Una canoa scivola fra le radici di mangrovia, nel silenzio rotto solo dalle grida di una colonia di uccelli variopinti. L’ombra di una grande ala plana sull’acqua, poi scompare tra felci giganti di un verde brillante.

Esiste un posto, a circa 1.500 km dalla costa orientale dell’Africa, in grado di convincere anche la persona più scettica che il Paradiso esiste davvero. Un posto in cui ci si può ritrovare nella preistoria, circondati da tartarughe giganti. Oppure andare alla ricerca del mitico tesoro del pirata La Buse, che si narra sia nascosto a Bel Ombre. Un posto in cui mentre stai seduto nel giardino di una vecchia casa coloniale, sotto l’albero del pane e fra gli hibiscus e le bougainvillea, ti si posa accanto un uccello raro.

Il viaggiatore che sbarca in questo arcipelago è impreparato a tanta bellezza. È come se un dio distratto avesse sparpagliato un centinaio di isole tra gli abissi vertiginosi color cobalto dell’Oceano e le acque tiepide e trasparenti protette dal reef.

Anse Royale Seychelles

Anse Royale Seychelles

Non solo mare

Alle Seychelles la natura è come all’alba dei tempi. Un vero e proprio Eden, ma senza serpente tentatore: qui non esiste animale terrestre nocivo all’uomo. C’è una specie rara per ogni isola, come il Coco de Mer – che cresce solo a Praslin e a Curieuse -, la Gardenia di Wright su Aride oppure l’albero Medusa a Mahé.

Per me la cosa più impossibile da dimenticare delle Seychelles sono stati i colori. Tutto qui è colorato ed esotico: la natura spettacolare, la musica, il cibo, le case, la gente. I miei ricordi sono schegge variopinte. L’architettura creola. Il vivacissimo mercato di Victoria nella luce fresca del mattino. La polpa di un frutto tropicale. Un fiore notturno. Una palma che sussurra nella brezza in riva al mare. Decine di atolli incastonati in lagune turchine. Spiagge bianchissime bordate di verde. La barriera corallina. I tramonti rapidi e intensi dell’equatore.

Un turbinio di colori, profumi, suoni, emozioni, ecco cosa sono le Seychelles. Un paradiso, sopra e sotto il mare. Una preghiera, però: non andateci da “turisti”. Un posto simile merita di essere vissuto col cuore e lo spirito del “viaggiatore”.

Le più belle isole delle Seychelles

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