caotica, piena di persone che entrano nei negozi, che affollano i bar.

Alla fine della via trovo il Palazzo Reale dove ogni giorno avviene il cambio della guardia. Dopo aver scattato alcune foto, raggiungo l’hotel! È un hotel, collocato su due piani, molto carino con non molte camere. Mi assegnano una camera al secondo piano che da sul parco dove vi è la Residenza Reale. La camera è molto accogliente: letto matrimoniale, comodino con lampada, bagno, tavolino e sedia. Devo dire che la spiegazione del poliziotto era stata precisa e accurata!

norvegia

Porto di Oslo

Sistemato le mie cosette, prendo posto al tavolino dove per non dimenticare nulla, decido di scrivermi due appunti su un taccuino da viaggio! Rituale che ormai faccio in ogni viaggio! È bello, una volta rientrati, rileggere i posti, i luoghi e le cose che hai fatto, le persone che hai conosciuto, le storie che hai sentito! La mente viaggia nei ricordi!

Esco per cena, anche perché qui si cena presto, e dopo aver girato per un pochino e visto la città, entro in un ristorante dove ordino del salmone con dei cavoli lessi! Quale posto migliore dove mangiare del salmone se non la Norvegia! Buonissimo il pesce, superbo, ma salatissimo il conto….Oslo è una delle città più care al mondo. In una classifica che viene stilata ogni anno, Oslo occupa sempre una delle prime tre posizioni del podio. Se la gioca con Singapore e Tokyo. Pensate che una decina di anni fa, Singapore occupava il diciottesimo posto… Non rientro subito all’hotel ma faccio una passeggiata in centro!

Il giorno dopo è una brutta giornata, nuvolosa e piovosa, ma preso il mio kway e dopo aver fatto colazione al bar collocato sotto l’hotel esco. Mi reco subito in banca per cambiare alcuni Euro. Dopo aver fatto la fila, in maniera ordinata…mi avvicino allo sportello dove un giovane ragazzo mi spiega che non mi conviene cambiare i soldi, ma pagare con la mia carta di credito. Questo anche per i “piccoli pagamenti” come la colazione…”piccoli” da loro significa 10/12 euro per un croissant, un cappuccino ed una spremuta!

Attraverso il giardino dove si trova la residenza dei reali e, con la mia solita fortuna, assisto al cambio della guardia. Peccato che debba stare a debita distanza causa rifacimento della pavimentazione. Tutta l’area circostante era transennata. Nonostante ciò, mi fermo a guardare questo spettacolo! Accanto a me ci sono anche altri turisti, di origine inglese, dalla parlata e capisco che sul retro, si possono fare le foto con le guardie! Non perdo tempo e seguendo le mura, arrivo sul retro: qui si trova l’immenso giardino reale, che viene curato, innaffiato tutti i giorni da esperti giardinieri e anche due guardie a controllo e sicurezza del palazzo. Mi avvicino ad una di esse, mi affianco e scatto una foto!

Prima tappa, obbligata, è il museo Munch dove è custodito il famoso urlo di Munch. Edvard Munch, deve tanto alla città di Oslo, città dove è cresciuto, e città dove ha espresso tutto il suo potenziale artistico (Munch nacque a Loten nel 1863, e morì ad Oslo nel 1944). Mi avvicino all’ingresso del museo e scorgo una fila immensa per entrare, nonostante siano le dieci del mattino. Mi metto in fila ed aspetto il mio turno…man mano che mi avvicino scopro che ricorre il 150esimo anno della nascita di Munch, motivo in più per andare a vedere le sue opere.

Anche se tutti o quasi si fermavano a contemplare le opere di Munch, devo dire che solo davanti alla sua opera più celebre c’era una calca enorme…curiosità: nonostante il dipinto sia messo al sicuro sotto una teca in plastica o vetro, non si potevano scattare delle foto…alcuni turisti cercavano, di nascosto, di acchiappare l’urlo, ma invano…i responsabili del museo, venivano subito a “sgridarti” e dirti: no pictures please….Una calca e ressa di questo genere, la ricordo solo a Parigi di fronte alla Gioconda conservata al Louvre.

Uscito, mi reco presso il Museo di Storia, l‘Historisk museum. Si tratta di un museo enorme, composto da quattro edifici. Le mostre permanenti sono divise in più piani, raggiungibili tramite ampie e larghe scale, oppure tramite ascensori. Il museo è aperto dal martedì alla domenica, mentre è chiuso di lunedì. Così visito la mostra di arte medioevale; le antichità norvegesi tra cui trovano resti dell’età del bronzo, dell’età del ferro, della pietra; la mostra dedicata all’Egitto; ed arrivato all’ultimo piano anche quella relativa all’esibizione etnografica delle popolazioni asiatiche, del Sud America. Se interessati anche a visitare il museo Vikingo, consiglio l’acquisto combinato dei due musei. In tal modo si risparmia. Ricordatevi però che il secondo museo va visitato nell’arco di 48 ore, altrimenti poi non è più usufruibile.

Così dopo aver comprato un sandwich ed una bottiglietta d’acqua, prendo il bus (acquisto il biglietto giornaliero, così posso fare tutte le corse che voglio) e mi reco al museo Vikingo, che si trova nella penisola di Bigdoy, a circa cinquanta metri dalla fermata del bus. Prima di entrare vedo che di fronte si trova un altro interessante museo: il museo delle scoperte ed esplorazioni polari, il Fram.

