Sono le persone che incontriamo a dare spessore ai nostri viaggi. Nel Vallo di Diano ho incontrato persone dotate di quella ostinazione positiva in grado di realizzare ostinate magie. Una determinazione di un certo spessore, che poggia le sue basi su di una appassionata conoscenza del territorio e della sua storia.

L’architetto capocomico

Vallo di diano

Prendete un convento francescano, aggiungete una compagnia di teatro guidata da un architetto dal piglio teatrale e otterrete quel mix inaspettato in grado di ipnotizzare anche lo spettatore più cinico e indifferente al fascino delle cose antiche. “Si quæris miracula. Sant’Antonio de la Polla e la sua magnifica historia” racconta la vita all’interno del convento francescano di Sant’Antonio che si trova a Polla. L’espressione latina “Si quæris miracula” significa “Se tu cerchi”, e veniva citata dal popolo, invocando S. Antonio, per ritrovare le cose smarrite. Questa è solo una delle cose che Nicola – meglio detto il Guitto – spiega nel corso di questa visita teatralizzata nel convento in cui vivono ancora tre monaci. Avete delle curiosità sulla vita quotidiana del ‘600 nel Sud Italia? Volete sapere come mangiavano i monaci? Volete sentire la vera storia della sfogliatella napoletana? Dimenticate Google e contattate Nicola Piccolo.

La guida precisa come una geometra

vallo di diano

Maria Pagano si aggiunge al gruppo il sabato sera, poco prima di partecipare alla cena spettacolo di cui sopra. Dopo circa un’ora viene naturale scherzare e raccontarsi brevemente le proprie vite. E’ solo il giorno dopo che capisco chi avevo di fronte: una guida preparata e instancabile, poliedrica e soprattutto in grado di entrare in sintonia con il gruppo. Ci accompagna nei meandri della Certosa di S.Lorenzo a Padula – visitando in esclusiva anche i sotterranei e la biblioteca normalmente chiusi al pubblico – e riesce a spiegare con naturalezza i dettagli bene o male di ogni parte della immensa e magnifica struttura. Grazie a lei, scopro che i Certosini sono tra gli ordini monastici più ricchi – per farne parte bisognava versare una dote – e che ogni monaco passava gran parte del suo tempo non in una angusta cella, ma in una sorta di antico trilocale con orto annesso. E’ grazie alla passione di Maria per i Beni Culturali, che visitiamo il Battistero di S.Giovanni in Fonte, una piccola struttura immersa nell’acqua e nascosta tra le villette che ricorda la pace dei giardini zen. Non a caso Maria è presidente del Consorzio Pro Loco Vallo di Diano e Cilento, non so se mi spiego.

Il detective genealogico

valle di diano

Ero titubante quando mi hanno portata al Museo del Cognome di Padula, ma è bastato qualche minuto per incuriosirmi. Michele Cartusciello ha cominciato a ricercare informazioni sulla sua famiglia 30 anni fa, fino a trasformare il suo ristorante in un vero e proprio Museo. L’ex ristoratore lavora come un vero e proprio detective dedicandosi anima e corpo alla ricerca genealogica, scavando negli archivi, utilizzando la rete e viaggiando in lungo e in largo per la Penisola, in base al tipo di ricerca e ai committenti che in gran parte sono statunitensi. Ci vuole una certa tenacia per affrontare gli archivi italiani in parte digitalizzati gratuitamente dai Mormoni. Si, gli adepti della confessione statunitense, dedicano il proprio tempo e le proprie risorse economiche a digitalizzare gratuitamente gli archivi di tutto il mondo, facilitando non poco il lavoro di professionisti della ricerca genealogica come Michele.

Dalla Germania con furore

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Last but not least, Colombina. Servirebbe un post solo per lei. Una donna che si muove costantemente senza essere frenetica, che potrebbe semplicemente gestire l’hotel di famiglia come altri nel suo settore, ma che organizza mercatini, cerca e mette in rete persone di talento (come quelle di cui sopra) va in giro con agenti di viaggio e giornalisti, gestisce la comunicazione del Magic Hotel e sceglie il menu più adatto per te; tratta con stile chi sceglie di organizzare una cerimonia ma si mette alla ricerca del turista interessato a scoprire il territorio. Cresciuta in Germania e poi rientrata ad Atena Lucana a 14 anni, Colombina avrebbe vita facile nel paese leader dell’economia europea. Un po’ per fare contenti il papà che coordina le attività dell’albergo e la mamma che operosa dirige il lavoro in cucina, è rimasta invece nel Vallo di Diano e da undici anni, invece di lamentarsi dell’assenza di eventi, organizza la festa della birra bavarese ad Atena Lucana Scalo. Colombina è stata un po’ il motore di tutto questo intenso weekend. Il vostro nel Vallo di Diano non sarà mai uguale al mio, ma potrebbe essere altrettanto “ostinatamente” magico.

Leggi anche la prima parte del Vallo di Diano tra arte, sapori e ostinate magie

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