Lo conosciamo arrosto, a filetti, in innumerevoli condimenti per primi piatti deliziosi. Stiamo parlando del pesce spada che a Scilla, in provincia di Reggio Calabria, assume una forma davvero particolare: quella dell’involtino, una ricetta tipica di questo graziosissimo borgo affacciato sullo Stretto di Messina.

Il rapporto tra Scilla e il pesce spada è però ben più profondo di una serie di succulente lavorazioni culinarie. Si tratta di una relazione che affonda le sue origini nella notte dei tempi e che è stata rappresentata anche al cinema da un maestro assoluto del grande schermo: Vittorio De Seta. Il cortometraggio/documentario si chiama “Lu tempu di li pisci spata” e risale al 1954, è facilmente rintracciabile su Youtube e ci piace riproporlo anche in questa sede.

Non solo cinema però. I “Pescatori di Scilla” hanno incuriosito anche un altro grande artista del ‘900 che gli ha dedicato una delle sue opere più famose custodita oggi al Museo ad egli dedicato: Renato Guttuso. Uno schizzo del noto pittore che ritrae un pescatore di Scilla con la fiocina in mano è presente anche alla Pinacoteca Civica di Reggio Calabria.

Non una semplice pesca ma una vera e propria caccia tradizionale

Quello che è veramente straordinario è il modo in cui questo pesce così affascinante e pregiato viene “cacciato” nei mari dello Stretto di Messina e soprattutto nella Costa Viola (tutta l’area della provincia di Reggio Calabria che va da Villa San Giovanni a Palmi). La parola giusta è proprio cacciato, non pescato. E si, perché a Scilla e in tutta la Costa Viola il pesce spada si confronta con gli uomini nello stesso modo dei suoi antenati anche se alcuni aspetti di questa attività sono naturalmente mutati nei secoli. La tecnica e la tecnologia sono molto cambiati ma il fascino di questa pesca non è mutato più di tanto; continua a trattarsi di una sorta di duello in cui l’astuzia dell’uomo si confronta con la forza e la velocità del pesce.

Al lettore scettico rivolgo l’invito a partecipare attivamente ad una sessione di pesca cui è possibile prendere parte grazie ad alcuni gruppi di pescatori che ospitano sulle proprie imbarcazioni tipiche, le cosiddette “spatare” o “passerelle“, turisti, curiosi e amanti di questa attività davvero unica nel suo genere. Trattandosi di un tipo di pesca assolutamente non massiva e industriale è possibile prendervi parte solo nel periodo che va dal 1 maggio al 30 settembre. Il resto dell’anno diffidate da chi vi dirà che il pesce spada che vi offre è “fresco”. L’antico borgo dei pescatori non manca neanche di accoglienti B&B dove poter alloggiare dunque non esitate, a Scilla e in particolare a Chianalea vivrete delle esperienze indimenticabili.

La pesca del pesce spada è anche un’occasione irripetibile per godere del paesaggio unico dello Stretto e di tutta la frastagliata costa tirrenica della provincia di Reggio Calabria in cui il blu aspro dei mari profondi si incontra con il verde vivo della vegetazione pre-aspromontana che giunge a strapiombo sul mare. Al suo interno è possibile scorgere alcuni centri abitati di grande interesse storico e tradizionale come Palmi e Bagnara, oltre alla splendida Scilla dove il millenario mestiere dei pescatori trova il suo habitat naturale nel borgo di Chianalea.

Il documentario di Vittorio De Seta sulla pesca del pesce spada a Scilla

STRUTTURE CONSIGLIATE PER VISITARE SCILLA

B&B-Wine bar Casa Vela – Scilla
B&B CasettAzzurri – Reggio Calabria

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6 Risposte

  1. nuccia

    Ciao Ho visto questo video sulla pesca del pesce spada, un video un pò datato che profuma di antico, di vera lotta uomo -natura e di cose semplici come lavare i panni al fiume o al mare. devo dire che queste immagini mi ricordano le tante scene viste in africa o india dove ancora i panni per alcune persone si lavano così, in fondo non moltissimo tempo fa anche per alcune terre nostre era così.

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