Chi non sogna di alzarsi mattina, prendere due vestiti dall’armadio e partire per il Week end? Ecco, per noi, me e il mio compagno viaggiatore Gigi, il viaggio a Torino è iniziato proprio così. L’insularità, soprattutto dopo i tagli delle low cost, penalizza parecchio il popolo sardo, ma l’apertura di nuove tratte ci viene incontro.

Partiamo con Volotea, qualche ritardo e non uno dei migliori voli della mia vita ma ci siamo.

Torino è stata la prima capitale d’Italia. È una città ricca di cultura, storia, arte, molto pulita, ordinata con un lato altrettanto mondano e festaiolo. Per questo, l’annoveriamo tra una delle città da visitare assolutamente!

Per raggiungere la città dall’aeroporto si può scegliere di utilizzare il treno, il bus, o per maggiore comodità, il taxi. Il primo, è il mezzo più conveniente e veloce; 19 minuti di percorrenza, frequenza ogni 30 minuti, costo poco più di 3 euro. La stazione è adiacente all’aeroporto, il capolinea è invece la Stazione Dora, collegata al vicinissimo centro dai bus cittadini.

Per chi preferisse la gomma, la scelta ricadrà sul pullman gestito dalla Sadem. Il biglietto costa 6.70, il tempo di percorrenza 60 minuti ca, dipende dal traffico, ma l’arrivo è nel centro.

Una volta arrivati e depositati i bagagli, si esce.

Torino in notturna. Foto di Gigi.

Iniziamo a scoprire Torino a piedi

La prima sera ci concediamo una passeggiata esplorativa, quasi una tradizione nei nostri viaggi. Torino è proprio bella. Piazze maestose, nelle quali primeggia il bianco, lasciano i nostri occhi incantati. I viali e controviali, come apprendiamo da un’amica trasferitasi lì, accompagnano e incorniciano le squadratissime piazze. Tutto ha un senso, tutto appare sin da subito molto ordinato.

Le piazze da non perdere sono in assoluto Piazza San Carlo, con i suoi tanti caffè, piazza CLN in cui Dario Argento girò una scena di Profondo Rosso, Piazza Carignano, una vera perla di Torino con edifici in stile barocco e il Museo del Risorgimento Italiano, Piazza Castello, il vero cuore della città e Piazza Vittorio, alla fine della bellissima via Po.

La spettacolarità di Torino è costituita dal livello di cultura. Ovunque ci si gira ci sono musei, musei e musei. Consiglio di acquistare i biglietti online aggiungendo il salta code, le file sono una gran consuetudine in questo luogo. File per musei, per negozi, per gelaterie… insomma, siate preparati!

I Musei da non perdere in città

Il primo museo da vedere è il Museo del cinema nella Mole Antonelliana. Inutile dire quanta gente attenda sia per entrare al museo che per accedere all’ascensore interno che porta ad una terrazza che offre una vista meravigliosa. Il Museo è affascinante e interattivo. Si parla di cinema, ma anche di fotografia. Attraverso un percorso guidato, si scoprono e toccano i rudimenti di due mondi così innovativi, dalle prime scoperte ai giorni nostri. Bellissimo!

Il Museo Egizio è senz’altro molto interessante ed importante per i reperti che contiene. Io, purtroppo, sono una grandissima amante della storia e cultura egizia e questo mi ha portato alla scoperta in lungo e in largo di una terra così ricca, quindi non stupisce che le mie aspettative, forse altissime, sul museo di Torino siano state un po’ deluse. Tuttavia l’organizzazione, la tecnologia, la divisione per ere e le spiegazioni fornite attraverso un registratore individuale unitamente al prezzo sono perfetti. Ottimo per le famiglie, i bambini ne sono affascinatissimi!

Bus cittadino destinazione Museo dell’automobile di Torino, in via Corso Unità d’Italia. Questo è l’unico bus preso durante tutto il viaggio perché Torino si gira molto piacevolmente a piedi. Le distanze non sono molto grandi e ogni angoletto è una piacevole sorpresa.

Il Museo è un viaggio interattivo dalla primissima carrozza a carbone alla macchina più tecnologica, passando per macchine lussuose, macchine cult, automobili che hanno fatto storia e modelli falliti. Inoltre un piano è dedicato a vincenti campagne pubblicitarie, alla catena di montaggio alla spiegazione del funzionamento dei vari motori. Immancabile la parte sui modelli di Ferrari per la Formula1. Che dire, il museo ci piace moltissimo. Bello il design, bello l’ordine e ben organizzato il percorso. Prezzo 12 euro ticket intero e 8 il ridotto.

Una piccola chicca: per chi non lo sapesse, prima in Italia la guida era a sinistra, anzi a volte a sinistra e a volte a destra, cambiando mano là dove i cartelli, se c’erano, lo indicavano. Nel 1901 un Regio decreto confermò il diritto di ogni provincia di redigere il proprio codice stradale, imporre o abrogare i limiti di velocità e scegliere la direzione di marcia dei veicoli. Queste regole incerte provocarono a Caporetto in piena guerra mondiale, un ingorgo senza precedenti che costò la vita a migliaia di soldati intrappolati nelle strette valli alpine e decimati dalle artiglierie nemiche. Le colonne in ritirata marciavano a sinistra, i rinforzi provenienti da sud tenevano la destra.

Una decisione, definitiva e totalitaria, venne presa solo cinque anni più tardi da Mussolini, che impose la guida a destra. Tuttavia, dati i problemi logistici e strutturali delle automobili che avevano il freno d’emergenza esterno, bisognerà attendere il 1923 affinché una vera e propria legge imponga al Paese la «mano destra unica», accordando la proroga di due anni alle amministrazioni cittadine per approntare la nuova segnaletica e riadattare le tramvie.

Ultimo visita sarà al “Centro Italiano per la Fotografia“, a vedere la mostra temporanea “L’Italia di Magnum. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin”. Qui gli esperti di fotografia si perdono in nozioni tecniche, forme, colori, stili, autori, silenti osservazioni… mentre io mi emoziono per gli eventi storici raccontati nelle foto. Le due passioni sono assolutamente complementari, si mischiano, completano, intrecciano e si arricchiscono a vicenda.

C’è da dire che Torino è un museo a cielo aperto. Il Duomo, la Chiesa della Gran Madre, il Parco del Valentino, il Monte dei Cappuccini che offre una meravigliosa vista sulla città. Una grande, meravigliosa sorpresa.

Dove mangiare

Oltre che bella l’ex capitale è molto accessibile.

Non si può perdere “Cianci, Piola Caffè“. L’attesa è lunga, ma ne vale la pena. La cena ottima e davvero economica. Noi abbiamo preso 2 antipasti composti rigorosamente di Vittel tonné, tomini e altre specialità, 2 primi, vino, acqua e caffè, 26 euro.

Sapordivino: vicino al Balon di Borgo Dora, un ristorante carinissimo. Arredato con oggetti di riciclo come bottiglie, posate e scolapasta, ha tavoli tutti scompagnati e l’illuminazione soffusa dona una piacevolissima sensazione di relax.

Casa Broglia, e da non perdere il celeberrimo “caffè al Bicerin”.

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