140 anni e non sentirli! L’hotel Quirinale ha festeggiato il suo compleanno con un party e un cocktail, creato appositamente, per celebrare il connubio di storia e musica. Il nome dell’albergo venne scelto perché accoglieva gli ospiti delle visite di Stato alla Reggia del Quirinale. Quando fu inaugurato, l’8 gennaio del 1875, era l’esempio di una nuova forma di hôtellerie: per gli arredi, i tappeti, i lumi e i cristalli, offriva all’aristocrazia e al ceto alto grandi ambienti per ricevimenti, feste e balli. Solo cinque anni più tardi, adiacente alla struttura, nacque anche il Teatro dell’Opera. Da quel momento le vicende dell’albergo e del teatro andarono di pari passo: grazie allo straordinario passaggio privato e al giardino condiviso, il Quirinale divenne come il grande foyer del teatro. L’elegante albergo situato in via Nazionale nel rione Monti, ancora oggi mantiene intatto il fascino storico e gli arredi.

L’hotel custodisce molti segreti e curiosità, storie di personaggi famosi che hanno alloggiato qui e ha visto scorrere davanti a sé le vicende politiche più importanti del passato del nostro Paese. Basta pensare che durante la Seconda Guerra Mondiale diventò il quartier generale delle truppe australiane e neozelandesi.

hotel quirinale

Se immaginiamo una via Nazionale alberata e percorsa da carrozze con a bordo eleganti signore dai grandi cappelli piumati, rivediamo Giuseppe Verdi che soggiornò qui per la prima romana del Falstaff (c’è una targa sulla facciata che ricorda l’episodio del vecchio Maestro che si affaccia dalla sua stanza per salutare la folla entusiasta); Arturo Toscanini per il suo debutto con la Carmen; Pietro Mascagni per la prima dell’Iris. E anche Caruso che con i suoi acuti faceva vibrare pericolosamente i vetri dell’albergo, la coppia Eleonora Duse – Gabriele D’Annunzio per la prima della Francesca da Rimini e Puccini per la prima della Tosca. Un episodio curioso ha visto come protagonista Maria Callas che il 2 gennaio 1958 abbandonò lo spettacolo della Norma alla presenza del Capo dello Stato, Giovanni Gronchi, rifugiandosi nella sua suite all’hotel Quirinale. Destò grande scandalo, tanto che la Callas non cantò mai più a Roma. La predilezione degli artisti per l’albergo è continuata nel tempo con Di Stefano, la Fracci, Nureyev, Fontayn, Pavarotti, mentre oggi vi si possono incontrare il maestro Riccardo MutiAndrea BoccelliJosé CarrerasRoberto Bolle. La tradizione del passaggio privato direttamente in platea continua ancora non solo per le celebrità ma anche per gli ospiti dell’hotel che si recano agli spettacoli.

Ma non ci sono solo artisti legati al mondo della musica che hanno scelto l’hotel Quirinale: nel 1934 Francis Scott Fitzgerald pubblicò “Tender is the night” che parla proprio dell’hotel Quirinale, dove soggiornano i suoi protagonisti Dick Diver e Rosemarie Hoyt, in particolare del suo bar.

hotel quirinale

Una menzione speciale va al ristorante che dal 1922 al 1932 forniva i pasti a Papa Pio XI. Si conservano ancora i menù arricchiti di raffinati decori di pranzi sontuosi offerti da ospiti illustri, come il Duca di Cambridge, il Granduca di Sachsen-Weimar, la Granduchessa Caterina di Russia, i Principi Colonna e Torlonia. Il ristorante Rossini si prolunga in una piacevole veranda riscaldata e d’estate si estende nel rigoglioso giardino fiorito, decorato da una romantica fontana, nel cui centro s’erge imponente un cedro del Libano. I saloni conservano la loro sontuosità, con velluti rossi e bei mobili olandesi intarsiati. La sera un pianoforte allieta i turisti che si ristorano al bar e nella grande lounge dopo aver camminato tutto il giorno per ammirare le bellezze di Roma. Il ponentino dei tramonti romani accarezza le piante del giardino e s’illuminano le lampade del ristorante per la cena. L’Hotel Quirinale è anche una way of life dal fascino senza tempo.

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1 risposta

  1. Ponax

    Il nome Quirinale, secondo una leggenda romana, deriva dall’altare eretto dalla popolazione dei Sabini che abitava il colle, in onore del dio Quirinus.

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