Consigli per un itinerario di poco più di una settimana a Shanghai e dintorni.  Una personale esperienza di avvicinamento a un paese esageratamente grande e pieno di storie, tutto da scoprire.

 Shanghai in 2 giorni

Shanghai Pudong è stato il nostro aeroporto di arrivo in questo inaspettato viaggio/assaggio di Cina. Volo Turkish Airlines da Roma con scalo breve a Istanbul e… eccoci nel futuro! L’esperienza Shanghainese parte già dall’aereoporto, infatti si può’ decidere di arrivare in città prendendo il Maglev, il treno a levitazione magnetica più veloce del mondo! Un po’ confusi per il lungo viaggio, ci dimentichiamo di questa possibilità e decidiamo di prendere direttamente la metro che dall’aeroporto ci porta a 500 metri dall’hotel prenotato.

Facciamo base allo Shanghai Fish Inn, un piccolo hotel moderno, pulito e accogliente in una tranquillissima traversina della trafficata East Nanjing Road. Siamo nel cuore della Shanghai luccicante quella che avevamo immaginato, che non dorme mai (o quasi), che fa rumore, trafficata all’inverosimile, lussuosa e cara. La strada dei negozi è quasi completamente pedonale e accanto alle grandi catene di moda e alta moda occidentali ospita tanti centri commerciali enormi e sfarzosi.

Il Bund

Shanghai (che in cinese significa sul mare) si trova proprio sul delta del fiume azzurro, il fiume che attraversa la città però è lo Huangpu. Il vero protagonista del Bund è un fiume grande e grigio dove passano chiatte cariche di minerali scuri (carbone?) e battelli per il trasporto passeggeri ma soprattutto per quello delle merci. Tutt’intorno però lo scenario è sfavillante. Da un lato si alternano edifici che strizzano l’occhio all’architettura europea dallo stile neoclassico all’Art deco’ e dall’altro le costruzioni futuristiche di Pudong con i suoi grattacieli luminosi che parlano. Il Bund vero e proprio, ovvero la passeggiata su cui si  affollano ogni giorno migliaia di cinesi e turisti da tutto il mondo – rigorosamente armati di selfie-stick – costeggia gli edifici in stile coloniale che hanno dato alla città l’appellativo di Parigi d’Oriente.

il bund shanghai

La piazza del Popolo

La zona immediatamente fuori dalla grande via dello shopping e un susseguirsi di cose del popolo. C’è la piazza del Popolo, i giardini del Popolo, la casa del Popolo (iil municipio) il comunismo e lo stato in tutta la sua imponenza. In mezzo al cemento le fontane ballano al ritmo di musica, una donna fa tai chi, gruppi di uomini giocano a carte. Qui la città sembra molto più vera e umana. Nelle strade intorno si scorge il mitico street food di Shanghai  – da cui staremo alla larga per evitare spiacevoli sorprese a malincuore- ; la gente è gentile ma mai servile. Chi non vuole essere fotografato ce lo fa capire, un signore ci invita gentilmente ad uscire dal cortile di quella che è un’abitazione privata. Ovviamente il livello di comunicazione è del tutto opinabile. Noi non parliamo una parola di cinese purtroppo, cerchiamo di destreggiarci con dizionario e app ma tradurre gli ideogrammi è comunque impossibile. Anche se siamo a Shanghai troveremo poche persone che parlano inglese.

piazza popolo shanghai

Io e Ale a piazza del Popolo di Shanghai col municipio sullo sfondo

La Concessione francese

Questa è una delle zone più trendy della città dove è possibile ammirare gli edifici che ospitarono i coloni francesi a fine ‘800. Ogni tanto sembra di stare in una città europea circondati da bar, ristoranti, tavolini intorno a piazzette dal chiaro richiamo occidentale.  C’è un negozio che vende esclusivamente Magnum Algida a mo’ di gioiello e un bar i cui camerieri sono vestiti come i pupazzi dei cartoni asiatici. La città più grande del mondo e forse la città cinese con la storia più recente. In questa zona si trova anche l’edificio in cui nacque il partito comunista cinese nel 1921, tra i delegati c’era anche un giovane Mao Zedong! Shanghai era ed è così: una città aperta, la prima porta della Cina verso l’esterno per idee scambi e moda. Girato l’angolo le case diventano invece delle catapecchie e l’impressione è che gli standard igienici scendano di parecchio mentre gli odori diventano forti, intensi e a volte insopportabili.

