Ha fatto discutere il caso dei due ragazzi a Gallipoli ripresi con lo smartphone mentre facevano sesso orale sulla spiaggia della Purità. Il breve video (poco più di un minuto) è stato postato sulla pagina Facebook del neonato Comitato cittadino di liberazione Gallipoli ma è stato subito rimosso dai responsabili perché ritenuto “troppo offensivo e oltraggioso nei confronti della città”. La mobilitazione è montata in rete e i cittadini pugliesi si sono indignati al grido “basta turisti cafoni” organizzando comizi in piazza.

turismo trash

Il turismo trash, dopo le cattive condizioni climatiche, è stato il liet motiv di questa estate 2014. Il sindaco di Gallipoli, Francesco Errico, ha rilasciato un’intervista a Repubblica spiegando che ci sono garage e cantine affittati come case vacanze, terrazze su cui vengono allestite le tende, case di due stanze in cui si fanno dormire dieci persone. Una parte di responsabilità per il dilagare di un turismo folle e sregolato, viene attribuita anche a cittadini e operatori turistici che puntano solo al guadagno.

turismo trashNon è mancata però l’ironia sui social network. Foto di uomini, donne e bambini sdraiati in strada, su asfalto, marciapiedi e muretti, come fossero reduci da nottate di bisbocce, sfatti dall’alcol e dalla stanchezza. Foto scattate per scherzo, ma scambiate per vere, che fanno il verso a quelle pubblicato nei giorni scorsi da siti e giornali che ritraevano ragazzi dopo una serata di divertimento sfrenato.

Ma non è solo la Città Bella a creare scalpore. Il 18 agosto a Mestre, verso l’ora di cena, una coppia faceva sesso in piazza, nudi e ubriachi. Dopo molte segnalazioni al 113 da parte dei passanti è intervenuta la Polizia che li ha arrestati con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico.

Dal canto suo il famoso stabilimento balneare Samsara, sempre a Gallipoli, ad inizio stagione ha affisso nelle toilette e nelle cabine un esplicito cartello: “Vietato fare sesso e spiare nei turismo trashbagni”.

Secondo alcuni sindaci e giunte comunali, simili comportamenti, oltre ad essere contrari al codice giuridico, potrebbero nuocere all’industria del turismo. Così un comitato di primi cittadini che annovera una decina di città tra cui le citate Mestre e Gallipoli, ha già pronto un cartello da inserire nel Codice della strada e da apporre nelle spiagge come nelle piazze più frequentate, che scoraggi simili comportamenti.

Sarà utile il cartello contro i turisti cafoni?  

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A proposito dell'autore

Romana, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2009. Appassionata di viaggi ed enogastronomia. Collaboro con le Guide di Repubblica e il Trovaroma.

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