Quando viaggiamo prenotiamo la nostra accomodation con Airbnb. Se andiamo in automobile mettiamo a disposizione i nostri posti liberi tramite BlaBlaCar. A volte lo usiamo per non guidare e per risparmiare un po’. Quando spediamo un pacco cerchiamo servizi di condivisione tir e camion e in città usiamo bike e car sharing. Amiamo gli operatori turistici che hanno attenzione verso l’ambiente perché la terra la condividiamo tutti e siamo gli stessi che per lavorare non affittano un ufficio ma cercano spazi di coworking.

Con Gente in viaggio invitiamo i viaggiatori a condividere le proprie esperienze e i propri consigli agli altri membri della nostra community e a tutti i nostri lettori perché siamo convinti che dietro ogni luogo e dietro ogni persona ci sia sempre una storia da raccontare. Stimoliamo anche le aziende del turismo a condividere quello che sanno fare meglio. Che siano storie o servizi poco importa. Quello che conta davvero è che ci sia uno scambio, una relazione sincera.

Questo è il motivo principale per cui nell’ecosistema digitale i viaggiatori usano sempre più servizi di sharing economy: costruire connessioni e trasformarle in relazioni emozionanti. Nella mia presentazione allo scorso Festival dell’Ospitalità l’ho scritto chiaro: noi siamo per un turismo di relazioni!

#IostoconGuideMeRight

Il nostro viaggio è ormai completamente immerso nella sharing economy ed è per questo che ci sentiamo coinvolti nella polemica nata tra la Confguide di Firenze e la start up sarda GuideMeRight che consente alle persone del luogo di offrire esperienze originali a concittadini e viaggiatori con un piccolo scambio di denaro il cui valore viene definito da un sistema di gamification. GuideMeRight mette in relazione i suoi LocalFriend con tanti turisti. Un perfetto modello di sharing economy che ha anche molti grandi competitor, bisogna dirlo. Tra i tanti anche un colosso come TripAdvisor è dentro il mercato del turismo esperenziale con il suo Viator. Dunque non ci troviamo niente di strano, quando viaggiamo, a cercare esperienze davvero uniche al di fuori dai giri mainstream che tutti noi viaggiatori facciamo almeno una volta durante ogni viaggio e ci sembra del tutto naturale che ci siano realtà giovani che organizzano la possibilità di accedere facilmente alle emozioni regalate da un territorio.

Sharing economy e turismo, un connubio perfetto

Credo che con la sharing economy ogni settore economico e culturale del nostro paese debba fare i conti. Le relazioni economiche sono sempre meno mediate da aziende ed istituzioni ufficiali e sempre più costruite tra persone. Le guide turistiche per definizione non sono aziende ma persone, lavoratori e lavoratrici del turismo che operano a stretto contatto con visitatori e cittadini e con il nostro patrimonio incredibile di cultura e natura. Mi stupisce davvero molto che sia una rappresentante di questa categoria di lavoratori ad attaccare la sharing economy che invece dovrebbe essere vista come una manna dal cielo. Un modo semplice ed efficace per diversificare la propria offerta, per lavorare in maniera indipendente e, perché no, per aumentare i propri guadagni netti nel momento in cui la relazione economica non è mediata da aziende ed enti datori di lavoro.

Noi ci parliamo spesso con le guide turistiche e sempre proponiamo loro di aprire gli occhi verso questo mondo. Abbiamo avuto la fortuna di lavorarci con una guida turistica di Palermo e di accompagnarla nel mondo della sharing economy nel turismo, compresa GuideMeRight.

Invitiamo tutte le guide turistiche a diversificare la propria offerta e a costruire anche nuovi tour più vicini a quella che è la vita quotidiana valorizzandone peculiarità di ogni genere. Tanti viaggiatori apprezzeranno, anche se non saranno quelli che vengono scarrozzati con i pullman e una volta finita la visita vengono trasportati immediatamente via.

Il viaggiatore che utilizza portali di sharing economy non ama viaggiare in maniera massificata, preferisce organizzare il proprio viaggio e le proprie attività in maniera indipendente. Questi viaggiatori, quelli come noi, cercano condivisione e relazioni reali. Che durino un weekend o una vita poco importa. Si tratta di un modo di intendere e vivere il viaggio.

Non tutti vivono in questo mondo – fatto di accesso a servizi piuttosto che di consumo di beni – ma quel che è certo è che siamo sempre di più. Per questo il mio consiglio spassionato agli operatori economici e alle guide turistiche che guardano con diffidenza alla sharing economy è quello di scoprire di cosa si tratta e come può essere utile.

Se sei una guida turistica e vuoi saperne di più scrivici 🙂 a info@genteinviaggio.it 

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