Quando si pensa alla Sicilia, è quasi inevitabile l’associazione con il mare: ma un’isola così ricca di paesaggi diversi, ha molto da offrire ai viaggiatori appassionati di natura. Una delle zone più belle per gli amanti della montagna è il Parco dell’Etna.

Il Parco dell’Etna

Con i suoi 59 mila ettari, è il primo ad essere istituito tra i parchi siciliani, nel 1987: da allora, il vincolo che delimita questa splendida porzione della Sicilia Orientale ha lo scopo di proteggere il vulcano attivo più alto d’Europa e la biodiversità che cresce alle sue pendici e anche quello di creare le condizioni perché le comunità etnee promuovano uno sviluppo ecocompatibile e sostenibile.

I percorsi naturalistici

Per i siciliani, e i catanesi in particolare, l’Etna è da sempre fonte di vita e rinnovamento: grazie al Parco che lo protegge, numerose attività sono nate e si sono sviluppate sotto le piogge di ceneri che ogni tanto regala ai terreni circostanti. Il turismo naturale è una di queste: il Parco, infatti, offre percorsi di trekking sul vulcano per tutti i gusti. Oltre alla classica salita alle zone sommitali del vulcano, Gente in Viaggio vi presenta una rassegna dei principali itinerari per camminatori appassionati, ma anche per i neofiti.

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Sentiero Natura – Monti Sartorius [facile]

Questo sentiero è tra i più suggestivi percorsi del Parco ma anche fra i più facili: anche i meno esperti possono approcciarlo senza timori. Localizzato nel versante nord est dell’Etna, a poche centinaia di metri dallo storico Rifugio Citelli del C.A.I., offre un’incredibile varietà botanica e geologica: lungo circa 4 chilometri, è percorribile in due ore circa. Il punto di partenza nonché quello di arrivo è la sbarra forestale presso Rifugio Citelli, Etna nord est, a 1.660 metri sul livello del mare. L’itinerario offre 6 punti di osservazione e permette di vedere numerose specie endemiche come la Festuca e la Poa (Graminacee), il Tanaceto, la Camomilla, lo Spino Santo, la Saponaria e Romice dell’Etna. I Monti Sartorius, che prendono il nome dallo studioso Sartorius von Walterhausen, sono il punto di maggiore interesse geologico della zona: nati da un’imponente colata lavica del 1865, sono caratterizzati dal tipico allineamento “a bottoniera” dei conetti eruttivi. La colata si estende per 8 chilometri ed è accidentata in molte zone, a causa di blocchi e spigoli vivi: questo è forse l’unico punto di difficoltà del percorso. Scegliendo questo itinerario, inoltre, si può ammirare il Monte Frumento delle Cocazze, a 2.151 metri sul livello del mare, uno dei più grandi condotti secondari della lava, detti anche coni avventizi.

Sentiero Natura – Monte Nero degli Zappini [facile]

Per chi non è un camminatore esperto, questo percorso è ideale: lungo circa quattro chilometri, serviranno 2 ore e 30 minuti per arrivare alla meta. E’ il primo sentiero di trekking realizzato in Sicilia, nel 1991, ed ha un dislivello di circa 200 metri: i camminatori partono e arrivano a pianoro Monte Vetore, Etna sud, a circa 1.740 metri sul livello del mare. Il percorso offre 11 punti di osservazione, ad ognuno dei quali corrispondono particolari peculiarità. Per quanto questo itinerario non presenti particolari difficoltà, offre ai camminatori un panorama davvero interessante: attraversa campi lavici recenti e antichi, grotte di scorrimento, piccoli boschi, hornitos e pietre cannone. L’hornitos è un termine spagnolo che significa camino da forno, mentre le pietre cannone sono una sorta di involucro di lava solidificata attrono ad un tronco d’albero: due formazioni tipiche dell’Etna.

