Recentemente ho avuto la fortuna di recarmi a Napoli per lavoro e ho sfruttato quest’opportunità per visitare una bellissima città. Avevo sempre pensato di vedere Napoli, la costa amalfitana, Capri, ma per tanti piccoli motivi non ci sono mai riuscito. Questa volta invece, anche se solo per tre giorni, sono riuscito tra un impegno di lavoro ed un altro a visitare la stupenda città partenopea.

I collegamenti con la città di Napoli, non sono sempre facili e agevoli. La maggior parte delle volte bisogna fare scalo a Roma e poi prendere un altro aereo direzione Napoli. Fortunatamente sono riuscito a far conciliare tutti gli orari e con volo diretto di un’ora e mezza sono arrivato all’aeroporto Capodichino (intitolato all’aviatore Ugo Niutta). Qui ho incontrato un collega di lavoro, e dopo aver preso un caffè, erano appena le 7.30 del mattino, ci rechiamo in centro, che dista circa 5 km dall’aeroporto, però il traffico del lunedì mattino è pazzesco, tutto intasato.

Arrivati in città, ho visto subito Castel dell’Ovo, sede della fiera. Il lungomare è favoloso, anche se il cielo è coperto. Ci siamo fermati allo Chalet da Ciro (un’istituzione a Napoli), per fare colazione: graffa e caffè. La graffa è un dolce tipico napoletano ricoperto da zucchero.

Napoli

Il b&b prescelto si trova sul lungomare, molto carino, pulito e ben curato. La vista del mare dalla camera è fantastica. Sbrigate le usuali procedure di check-in, ci siamo diretti subito presso Castel dell’Ovo, sede della fiera dedicata al mondo del vino.

Castel dell’Ovo (il più antico Castello della città) prende il nome dal fatto che il poeta Virgilio, secondo leggenda, nascose un uovo sotto le fondamenta del castello. Uovo che teneva in piedi tutta la struttura e proteggeva la città. Tanto che nel 1370 la città fu colpita da paura, terrore, panico alla voce della rottura dell’uovo stesso. La regina Giovanna d’Angiò dichiarò così che l’uovo fosse sostituito.

In passato usato per difendere la città dagli attacchi dei nemici, ora invece ospita importanti eventi, fiere e manifestazioni come mostre di pittura, mostre fotografiche, esposizioni di fiori. Il Castello si trova su un isolotto di tufo e per arrivarci si attraversa un piccolo ponte. La struttura è imponente, ben conservata, dotata di tre piani e formata da una miriade di sale. All’interno ciascuna sala ospita i diversi produttori con i loro stand espositivi, i prodotti, banner e roll-up. La manifestazione in oggetto si è conclusa verso le 21 di sera.

Ritirato tutto il materiale, ci siamo recati a cena. Prima di arrivare al ristorate abbiamo fatto un giro per il centro: piazza del Plebiscito (purtroppo coperta perché in fase di restauro), Palazzo Confalone, l’area di San Lorenzo Maggiore con le sue catacombe, il Castel Nuovo chiamato “il Maschio Angioino”, piazza Dante. È qui che si trova il ristorante prenotato dal mio amico. Oltre alla statua di Dante, si trovano quattro chiese: San Domenico Soriano, San Michele a Port’Alba, Immacolata degli Operatori Sanitari e Santa Maria di Caravaggio.

Napoli_-_Maschio_Angioino

Tipico e famosissimo ristorante di Napoli (nelle pareti foto di attori, calciatori, gente dello spettacolo). Per essere lunedì il locale è pieno. Mi dicono che Napoli è sempre viva la sera. Non scegliamo i piatti dal menù, ma ci vengono portati direttamente: pasta con i ceci, pasta con le patate, pasta con una sorta di carne tipo midollo, la famosissima margherita e per concludere un bello babbà. Mamma che mangiata! E che bontà! Concludiamo la nostra cena con un buon caffè.

Il giorno seguente, dopo un’abbondante colazione, e visto che l’appuntamento era per le 11, ho deciso di fare una passeggiata sul lungomare e di respirare una buona e salutare aria. La zona è Ztl, e nonostante siano le 9 del mattino, la gente fa jogging, passeggia, scatta delle foto.

Per pranzo siamo andati in un carinissimo ristorantino collocato vicino a Castel dell’Ovo. Ci siamo seduti fuori, fronte mare, col sole che ci scaldava, un giovane ragazzo che gira tra i tavoli cantando la tipica musica napoletana. Arrivano anche i pescatori, che caricano sulle loro macchine il pescato del giorno, cozze, arselle. Non potevamo non mangiare i paccheri ai frutti di mare. Iniziamo così l’ultimo giorno di fiera. E dall’ultimo piano del castello abbiamo goduto di una vista mozzafiato, davanti agli occhi tutto il golfo di Napoli. Conclusa la fiera mi reco in aeroporto, dove faccio rientro a casa. Napoli: una perla!

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bepposimo

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