“In centro a Catania è tutto buono”. Mai parole furono così azzeccate come quelle di Marcello dell’Ostello degli Elefanti di Catania mentre ci consigliava un po’ di chicche da scoprire nella città etnea. Abbiamo fatto tesoro delle sue parole e questo post ne è il risultato.

Alcuni spunti per un tour gastronomico a Catania

Gammazita

In principio era un parcheggio. Poi un gruppo di ragazzi del circolo ARCI di questa piazza hanno deciso che le macchine dovevano trovare altri spazi perché quella davanti al loro circolo doveva diventare una piazza libera dal rumore del motore a scoppio, ricca di colori e di cultura. Ce l’hanno fatta e l’hanno trasformata nella piazza dei libri dove vasi e panchine colorate, realizzate con materiali di scarto riciclati, si sono impossessati degli spazi una volta occupati brutalmente da quegli ammassi di lamiera scoppiettanti e fumanti che chiamiamo automobili. Da quel momento il circolo Gammazita ha deciso di tenere aperto tutto il giorno, pranzo compreso, e si è rivolto ai ragazzi del ristorante Rocket from the kitchen che lavora all’interno degli spazi comuni dell’Ostello degli Elefanti che ci ha ospitato durante il soggiorno catanese. Il risultato di questo incrocio di passioni culturali ed enogastronomiche? Un pranzo per due a circa 10€ comprendente una porzione di lasagne con salsa di zucca rossa e zucchine e una sorta di zuppa rossa di calamari di cui non ricordo il nome. Tutto buonissimo! Infatti ci siamo ritornati il giorno dopo e insieme alle lasagne abbiamo variato sui funghi al ragù vegetale. Il bis ci ha confermato che quando torneremo a Catania ci ritroveremo a mangiare al Gammazita senza dubbio!

Ristorante specialità pesce di cui non ricordo il nome

È l’unico posto dove abbiamo mangiato a Catania che non ci è stato consigliato da nessuno. Trovato per caso in preda alla fame subito dopo le celebrazioni dell’ottava di Sant’Agata non ci ha deluso. Come si evince dal titolo del paragrafetto in questo caso ci siamo dedicati al pesce. Una classicissima pepata di cozze, una zuppa di pesce e una buona fetta di pesce spada ai ferri con un quartino di vino bianco: 35€ di gran carriera per una cena di pesce per due persone! Il locale non si segnala per particolari dettagli ma quello che abbiamo mangiato era tutto buono e il servizio è stato assolutamente cordiale, accogliente e professionale.

Trattoria Nta Za Carmela

Avete presente il paradiso? La Trattoria Nta Za Carmela è il Caronte che vi traghetterà dal marciapiede di via del Plebiscito all’altro mondo. Quello dell’apoteosi della carne. Bistecche di cavallo e polpette di carne d’asino accompagnate da cotolette di salcicce di maiale e involtini al pistacchio, buon vino e un contorno della tipica insalata catanese composta da pomodori freschi (buonissimi), cipolle rosse dolci e una bella spolverata di ricotta salata fresca il tutto alla onesta cifra di 36€.  Dulcis in fundu: il Rosolio, liquore digestivo fatto in casa aromatizzato, uno allo cioccolato e l’altro al basilico. Divini! Mangiare da Za Carmela non è semplicemente un’occasione per assaporare la tradizione della carne fatta sul “fucuni” ma si tratta di un’esperienza a tutto tondo! Scegliere le carni desiderate, chiacchierare con il simpatico fratello della cuoca e con Za Carmela in persona, scoprire la storia degli ospiti canori di quella che è un must per chi visita Catania. In realtà la signora Carmela è pugliese, di Trani precisamente, prepara anche leccornie della sua terra natia ma solo su ordinazione. L’atmosfera in questa trattoria è stata davvero unica e gradevolissima. Per questo non smetteremo mai di ringraziare il nostro suggeritore di fiducia (Marcello) e a Za Carmela, suo marito e suo fratello diciamo con grande sicurezza: torneremo a trovarvi!

Rosticceria Prestipino

È la classica rosticceria che in pochi metri quadrati di esposizione ha di tutto e di più. Si trova in piena piazza della cattedrale con uno spazio con tavolini fuori. Tutte le pietanze vendute non sono molto costose e si può scegliere se mangiare lì o portare via, con 6/7€ ci siamo accaparrati una bella porzione di pastai ai “cincu purtusa” (una tipologia di pasta particolare con cinque buchi condita con un ragù rosso di carne), piatto tipico catanese del periodo di carnevale e un ottimo cannolo con ricotta.

Nievsky

Un’istituzione in città, dal 1986 offre pasti semplici ma succulenti ai suoi avventori con particolare interesse all’utilizzo di materie prime a Km0 e biologici 100% che vende anche alla sua clientela. Con 26€ ci siamo aggiudicati una zuppa di ceci e cavolfiore, una torta salata di zucca e ricotta, un’insalata, un bicchiere di vino e 1 bicchiere di liquore all’alloro. Giuliana ci ha proprio azzeccato con il suo consiglio anche perché oltre ad essere una località ormai storica di Catania, Nievsky si trova anche in un punto suggestivo del centro città, proprio sulle scalinate che portano a via dei Crociferi con le sue splendide chiese barocche. Questo ristorante accoglie i suoi clienti con un’atmosfera decisamente colorata e ricca di “spunti” sociali… o comunisti meglio ancora!

E tu dove ci consiglieresti di mangiare a Catania?

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