Domenica 8 marzo alla scoperta della media Valle del Tevere

GIV #UGT 001

È la festa delle donne oggi! La campagna umbra a Villa Rosy è un trionfo di verde e colori che si schiude all’imminente primavera. Un piccolo trattore raccoglie i rami di ulivo residui della potatura, un pastore porta il suo gregge qui in mezzo agli ulivi per pulire il terreno dalle erbacce e concimarlo. La campagna lavora con grande fermento nonostante siano le 8.30 del mattino e anche Corinna non è da meno. Stamattina troviamo degli ottimi brownies e le uova fresche delle galline del Residence Menotre (sempre della famiglia Tonti) a Rasiglia! Oggi è l’8 marzo e ci sono dei bellissimi alberi di mimose a Villa Rosy.

Oggi divideremo la Zoe con Cristiano e Anna Chiara di Umbria Green Card. Ci spostiamo infatti da Assisi dalle loro parti diciamo, a sud di Perugia verso Marsciano partendo da Todi.

Abbuffata d’arte a Todi

Todi è una delle cittadine più belle del centro Italia, ricca di storia e architettura. Visitiamo la citta romana armati di caschetto, scendendo sotto il manto stradale fino alle cisterne romanePoi visitiamo le bellissime sale del museo diocesano e il palazzo vescovile dove sono rappresentate alcune leggende di Todi il cui primo vescovo fu San Terenziano. L’antico nome della città Tutere, deriva dall’antico etrusco Tular che indicava il concetto di confine geografico. La leggenda vuole che Tudero fosse il nome del mitico fondatore della città che avrebbe fondato il primo nucleo della città nel luogo indicatogli da un’aquila.

Tra i tanti personaggi storici legati a Todi, Nicola che ci guida in questa ennesima esplorazione, ci ricorda l’imperatore Traiano (anche se storicamente c’è qualche incertezza) e Bonifacio VIII acerrimo nemico di Jacopone, senza dubbio il tuderte più famoso.

Nei corridoi del museo diocesano ci sono tanti tesori tra cui uno splendido presepe e una copia del famoso Marte di Todi esposto ai musei Vaticani. Statua etrusca in bronzo, famosa per l’iscrizione dedicatoria in umbro con caratteri etruschi. Visitiamo il Duomo e la bellissima chiesa di san Fortunato rimasta incompiuta a causa dell’improvvisa crisi economica sopraggiunta in citta. Sarebbe per questi stessi motivi che qualche scalpellino avvelenato scolpì figure “equivoche” nelle colonne che incorniciano il portone d’ingresso; Cristiano ce la racconta così e se non ci credete andate anche voi a vedere! Per motivi di tempo – e di vento – non riusciamo a salire al campanile di San Fortunato, ma la chiesa da sola merita una visita; non fosse altro che per la splendida scalinata e la tomba di Jacopone, la preferita dalle guide turistiche che accompagnano i visitatori in chiesa.

Poco fuori dal centro cittadino c’è il Tempio di Santa Maria della Consolazione che si dice essere stato progettata da Bramante. Saliamo sulla terrazza da dove si domina tutta la valle del Tevere, che qui è un tranquillo e limpido fiume di campagna. Il fiume Tevere scorre  nell’area che nel lontanissimo Pleistocene era coperta dal Lago Tiberino, un enorme specchio d’acqua che andava da San Sepolcro a qui. Roberto che con l’Etab gestisce questo monumento, ci racconta che questo è stato il monumento più fotografato alla scorsa edizione di wikilovesmonument italia.  All’ interno della chiesa è custodita una grandissima costola di animale, per la leggenda appartiene a uno degli elefanti di Annibale. Tutti i Tuderti che incontruiamo sono innamorati della loro città e conoscono a menadito la storia e gli artisti che qui operarono a cavallo tra Medioevo e Rinascimento, contribuendo alla bellezza di Todi che resiste e risplende a distanza di secoli.

Di nuovo in macchina elettrica su stradine curve che salgono su colline mozzafiato tra panorami emozionanti. Ogni tanto incontriamo qualche piccola frazioncina dove immagino non risiedano ragazzi: sarebbe uno strazio se dovessero fare queste curve tutti i giorni per andare a scuola! Ma noi non abbiamo fretta e passando per Doglio arriviamo alla Fattoria di Vibio. Una tenuta immensa a cui si accede da un viale di querce che sembrano quelle di un film fantasy. Intorno a noi solo verde. Il pesseggio è diverso da quello folignate, i colori del verde sono piü chiari. Ci sono anche qui gli ulivi e le vigne ma nonostante la raffinatezza ho l’impressione che si pratichi un’agricoltura più autentica accanto a quella ricercata.

La fattoria di Vibio appartiene a un signore romano, Giuseppe, che voleva vivere in Umbria e comprende alcune case coloniali  – oggi a disposizione dei turisti – e una dove sorge il ristorante. In questa fattoria le grandi vetrate permettono di spaziare con lo sguardo sull’intera valle di Vibio. Spettacolo ancora più estremo per gli ospiti della SPA, una struttura moderna ma piacevolmente inserita nel contesto che affaccia verso i boschi e la campagna.

Mangiamo divinamente al ristorante: indimenticabile tortino di verdure con tartufo e zafferano, tagliolini con funghi e tartufo, tagliatelle con sugo di pomodoro e speck d’oca. I vini sono buonissimi; in particolare apprezziamo un Cuvée Secret di Montefalco.

tortino tartufo

Ma ora si va a Montecastello di Vibio, dicono di avere il teatro più piccolo del mondo e noi siamo molto curiosi di capire esattamente di che si tratti.

Nel teatro più piccolo del mondo a Montecastello di Vibio

Intanto arriviamo in un borgo delizioso da cui si gode un magnifico panorama. Il paese neanche a dirlo è tenuto benissimo. Incontriamo Daniela il sindaco che ci racconta della collaborazione dei suoi compaesani (in tutto 1600) e del grande amore per il paese che tengono pulito e abbelliscono con fiori e colori.  Non solo, visitiamo la torre di Maggio dove sono esposte carabine di epoca napoleonica completamente restaurate, insieme ad altri cimeli, proprio dagli appassionati cittadini! Eppure la piccola Montecastello fu capo cantone in epoca napoleonica, per questo motivo si ritrova ad ospitare un teatro… piccolo, appunto! Le 9 famiglie più in vista ne finanziarono la costruzione: nacque così il teatro della Concordia. Un teatro costruito completamente in legno dotato di 99 posti a sedere, foyer, scena e palco come quelle che ci si aspetta di trovare in un vero grande teatro dell’Opera. L’atmosfera è bellissima e qui si possono anche celebrare matrimoni civili. Tutto grazie al lavoro e alla passione di un’associazione locale che gestisce il teatro, guida i visitatori alla sua scoperta fornendo alla sua comunità, e non solo, un servizio dal valore inestimabile.

Purtroppo il weekend è quasi finito ma abbiamo ancora tempo per un rapido (troppo) giro a Fratta Todina, il paese d’origine di Cristiano, il nostro Umbria Green Guide. Di corsa, ma sempre in auto elettrica, ritorniamo alla stazione di Foligno da cui riprendiamo il treno per Roma in attesa di tornare al più presto nella regione più verde e buona d’Italia!

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