Un giorno a Shaoxing, la città dell’acqua

Questa piccola città (si fa per dire ovviamente) è famosissima in tutta la Cina per la sua grande storia e per i suoi romantici canali. Io non ci sarei probabilmente mai andata se non fosse stato per la mia carissima amica Mimì che qui c’è nata e, giustamente, ritornata per sposarsi. I cinesi ammirano molto questa città, patria del vino di riso (o vino giallo) e di alcuni tra i più grandi protagonisti della Cina contemporanea. Shaozing è una città divisa in due aree molto diverse tra loro: un antico centro storico e una città moderna che costruisce grattacieli alla velocità della luce.

La casa di Lu Xun

Lu Xun è il più famoso scrittore della Cina moderna nato e formatosi a Shaoxing. La casa in cui è nato è diventata il centro di un percorso museale che consente al visitatore di immergersi nell’atmosfera della Shaoxing di inizio ‘900. Nello stesso percorso sono state unite la vecchia casa padronale della famiglia benestante d’origine dello scrittore, alla vecchia scuola del quartiere. L’ingresso è gratuito presentando il passaporto, sfortunatamente le descrizioni in inglese al museo multimediale sono praticamente assenti. Intorno venditori di ogni genere e uno spaccato di quella che doveva essere la vita della cittadina tra medioevo e modernità. I canali possono essere esplorati anche con delle piccole barchette caratteristiche che sembrano delle gondole.

Lu xun memorial Shaoxing

Io a casa di Lu Xun

 Bazi Bridge  e i canali

Dall’altro lato rispetto al memoriale di Lu Xun si trovano i famosi giardini di Shen Yuan (ingresso a pagamento) che non ci hanno impressionato particolarmente. Bellissimo è stato invece perdersi nelle stradine appena fuori per arrivare a Bazi Bridge. Qui ci siamo sentiti davvero in un’altra epoca.. addossate ai canali le basse case grigie coi tipici tetti scuri. La cifra dell’autenticità del luogo è data dagli incontri, dagli oggetti quotidiani e dagli odori. Due turisti occidentali sembrano essere una specie davvero rara in queste strade… tanto che qualcuno torna indietro per guardarci meglio; eppure la sensazione è di pace assoluta e sicurezza totale. La gente è evidentemente semplice, molti sono anziani. Alcuni di loro lavano i panni nel fiume, c’è chi ha steso il piumone sulla sponda di un ponticello, chi si fa massaggiare sul letto di casa con la porta aperta. Infine si arriva a Bazi “bridge”,  o meglio “qiao”. Un ponte del XIII secolo caratterizzato da 2 rampe di scalini per ogni lato che visti dall’alto formano un 8, il numero più fortunato per i cinesi. Il ponte e il quartiere sono patrimonio protetto dal governo cinese. Nei dintorni c’è anche una chiesa cattolica dedicata a San Giuseppe. La gentilissima ragazza che ci accoglie ci saluta con un segno della croce. E mentre ci si perde in questo tempo lontano basta alzare lo sguardo per scorgere la punta del Crowne Plaza, l’hotel più alto della città e la moderna Shaoxing.

bazi brisge

Hangzhou: per la città celeste 3 giorni non bastano

L’ultima tappa del nostro viaggio nonché la più lunga è ad HangZhou. Che sorpresa indescrivibile questa città! L”atmosfera è piacevolmente caotica e rilassata, i paesaggi tolgono il fiato… HangZhou è un tesoro da scoprire e meriterebbe almeno una settimana.

Il lago dell’Ovest

La sola cosa che sapevamo di trovare ad HangZhou era il Grande lago dell’Ovest. Un posto amatissimo dai cinesi e che rappresenta l’archetipo paesaggistico della bellezza cinese. Non sapevamo però che il grande lago si trova proprio al centro della città ed è letteralmente preso d’assalto dai turisti cinesi (almeno 20 milioni all’anno). Sulle sponde del lago i locals si incontrano a centnaia per improvvisare coloratissime milonghe, Delle file di sedie sono allestite stabilmente per permettere a tutti di ammirare l’incessante spettacolo della bruma che scende sui ponticelli e le pagode. Il lungo lago è incredibilmente vivace e frizzante. Ci sono dei pulmini che lo percorrono, si possono affittare le popolari biciclette rosse e salire a bordo di colorati battelli o di pittoresche barchette per 4 persone dove viene offerto anche il té. La crociera lungo il lago conduce a lagune da favola, laghetti di ninfee e fiori di loto, foreste di bambù, salici e templi dal sapore antico sebbene siano stati ricostruiti di recente. Nonostante l’effetto magia, è impossibile non rendersi conto che il lago subisce pesantemente un turismo di massa di tipo locale. Sarebbe bello venire qui da soli, magari a guardare la luna che si riflette sui 3 laghetti. I nomi dei luoghi sono di una poesia affascinante: “luna d’autunno sul lago calmo”, “il ponte rotto”, “le cime gemelle attraversano le nubi”.

