Turismo culturale ed esperienziale non significa solo monumenti, enogastronomia, benessere, ma la cultura può avere un valore anche sportivo. Lo sport praticato o vissuto da spettatore, genera importanti flussi turistici nel corso dell’intero anno. Il connubio tra sport e turismo può completare l’offerta turistica di qualunque territorio, diventando una risorsa economica per entrambi gli aspetti. Nel 2011, come ricordato dal presidente del Coni Giovanni Malagò, il valore della produzione attivato dallo sport direttamente e indirettamente ha superato complessivamente i 53 miliardi di euro. Ma per gli esperti in Italia mancano ancora politiche e investimenti in grado di far decollare il settore. Ci sono anche i dati a confermarlo: secondo Econstat che ha elaborato i numeri per il progetto “Tourism for Sport”, dal 2007 al 2013 (purtroppo non ci sono aggiornamenti più recenti) sono aumentati del 25% i flussi di appassionati che raggiungono mete turistiche scelte in base alla possibilità di praticare il proprio sport preferito. Quello del turismo sportivo è un settore relativamente recente, ma in costante sviluppo come dimostrano le parole di Malagò, le ricerche e le proposte dei vari tour operator, facilmente rintracciabili online.

turismo sportivoIl turismo sportivo può essere visto sotto diversi punti di vista. Il primo può essere quello degli appassionati che nel viaggio cercano anche un momento per allenarsi e quindi scelgono la destinazione ideale per praticare il proprio sport preferito: pensiamo alle Canarie come meta per gli amanti degli sport nautici come immersioni, vela, surf, kite surf, pesca d’altura per citarne alcuni grazie ad acque calde, ottime condizioni di mare e vento. Nel versante opposto ci sono quelli interessati soprattutto agli sport invernali e qui entra in gioco la montagna con sci alpino, di fondo o sci escursionismo, snowboard, racchette da neve più note come “ciaspole” fino ad arrivare allo snow bike, cioè mountain bike sulla neve, skiboard (sono quegli sci corti per evoluzioni e freestyle). Tutti praticabili anche in estate sui ghiacciai delle alpi, Stelvio, Cervinia, Saas Fee, 2 Alpes, Tignes, Hintertux. Gli amanti dell’equitazione sceglieranno luoghi adatti per trascorrere una vacanza in sella al proprio cavallo. A Dublino o in alcune contee inglese si può unire lo studio dell’inglese facendo escursioni e trekking in sella. Ci sono stage di Cross Country in Galway, e di Dressage in Andalusia. Poi è possibile pianificare il proprio viaggio anche in base alle varie escursioni a piedi o in bicicletta.

Un secondo modo per vivere l’unione tra turismo e sport è quello da spettatore. Sul calcio, lo sport più amato dagli italiani, aveva ragione Zdenek Zeman quando diceva “è sempre più un’industria e sempre meno un gioco”. Anche se l’industria a cui si riferiva il tecnico boemo non era certo quella del turismo. Eppure questa forma imprenditoriale potrebbe avere risvolti positivi sul gioco del pallone. I tifosi italiani sono avvezzi a programmare il proprio weekend in base alla partita della squadra del cuore. Con la scusa di seguire il club in trasferta possono visitare le bellezze dello Stivale, soprattutto se si pensa che nel campionato di Serie A giocano le più belle città d’Italia. Anche se manca da parte delle società l’offertaturismo sportivo di pacchetti turistici che accostino calcio e turismo, con voli e strutture confezionate, qualche timido approccio si sta muovendo. La Juventus, per esempio, consente la visita dello stadio di proprietà, con galleria dei trofei annessa. A Coverciano, alle porte di Firenze, sede del raduno della Nazionale e di numerosi appuntamenti dell’entourage calcistico del nostro paese, non bisogna perdersi il Museo del Calcio Italiano. Un legame vincente, quello tra calcio e turismo, come dimostrano i Mondiali, le Coppe europee per club ma anche le Olimpiadi. Tutti grandi eventi che muovono milioni di supporter o semplici curiosi. Per non parlare poi dei luoghi prescelti dalle squadre per i ritiri pre campionato. La Roma, nei primi giorni di agosto, andrà a Pinzolo in provincia di Trento, alle pendici delle Dolomiti del Brenta. Un paesino pittoresco incastonato negli splendidi paesaggi della Val Rendena. E c’è da scommettere che saranno numerosi i tifosi a seguire i propri idoli in Trentino, come gli scorsi anni quando per le strutture del posto si registrava il tutto esaurito. C’è anche un libro, uscito da poco, scritto da Massimo Marianella, giornalista e commentatore di Sky Sport, dal titolo “Dove ti porta il calcio” ed è la prima guida turistica ai 43 principali stadi europei con indicazioni su hotel, spostamenti, ristoranti e tutto ciò che la città può offrire oltre al football: musei, arte e shopping.

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