All’interno del museo Vikingo, si trovano ancora in buono stato, due giganti imbarcazioni, navi dell’epoca. Sono immense, i remi sono altissimi….wow!!! Non pensavo a tanto!!! Sono lunghe circa 25 metri e larghe 4-5 metri; costruite in legno di quercia. Una nave si chiama Tune e l’altra Gokstad. Alle pareti si trovano foto in bianco e nero del periodo in cui furono scoperte, all’incirca attorno al 1867, e si può leggere la loro storia, i loro usi. La Gokstad era quella più grande con circa 32 rematori al suo interno!!!

Una delle due navi, la Tune, si pensa sia stata adibita a trasporto funerario. All’epoca i vichinghi cremavano i morti in barche funerarie assieme a delle offerte funebri stabilite in base allo stato sociale e alla professione del deceduto. Alla fine del museo si trovano anche tre piccole navi, una tenda, ed una slitta. La particolarità, la bellezza di questo museo, è che le due navi possono essere osservate anche dall’alto (osservando così anche il loro interno) attraverso due piccoli palchi.

Attraverso la strada ed entro al Fram. All’interno si trova l’antica nave Fram, con la quale il suo equipaggio raggiunse l’artide e l’antartide. La nave è visitabile al suo interno. Dalle cabine, alla sala comandi, dalla cucina, alla zona notte. Tutta completamente arredata e contenente gli strumenti dell’epoca. Tutto spiegato nei minimi dettagli con foto dell’epoca e testi che ne ripercorrono le varie fasi ed i successi.

Nella penisola di Bigdoy si trovano anche altri importanti e famosi musei quali: il museo marittimo Norsk Maritimt Museum, il museo del folklore Norsk Folkemuseum, il Kon-Tiki Museum. Non avendo comprato la Oslo card che da la possibilità di entrare in tutti i musei senza pagare l’ingresso, decido di visitarne solo un ultimo raccomandato dalla guida.

Il museo Kon-Tiki è dedicato alla spedizione Kon-Tiki del 1947, intrapresa da Thor Heyerdahl e da cinque suoi compagni attraverso l’Oceano Pacifico. Il museo ospita la zattera in balsa e anche l’imbarcazione della spedizione.

Conclusa la giornata con una bella scorpacciata di storia norvegese, ceno in un piccolo ristorantino e pianifico il mio secondo giorno ad Oslo. Visiterò il municipio della città, con la sala dove ogni 10 Dicembre viene consegnato il Nobel per la pace e farò un giro in barca per vedere i fiordi.

Il Radhuset, municipio di Oslo, è un edificio in mattoni rossi costituito da due torri gemelle tra le quali si trova un’altra piccola torre con un orologio. La porta d’ingresso è ornata da rilievi in legno raffiguranti scene tratte dalla mitologia norvegese, mentre le stanze ed i saloni all’interno sono decorati da splendidi affreschi. Nella sala dove avviene la consegna dei premi Nobel si possono osservare tutte le fotografie di coloro che lo hanno ricevuto.

Dietro il municipio si trova il porto ed è da qui che giornalmente partono delle gite in barca alla scoperta dei famosi fiordi norvegesi. Lungo il molo, sono tante le compagnie che offrono questo servizio. Il prezzo si aggira intorno ai 40 euro per due orette di escursione guidata con guida parlante inglese. Questo fiordo di Oslo è lungo circa 100km.

Acquisto il biglietto e mi metto in coda. Salito a bordo, prendo posto sulla parte inferiore della barca, il tempo sta cambiando ed inizia a piovere. Il vento inizia ad alzarsi e la barca sbatte contro le onde…io sono fortunato che non soffro di mal di mare, ma alcuni turisti non se la passavano tanto bene, poveri…

Il tour continua con tutte le spiegazioni, incontriamo tantissimi fiordi, la maggior parte sono privati con annessi posto barca…alcuni di questi sono abitati ed i residenti utilizzano la loro barca per raggiungere il loro posto di lavoro. Deve essere uno spettacolo durante l’inverno vedere questo posto tutto ghiacciato. Nelle due ore di tour abbiamo visto anche l’Opera House, una delle residenze estive della casa regnante in Norvegia, l’isolotto Hovedøya con i resti di un convento di monaci cistercensi.
Tornati ad Oslo è ora di andare a mangiare un boccone, tornare a riprendere il mio rucksack e dirigermi in stazione dove prenderò il bus che mi porterà in aeroporto.

Così, lascio la fredda Oslo, per tornare al caldo della mia terra. Fredda però solo dal punto di vista climatico. Le persone sono cortesi, gentili e ti danno una mano sempre!

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2 Risposte

  1. La Vespa Tribeca
    La Vespa Tribeca

    Ciao Bepposimo, che bello il tuo post! Mentre lo leggevo mi sembrava di essere proprio a Oslo! Purtroppo lo leggo solo ora perché mi sono messa a cercare informazioni sulla Norvegia in quanto sto organizzando per alcuni amici un viaggio Fly & Drive in questa zona. Mentre leggevo mi è venuta voglia di andarci anche a me, però sono un po’ spaventata per il costo della vita..so che i Paesi del Nord e in particolare la Norvegia sono cari, ma 12€ (all’epoca) per cornetto e cappuccino con spremuta.. non oso pensare al resto. Tu hai qualche suggerimento su posti dove cenare/pranzare che non siano molto cari? Grazie mille 😊 🐝

  2. mondovagando

    Bello il tuo post! Io andrò in Norvegia tra…1 mese! 🙂
    E non vedo l’ora! Starò poco ad Oslo perchè si tratta di un On The Road che toccherà anche Danimarca e Svezia…terrò a mente i tuoi consigli!

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