Si fa un biglietto e poi si prendere uno qualunque dei tanti battelli decorati e spostarsi da uno spot all’altro. Ricordatevi sempre che nessuno parla inglese (anche se noi incontriamo un turista tedesco) quindi è bene organizzarsi in anticipo. Mentre torniamo a riva lo sguardo viene attirato da un grande show di fontane d’acqua che si muovono a ritmo di musica sul lungolago affollato. Sembra proprio di stare in vacanza!

il lago dell'ovest ad HangZhou

il lago dell’ovest ad HangZhou

La città del té e della seta

Nonostante le varie letture è stato solo immergendosi nella atmosfera orientale di HangZhou che ho capito quanta storia e quante cose questa città avesse da offrire al visitatore. Tanto per iniziare si tratta della principale capitale del tè e della seta. Proprio qui infatti scorre uno degli ultimi tratti del Gran Canale, la seconda opera più grande mai realizzata dall’uomo (la prima è la muraglia cinese) da dove passavano tè e seta diretti alla città proibita e a tutto il mondo. Dopo mille peripezie per riuscire a prendere un taxi  (leggi la nostra avventura), arriviamo al Museo Nazionale del tè. Immerso in un giardino incantato tra sale da tè, laghetti, fiori colorati e profumi prodigiosi. Lo sguardo si perde sulle interminabili piantagioni di tè, le cui foglie sono seccate dalle temperature roventi di questa stagione (siamo a fine maggio) e inebriano tutto intorno. Qui nasce il famose tè verde Long Jing e si scopre una storia quella del tè che ha quasi 2000 anni  e che con la sua evoluzione racconta i cambiamenti di un popolo, gli scambi e il passaggio alla modernità.  In uno degli eleganti negozi tradizionali di Ping hai road, acquisto il mio primo Cheongsam di seta, rosso con tante peonie blu! Lo adoro già e penso che sia solo il primo di una lunga serie. Inoltre visitiamo lo splendido Lingyin Temple e l’antistante parco archeologico del picco volante. Qui in mezzo alle grotte, migliaia di anni fa sono state scolpite centinaia di immagini sacre per il buddismo. Lo spettacolo è impressionante!

tea hangzhou

piantagioni di tê verde ad Hangzhou

Sulle orme di Marco Polo e della dinastia Song

In questi giorni ad HangZhou ci perdiamo tra le vecchie strade imperiali dei Song Meridionali. Passeggiando in queste colorate vie pedonali, dove i venditori usano gli stessi abiti e le tecniche che avrebbe visto un mercante di seta quasi mille anni fa, si possono ammirare alcuni tratti del lastricato originale. Da qui passò presumibilmente il nostro Marco Polo quando arrivò in città inviato del Gran Khan come governatore. La descrive come “la città celeste, la più bella e splendida del mondo”. E come dargli torto! L’atmosfera briosa che si respira ad HangZhou è contagiosa, la vocazione cosmopolita di questa città è tangibile. Scorgiamo una moschea e una piccola stradina dove si vende carne halal e in alcune piccole taverne si mangia decisamente arabo. La città ha anche dedicato una statua al mercante veneziano, si trova nei pressi del lungolago e noi lo andiamo ad omaggiate. La sera si passeggia sul gran canale dove le luci si riflettono e la notte è illuminata da tante lanterne rosse. I ristoranti si affollano e la specialità è quella di scegliere il proprio taglio di carne/pesce e poi ritrovarselo al tavolo. I cocktail bar un po’ all’occidentale e una cena indimenticabile in un ristorante giapponese… ci fanno concludere in bellezza questa fresca serata mentre accanto a noi scorre la storia dell’uomo.

flying peak caves hangzhou

L’incredibile Picco volante con le sculture rupestri di epoca Song

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A proposito dell'autore

Giusi

Curiosa da morire, sogno di lavorare abbastanza per potere al più presto abbandonare tutto e vivere il resto della vita in viaggio per il mondo. Nell'attesa esploro il più possibile la mia isola e l'Europa e quando qualcosa mi piace ve la racconto :)

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