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Sentiero Italia – 724 Pietracannone – Cubania [medio – facile]

Gli escursionisti partono dalle case di Pietracannone, a 1.150 metri sul livello del mare, uno dei punti base per l’escursionismo del Parco dell’Etna: da qui salgono lungo una trazzera, ovvero una strada sterrata solitamente percorsa dagli animali d’allevamento, che conserva l’antico basolato lavico. Lungo circa 4 chilometri, l’itinerario è percorribile in 2 ore e 30 minuti, con un dislivello di 200 metri. Durante la strada si trovano una più suggestive niviere, conosciute anche come tacche della neve: una grande fossa rettangolare nella quale veniva conservata e pressata la neve da portare poi, durante l’estate, nelle comunità etnee grazie ai muli, per fare la celebre granita siciliana. Ormai ricoperta di alberi, è ancora ben visibile la parte scivolosa, in cui i catanesi caricavano le balate di neve. L’arrivo è al Rifugio Paternò Castello.

717 Case Pirao – Monte Spagnolo [medio – facile]

Il percorso inizia alle Case Pirao, nella zona del Comune di Randazzo ed è lungo 10 chilometri circa: percorribile in 5 ore, presenta un dislivello di 300 metri. Attraversando un’ampia pista sterrata, i camminatori arrivano fino alla zona di Monte Spagnolo, a quota 1.440 metri sul livello del mare: qui si può ammirare la più maestosa e secolare faggeta dell’Etna. Numerosi hornitos della colata del 1981 sono sparsi lungo l’itinerario: in quell’occasione, infatti, gli abitanti di Randazzo dovettero evacuare la zona e la lava arrivò molto vicino alle case del Paese. Da Monte Spagnolo, si ridiscende verso il Rifugio Saletti, quindi, su una pista fiancheggiata da alte ginestre, verso la Cisternazza, a duecento metri dal percorso principale.

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736 Piano Dei Grilli [medio – difficile]

Il percorso, che dura circa 15 chilometri, abbraccia un Sito d’Importanza Comunitaria(SIC) e una Zona di Protezione speciale(ZPS): presenta infatti notevoli peculiarità naturalistiche. Il nome deriva da una delle sue caratteristiche principali: una grande presenza di grilli e insetti in genere. I camminatori affronteranno un dislivello abbastanza impegnativo, circa 800 metri: l’itinerario, benché non troppo difficoltoso dal punto di vista tecnico, dura circa 7 ore. Il punto di partenza è la Casermetta Piano dei Grilli, Etna nord est: ubicato sul versante occidentale del vulcano, l’itinerario tocca quote comprese fra i 1.100 metri sul livello del mare, come quelle del punto base n. 6, fino ai 1.900 metri sul livello del mare della Pista Almontana. La vista spazia con ampie vedute del versante Nord-Ovest dell’Etna punteggiato da conetti vulcanici di varie epoche e affascinanti angoli di natura ancora integri. L’ambiente, toccato da numerose colate laviche, ha sviluppato un’importante biodiversità: dai boschi di querce alle zone in cui cresce la celebre ginestra dell’Etna (Genista aetnensis), fino ai punti rocciosi coperti da piccoli arbusti di elicriso italiano, valeriana rossa ed euforbia. Numerosi rapaci sorvolano questa zona, cosa che, insieme alla presenza degli insetti, rende quest’area particolarmente preziosa.

Sentiero Italia – 701 Pista alto montana dell’Etna. [difficile]

Un percorso per veri amanti del trekking: lungo circa 42 chilometri, i camminatori impiegheranno 3 giorni per terminare l’itinerario. Il dislivello non è molto: circa 300 metri. E’ possibile affrontare il percorso anche in bici: il punto di partenza è il cancello Demanio Forestale Regionale Feliciusa Milia, a 1685 metri sul livello del mare, mentre il punto di arrivo è la Caserma Pitarrone, zona Pineta Linguaglossa, a 1421 metri sul livello del mare. L’escursione nella Pista Altomontana è in pratica il giro dell’Etna a piedi: un’esperienza che resterà sicuramente impressa nella memoria del viaggiatore. L’anello della Pista, che si sviluppa all’interno del Demanio Forestale, tocca quote medie di 1.750 metri sul livello del mare, aggira i versanti occidentale e settentrionale del vulcano, proponendo uno spaccato della natura e della biodiversità vegetale del Parco dell’Etna, dei suoi boschi, delle lave antiche e recenti del vulcano, dei suoi panorami più suggestivi. E’ percorribile in tutte le stagioni dell’anno, tranne che in inverno; con la neve e la nebbia, la Pista va affrontata solo da persone esperte e adeguatamente attrezzate. Diversi rifugi gestiti dall’Azienda Regionale Foreste Demaniali, sono dislocati lungo le piste.

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