Immaginate un’isola in un’isola. Ortigia, il cuore storico della città di Siracusa è un dedalo di viuzze strette interrotte da piazze spaziose e improvvise su cui si affacciano storici palazzi di grande bellezza.

Ortigia è il centro storico o almeno quello più antico, ma non quello che si può immaginare come il centro della città, il più pulsante e vivo. Siamo a febbraio e i turisti sono pochi, i residenti ancora meno e quindi siamo tra i pochi ad aggirarci in queste stradine che dalla primavera in poi sono letteralmente prese d’assalto dai turisti.

I siracusani tornano a Ortigia ogni tanto, un po’ come turisti anche loro. Hanno abbandonato il quartiere da tempo e in pochi sono rimasti in questa case vecchie e in queste strade considerate malfamate per tanti anni finché qualche pazzo tedesco o americano non ha iniziato a comprare. Ma come si fa a scappare da un posto di tale bellezza? Se ancora non la conosci, prenota la tua stanza nel cuore di Siracusa e capirai perché ci sembra così strano scappare da questo angolo spendido di Sicilia…

Superato il breve ponte che la collega all’isola madre si viene proiettati in un’atmosfera magica. Le viuzze sono piene di negozietti, ristorantini dall’aria turistica, popolare, e spesso ricercata; molti sono chiusi in questo mese. La prima sera arriviamo con la pioggia dopo una bella giornata al sole di Vendicari, l’atmosfera è di casa. Ci rifugiamo nella nostra piccola residenza d’artista che sembra una barca con il suo letto a soppalco e le porte bianche e blu; a 50 metri c’è un’osteria elegante decidiamo di provarla perché fuori piove. Menu di pesce con fritture buono. Buonissimi soprattutto i vari crostacei gratinati e i tagliolini allo scoglio ma niente di unico. Il giorno dopo, scopriamo proprio di fronte al nostro alloggio l’Impact hub’ uno spazio di coworking dove idee e creatività sono palpabili. Perché Ortigia è così: antica e moderna al tempo stesso.

Tutto quello che non possiamo perderci ad Ortigia

All’ingresso dell’isola, subito dopo il suggestivo ponte che la collega alla terraferma si trova il mercato.

Siracusa ortigia mercatoVicino al mare e invaso di gabbiani. Ci passiamo quando è tardi e stanno smantellando già i vari banchi ma in tempo per un’imperdibile sosta al Caseificio Borderi. All’ingresso il signor Andrea parla di cibo, natura e benessere che altro che Petrini e slow food! All’interno uno staff giovane e colorato capitanato da figlia e moglie del signor Borderi ci danno il benvenuto e ci guidano nel loro fantastico mondo. Tagliere di salumi, formaggi – tra cui spiccano i fantastici pecorini freschi e le ricotte aromatizzate – con carpaccio di salmone e spada più varie deliziose confetture, per due persone 10 euro.

Un elegante bicchiere di vino rosè per 2 euro e infine i cannolicchi offerti agli ospiti (tuttavia non siamo così fortunati, i cannoli sono finiti).. proprio li di fronte ci sono le rovine del tempio di Apollo, segno di come questa città fosse importante durante la magna Grecia. Ma si respira storia di tutte le epoche infatti, nella zona immediatamente interna al lungomare scorgiamo una targa che ricorda il grande Elio Vittorini, nato proprio qui.

Scattare foto ad Ortigia

Ci si perde nelle viuzze silenziose su cui affacciano scorci di vita comune, locali alla moda e palazzi storici finche non ci si imbatte nella splendida piazza del Duomo, che forse ricorderete nella scena clou del film Malena di Tornatore con Monica Bellucci. La piazza è bellissima con la pavimentazione lucida e color sabbia. Qui ci sono due dei gioielli più pregiati della città: il duomo e la chiesa di Santa Lucia che custodisce un prezioso Caravaggio. Il tormentato pittore ancora una volta in fuga da Malta si fermo a Siracusa da un amico e regalò alla città e a tutti noi il seppellimento della patrona di Siracusa.

Duomo di siracusa ortigia

Visto dall’esterno il Duomo sembra storto. Avvicinandosi si scopre che i pilastri non sono altro che delle massicce colonne doriche. Il duomo infatti, sorge sul tempio di Atena ed è un vero mix di stili. La sensazione all’interno e di un gotico caldo, illuminato dalle calde luci ma in contrasto con la pietra liscia e imponente. Proprio vicino al Duomo si trovano tanti localini interessanti dove ci si può fermare per lavorare e per ottimi arancini e prodotti da forno (Viola bakery) oppure provare infusi e tè dai nomi evocativi come: erbe dell’Etna, zafferano di Enna e tante altre da Biblos.

Il centro di Ortigia regala ancora perle inaspettate come la splendida fonte Aretusa. Narra la leggenda che Aretusa fu tramutata in fonte da Artemide perché sfuggisse all’amore di Alfeo. Il dolore di Alfeo fu tale che Zeus commosso lo tramutò in fiume affinchè potesse percorrere tutto il mar Jonio sin dal Peloponneso per ricongiungersi all’amata fonte. Intorno a questo suggestivo specchio d’acqua ricco di mito e leggenda ci sono tanti papiri; la città infatti è l’unico posto in Europa dove il papiro cresce spontaneo alimentando una preziosa tradizione artigiana.

Usciti dall’isola bianca c’è il parco archeologico patrimonio UNESCO ma questa è un’altra storia. Ad Ortigia si respira un’aria davvero di casa, i pochi locali che incontriamo – che sono soprattutto gestori di negozi – sono assolutamente ospitali e gentili.

È stato bello perdersi nei vicoletti, lasciarsi cullare dal rumore della pioggia nelle stradine silenziose e dal fragore del vento e del mare nelle passeggiate serali; scoprirne i tesori e godere degli sprazzi di sole – pochi ma d’altronde siamo in inverno anche così a sud – e della storia del Mediterraneo che riempie questa isola magica.

Piazzetta ortigia centro di siracusa

Ps: grazie agli amici di Slowmotion travel per averci regalato un’esperienza unica di Siracusa e soprattutto ai preziosi consigli di Federica che ci ha fatto scoprire tra le altre cose il caseificio Borderi!

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