Un branco di cavalli selvaggi, che vive e si riproduce in piena Liguria: sono gli esemplari del Parco naturale regionale dell’Aveto, in provincia di Genova. Qui si sta sviluppando un’intensa attività di Wild Horsewatching, l’osservazione dei cavalli selvatici nel loro ambiente naturale.

Da circa quindi anni una cinquantina di cavalli selvatici si aggira per una delle aree più importanti dell’intero Appennino Ligure: il Parco dell’Aveto. Istituito nel 1995, i suoi 3.018 ettari ospitano una grande varietà di paesaggi, terreni, ambienti e microclimi, caratteristiche che lo rendono uno dei parchi più importanti d’Italia per la biodiversità e per la varietà geologica.

Il branco è erede di un numero più ampio: abbandonati dopo la morte del proprietario, i suoi membri si sono incrociati con i cavalli bardigiani, una razza indigena nativa dell’Appenino, che prende il nome dal Comune di Bardi, Parma. Da quest’unione è nato il gruppo attuale, che vive tra i monti dell’Appennino: il progetto Horsewatching, nato nel 2012, ha il duplice scopo di tutelare questi esemplari e di studiare il loro linguaggio.

Il Wild Horsewatching. L’Horsewatching è l’attività dio osservare i cavalli nel loro ambiente naturale: lo studio del comportamento e del linguaggio è portato avanti in particolare in quelle aree in cui si possono trovare ancora cavalli selvatici, o meglio inselvatichiti. I Mustang, ad esempio, sono i cavalli selvatici del far west: una popolazione equina dell’America nord- occidentale, oggi oggetto di studio e tutela.

Altre osservazioni del genere possono essere fatte in Australia, dove vivono i Brumby, in Nuova Zelanda, con Kaimanawa, in Spagna e Portogallo, con le razze Sorraia, sul Delta del Danubio e su un’altra manciata di luoghi al mondo: uno di questi è l’Appennino Ligure.

Il progetto Wild Horsewatching,  i cavalli selvaggi dell’Aveto, è nato anche a seguito della perdita di due capi del branco nel 2009, uccisi da cacciatori: le passeggiate condotte da naturalista Evelina Isola, servono anche ad allontanarsi dai rumori molesti della città, immergendosi completamente nell’ambiente naturale.

cavalli selvaggi, liguria

Una caratteristica particolare dei cavalli selvatici, infatti, è il silenzio: per evitare di farsi trovare dai predatori, si muovono e comunicano facendo meno rumore possibile. Lo studio del loro linguaggio, osservandone i comportamenti e le loro capacità di auto gestione è oggetto di interesse sempre crescente negli ultimi anni: ma le passeggiate sono anche e soprattutto un’occasione per mostrare quanto sia preziosa questa presenza silenziosa che si muove sull’Appennino.

Il concorso fotografico. Ma i cavalli dell’Appennino Ligure non sono solo da osservare: fotografarli significa fissare l’intreccio delle relazioni silenziose in un istante immutabile. I cavalli selvaggi e i tesori del Parco dell’Aveto è il concorso video fotografico indetto dal progetto Wild Horsewatching: aperto a professionisti e non, mette in premio pubblicazioni su riviste di settore, pacchetti week end nelle strutture liguri, partecipazioni a workshop e incontri di vario tipo.

Regolamento. Tre sezioni per il concorso che vuole promuovere la ricchezza della Valle dell’Aveto: la prima dedicata ai cavalli selvaggi, la seconda ai tesori dell’Aveto e la terza al materiale video.  C’è tempo fino al 15 ottobre per partecipare: chiuse le candidature, la giuria composta da fotoreporter specializzati in cavalli e natura, esperti di cultura equestre e giornalisti premierà un vincitore, mentre il voto del pubblico sceglierà le menzioni speciali.

Tutte le informazioni sul concorso video fotografico “I cavalli selvaggi e i tesori del Parco dell’Aveto”.

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