Ti va di venire a fare trekking alla riserva naturale dell’Orfento? Dove? Per caso, in una domenica che prometteva pioggia mi ritrovo a sbucare dal letto alle 5.30 del mattino: dopo un’ora si parte per Caramanico Terme.

La riserva naturale dell’Orfento

L’escursione di oggi è organizzata dal CAI di Roma. Siamo in 36 dai 7 ai 90 anni tutti equipaggiati perfettamente (tranne la sottoscritta che si arrangia alla bell’ e meglio) per una escursione che viene definita facile, sempre che i nuvoloni dell’alba romana non ci seguano fino in Abruzzo.

Stiamo andando verso la Maiella tra le province di L’Aquila, Chieti e Pescara. Il Parco Nazionale della Maiella è ricco di percorsi straordinari e oggi andremo a scoprire il sentiero che attraversa la Riserva dell’Orfento. L’Orfento è il più importante torrente del massiccio della Maiella e scorre quasi interamente all’interno della riserva omonima nel comune di Caramanico Terme in provincia di Pescara. La Riserva è una riserva naturale integrale il che significa che l’accesso agli escursionisti deve essere autorizzato dal Corpo Forestale competente. Questa misura deriva dal fatto che qui si trova la lontra europea, animale protetto oltre al merlo acquaiolo, un simpatico uccellino bianco e marrone abile pescatore d’acqua dolce. Naturalmente salendo si trova la comune fauna della Maiella, orsi, lupi e camosci.

Tutte queste cose ce le dicono gli accompagnatori nelle 3 ore di pullman. Nel frattempo in Abruzzo è uscito il sole. La giornata promette bene.

Qualche informazione utile sull’escursione

L’escursione inizia all’interno dell’area protetta, a Santa Croce di Caramanico che si trova a circa 300 metri dalla piazza di Caramanico raggiungibile con un ascensore.

Il gruppo parte a passo spedito, si comincia con una discesa tranquilla. Il sentiero è ben tracciato ma piuttosto stretto quindi si procede in fila indiana. Dopo 15 minuti di cammino iniziamo a sentire sotto di noi il rumore del torrente che diventa col passare del tempo un vero e proprio rombo. La sotto l’Orfento corre poderoso e limpido creando decine di cascatelle e piccole piscine naturali. Lo circumnavighiamo in 4 ore di cammino. La parte più bella è quando lo attraversiamo su dei piccoli ponticelli di legno. Qui la prospettiva si allarga e oltre al fiume ammiriamo la vegetazione, verdissima e di grande interesse naturalistico. Sulla sinistra la gola bianca erosa dall’acqua. Ci dicono che milioni di anni fa qui c’era un oceano ed è per questo che qui si trovano tantissimi fossili marini (infatti a Caramanico c’è il museo dei fossili e dell’ambra). A parte qualche piccolo guado e un leggero dislivello di cerca 130 metri, il sentiero è semplice per tutti e ottimamente segnalato. Nonostante io fossi in scarpe da ginnastica e ce l’ho fatta, vi consiglio di portare delle scarpe da trekking. Infatti trovandosi in prossimità di un torrente può capitare di affrontare piccoli guadi e per gran parte del percorso si cammina sui classici sassolini bianchi che possono essere lisci e scivolosi. Il punto si arrivo è il Ponte di Caramanico da cui si ha un’idea del cammino percorso e soprattutto dell’altezza del ponte rispetto al fiume.

Gli eremi di Celestino V

I segnali indicano anche altri percorsi, più lunghi e complicati ma sicuramente imperdibili come quello degli eremi di Celestino. Un cammino di 5 giorni alla scoperta degli eremi dove secondo la tradizione, visse anche Pietro da Morrone prima che diventasse Papa Celestino V. Sembra che lassù si possa dormire in bivacchi e forse anche in qualche rifugio. A questo proposito uno degli escursionisti ci racconta un aneddoto. La terzina di Dante che parla del Papa del gran rifiuto, da sempre identificato con Celestino V, pare si riferisse ad un altro cardinale, Matteo Rosso Orsini. Questi, eletto Papa al primo scrutino durante il conclave di Napoli, rifiutò di salire al soglio pontificio per favorire l’ascesa di un membro della potente famiglia Caetani che infatti divenne Papa col nome di Bonifacio VIII. Davvero è difficile pensare che Dante avesse voluto mettere nell’inferno un Papa sui generis come Celestino V, che mal sopportava l’esercizio del potere della curia romana tanto che non si recò mai a Roma. Di origini umili, rimase in Abruzzo tra le sue amate montagne (e come dargli torto).

Continua a seguirci

Viaggia con noi!

Condividere i luoghi che ami, i tuoi viaggi, le tue esperienze e i tuoi consigli di viaggio può aiutarti a far vivere la tua passione!

Scrivi

Eseguendo il login oppure registrandoti accetti le Privacy policy