Una città come Bologna offre svariate opzioni per passare un weekend, una settimana o perché no, un periodo medio lungo. Non solo vita notturna ed eventi culturali, ma anche camminate nella natura, trekking urbani e percorsi fuori città. Ricca di parchi cittadini, circondata dai colli da un lato e dall’Appennino dall’altro, Bologna offre diverse opzioni per passare una giornata nella natura, a due passi da casa (prenotando un alloggio in centro) o spostandosi fuori città.

I parchi urbani a Bologna

Cominciamo quindi dai parchi, il polmone di una città molto popolata dove è facile rilassarsi e divertirsi. Se vi trovate in centro tra i portici e chiedete come raggiungere “il parco”, quasi sicuramente vi ritroverete ai Giardini Margherita. Costruito nel 1879 in omaggio alla moglie del re Umberto I (Margherita appunto), il parco è raggiungibile sia da via Castiglione che da via S. Stefano e resta il più amato e frequentato dei parchi cittadini. In primavera ed estate si riempie di giovani e non solo che prendono il sole, suonano la chitarra, si esercitano in giocoleria. C’è chi legge e chi riposa, qualcuno fa sport mentre i bambini scorrazzano su qualsiasi mezzo rotabile. Un parco normale direte, ma vi potrebbe capitare di trovare aspiranti poeti che cercano di vendere le loro poesie dopo avervele lette, mentre siete affacciati al piccolo lago, breve tratto dell’antico canale di Savena una delle vie acquatiche della città datato 1176.

Meno accessibile ai turisti che desiderano fermarsi tra le mura della città, e quindi più appetibile per i viaggiatori curiosi, è invece il parco di Villa Angeletti. Tra i suoi otto ettari, scorre il canale Navile e voi potrete dedicarvi a lunghe passeggiate. Anche nelle belle giornate autunnali, troverete meno gente rispetto ai Giardini Margherita (fermo restando che tutti i parchi di Bologna sono frequentati e amati da chi la abita), pertanto questo parco è consigliato per passare una giornata dedicandosi ad attività che richiedono spazio come giocare a frisbee, ad esempio. Meno esteso, ma per certi versi più affascinante, è il parco di Villa Spada. Ha una storia travagliata che si incrocia con diverse famiglie nobili che si sono avvicendate nella proprietà della villa presente all’interno del parco. Nel 1820 gli Spada acquistarono la villa, che poi divenne roccaforte degli austriaci che vi tennero prigioniero, tra gli altri, Ugo Bassi, patriota religioso al quale è dedicata una delle vie centrali. Osservando il monumento a lui dedicato all’angolo tra Via Nazario Sauro e Via Ugo Bassi, appunto, vi sembrerà che sia lui stesso ad indicarvi la direzione per andare verso Villa Spada.

Camminare in città: trekking urbano a Bologna

Ma com’è bello andare in giro per i colli bolognesi” cantava un Cesare Cremonini d’annata, e quindi non è possibile non menzionarli. In particolare per un trekking urbano ma comunque immerso nel verde, il consiglio è di partire da porta S. Mamolo e da lì andare alla conquista dei sentieri che si inerpicano verso Via dei Colli. Da Porta Castiglione invece potrete raggiungere il parco di Forte Bandiera e Monte donato, paradiso della grigliata bolognese.

Per fare un po’ di trekking urbano procedete quindi su via Saragozza, bellissima passeggiata sotto uno dei portici più affascinanti della città fuori porta. Da lì potrete appunto passare da Villa Spada, consigliata anche in caso di eventuali nevicate per fare interessanti scivolate data la sua conformazione da vero altipiano. Da lì vi troverete una vista spettacolare del Santuario di San Luca ed è qui che entriamo nel vivo della questione. Per chi vuole davvero camminare a Bologna, non vi resta che tornare su Via Saragozza e continuare fino alla scalinata che conduce al santuario. Se per qualcuno la motivazione religiosa è ancora valida per affrontare la sudata, la maggior parte delle persone lo considera un luogo simbolico di Bologna, dove fare sport in città. Troverete allievi di scuole calcio, sportivi professionisti che vi sfilano accanto correndo e qualcuno con i bastoncini di nordic walking. True story. Una volta arrivati in cima, avete due opzioni. Godervi la vista panoramica di Bologna – che batte senza dubbio il panorama visibile dalle Due Torri – e tornare giù, oppure continuare.

Magari è una giornata invernale mite oppure proprio perché fa freddo conviene mantenersi in movimento, oppure è primavera e se state fermi le zanzare vi raggiungono e non è una bella sensazione. Dunque non dimenticate scarpe comode, maglietta di ricambio e via, lungo il sentiero dei Bregoli (o Brigoli), percorso CAI poco impegnativo e adatto a tutti. Qui incrocerete un rifugio anti-bomba della Seconda Guerra Mondiale e il suggestivo balzo della Pizzacherra fino a raggiungere Casalecchio di Reno, comune immerso nel verde a due passi da Bologna. Tradizionalmente, per motivi di fede, il cammino partiva da Casalecchio per raggiungere il santuario di San Luca, ma la passeggiata è gradevole anche partendo dalla città fino alla Chiesa di San Martino, perché in mezza giornata potrete tornare a piedi lungo la bellissima via ciclabile che collega Casalecchio a Bologna. Seguendo il percorso della Via Porrettana, arriverete all’incrocio con Via Andrea Costa. Lì vi attende una sosta obbligata e meritata alla Cremeria La Ferrovia. Inutile dire che, per gli amanti del cicloturismo, la ciclabile che collega Bologna a Casalecchio e viceversa, è assolutamente consigliata in quanto rilassante, adatta a tutti e panoramica.

