Il viaggio in Asia

Cinque anni fa, ho realizzato un sogno: andarmene via durante 9 mesi in Asia.

In questo viaggio mi sono accorta molte volte che l ‘accesso all’acqua é molto importante. (L’esperienza ti insegna sempre molto di più che la lettura d’un articolo). Non mi rendevo conto quando ero a casa mia a Parigi . Ma girare il rubinetto ed avere dell’acqua pronta per qualsiasi uso come bere, cucinare, lavarsi… è proprio un lusso!

In india vedevo delle bambine bere dell’acqua marrone.

In Cina in un piccolo borgo la gente usava un laghetto artificiale al centro del villaggio per tutto! Una donna lavava gli abiti col detersivo (la modernità) e accanto un uomo usava lo stesso laghetto come bacinella per tenere al fresco dei pesci in attesa di essere squamati mentre un uomo se ne andava con un secchio pieno di quest’acqua, un’acqua piena di spazzatura. I paesani dovrebbero avere degli stomachi d’acciaio.

In Cambogia vedevi dei bambini chiedere bottigliette d’acqua per bere ma anche per utilizzarle come contenitore una volta vuote. Ed eventualmente potevano anche finire al mercato vendute come nuove. Vicino a Siem Reap (la città dove si trova Angkor Wat) c’è una zona dove su ogni pozzo e scritto il nome del donatore tipo Joe e Joanna Smith California, USA.

In Birmania, quando ero li nel 2010 il monsone aveva 3 settimane di ritardo,  e ho incontrato bambini che facevano 3 km per prendere l’acqua. In questo paese ho anche fatto un incidente diplomatico in un ristorante. C’era un secchio d’acqua per lavarsi le mani. Ho immerso le mie mani sporche nell’acqua. Che spreco! Un mestolo accanto permetteva di travasare l’acqua della bacinella accanto. Una reazione d’una persona abituata ad avere acqua a volontà.
Mi ricordo d’avere fotografato dei bambini intorno a un pozzo con loro abiti tradizionali. Erano molto esotici.

La fonte in Sardegna – dall’altra parte dello specchio

Adesso vivo in Sardegna, in una zona di campagna. La casa ha un pozzo d’acqua potabile. Ma a volte preferiamo l’acqua di una fonte vicina. La strada per andare a quella fonte è quella che porta alla montagna dei Sette Fratelli ed è molto suggestiva:

– c’è un promontorio dove si vede tutta la costa degli angeli, con la sella del Diavolo, fino a Cagliari.
– poi continua e passa davanti alla tomba dei giganti di Is Concias (Sa dom’é S’Orcu)
– c’e una bella cascata, la Cascata di San Pietro Paradiso nella frazione di San Isidoro, con un facile accesso dove puoi anche bagnarti.

Quindi vivo in un posto molto bello tra piccole montagne dove  dopo aver attraversato una piccola pittoresca cappella, si sente l’acqua che sgorga in magiche fonti come quella che si trova proseguendo il cammino.

Una volta mentre prendevamo l’acqua è arrivato un grande fuoristrada con 5 inglesi e una coppia sarda che faceva loro da guida turistica. Loro hanno iniziato a descrivere il posto: gli alberi e gli odori specifici della macchia mediterranea con molta enfasi. E come dei buoni turisti gli inglesi hanno iniziato a scattare delle foto.
Ho pensato di dare fastidio perché ero proprio davanti alla fonte che era ovviamente il punto di interesse come se fosse la fontana di Trevi!
Mi sono spostata e ho pensato a tutte quelle persone che avevo fotografato durante i miei viaggi. In quel momento ero io la donna indigena molto esotica!

Burma: 2 km per andare a prendere l'acqua

Burma: 2 km per andare a prendere l’acqua


Burma: pozzo costruito da una ONG locale

Burma: pozzo costruito da una ONG locale

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