Noleggiare una bicicletta a Bologna è sicuramente un’esperienza interessante, soprattutto se avete qualche giorno a disposizione. Sebbene dentro le mura manchino vere e proprie piste ciclabili, se avete voglia di uscire dai soliti itinerari, un velocipede è quello che fa per voi e vi regalerà un’esperienza che porterete sempre con voi al ritorno a casa.

Percorsi trekking nei dintorni di Bologna

trekking Monte sole bologna

Monte Sole, foto di Ilias Bartolini (Flickr)

Per chi vuole uscire dalla città e preferisce farlo con i mezzi pubblici, assolutamente consigliato un tuffo nella storia al Parco di Monte Sole, raggiungibile con il treno direzione Porretta Terme, fino a Pian di Venola. Da lì, armati di buon fiato, potete raggiungere il Parco, noto per il suo particolare valore nell’ambito della lotta di resistenza. Il 25 Aprile infatti si tiene una gran festa, ottima occasione per una bella salita fino al Memoriale luogo simbolo dell’eccidio di 955 persone da parte dei nazifascisti tra i comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana che costituiscono il Parco.

Per chi invece si può spostare facilmente fuori città con mezzo proprio il consiglio è di puntare sulla valle del Reno. Se volete scoprire la cima più alta del territorio bolognese c’è solo una meta: il Corno alle Scale. E’ meta sciistica dei bolognesi e non solo, riserva sorprese per gli amanti delle escursioni anche in primavera e autunno. Dal centro città, in circa due ore di macchina raggiungete il parco del Corno alle Scale, parcheggiando in località Cavone e da lì scegliete il percorso che preferite. Quello che consigliamo è di passare dalla Valle del Silenzio: attraverserete la radura circondati da pareti rocciose fino ai cinque canalini del Corno alle Scale per poi imboccare il sentiero verso il Passo del Vallone, che divide il monte La Nuda dal monte Corno alle Scale. Da lì vi consigliamo di seguire la risalita lungo i Balzi dell’Ora. Camminerete lungo il crinale e vi sentirete un tutt’uno con l’Appennino tosco emiliano fino a raggiungere la croce di Punta Sofia a quasi 2000 metri d’altezza. Il sentiero è impegnativo quanto basta, più o meno adatto a tutti, esclusa la parte in cui conviene aiutarsi con le mani per raggiungere la cima lungo il crinale roccioso. Come ogni trekking che si rispetti, frutta secca e acqua sono più che consigliate da tenere nello zaino, ma informatevi sull’apertura del rifugio CAI Duca degli Abruzzi. Da qui vale la pena continuare lungo il percorso per godersi la polenta con funghi e salsiccia e poi riposare sulle sponde del lago Scaffaiolo, ridotto quasi ad uno specchio d’acqua ma comunque ideale per una sosta digestiva prima di ridiscendere verso il Cavone.

Concludiamo infine con un sentiero di lunga percorrenza, per chi vuole visitare Bologna e, perché no, raggiungere Firenze, magari a piedi. Il sentiero dei Bregoli di cui sopra, altro non è che l’inizio della famosa Via degli Dei che collega Bologna a Firenze (approfondite con questa bella lettura). Il sentiero è noto per la sua bellezza e, pur mettendo a dura prova i vostri piedi, vi farà godere al massimo della meraviglia dell’Appennino tosco emiliano. Vi sentirete inoltre parte della storia dal momento che il percorso era usato dagli Etruschi per i loro traffici commerciali e venne poi trasformato in una vera e propria strada dai Romani, che le cose le facevano in grande. Infine nel medioevo il lastricato dei Romani venne sostituito da un semplice sentiero fino a diventare meta di camminatori avventurosi. Se decidete di percorrere questi 130 km, lo farete ovviamente seguendo le quattro tappe minime consigliate, restando comunque liberi di personalizzare il vostro percorso lungo un sentiero, è proprio il caso di dirlo, divino. Il nome deriva infatti dalle località attraversate Monte Adone, Monzuno (cioè Mons Iovis, monte di Giove), Monte Venere, Monte Lunario. Il sentiero è percorribile anche in mountain bike, se proprio non riuscite a fare a meno della vostra due ruote.

Qualunque sia la modalità da voi prescelta per camminare a Bologna o, se preferite, per usare questa splendida città come punto di partenza per percorsi più estremi, sappiate che troverete sempre una ragione buona per uscire dai soliti itinerari.

Cosa ne pensate di un bel trekking bolognese?

Scoprire Bologna con lentezza

Continua a seguirci

Viaggia con noi!

Condividere i luoghi che ami, i tuoi viaggi, le tue esperienze e i tuoi consigli di viaggio può aiutarti a far vivere la tua passione!

A proposito dell'autore

patra

Web content editor. Amo scrivere e raccontare di luoghi, storie e persone.

+ 0
Punti totalizzati
224
Posizione
0
Punteggio
15
Post
0
Commenti

Post correlati

Scrivi

Eseguendo il login oppure registrandoti accetti le Privacy policy