Nell’ultimo post del blog ne abbiamo parlato in abbondanza e abbiamo cercato di sfatare il mito che diventare blogger, a maggior ragione di viaggio, sia una cosa semplice e poco costosa.

Non è vero, fidatevi di chi ha aperto il suo primo blog nel 2004. È vero che ci sono tanti dettagli molto meno scontati di quanto sembri ed è altrettanto vero che ci sono tanti servizi gratuiti e semplici da usare che possono rendere facile l’apertura del tuo blog di viaggi. Un esempio può essere proprio l’utilizzo di un CMS come WordPress che utilizziamo anche noi di Gente in viaggio e per il quale abbiamo realizzato un breve e semplice tutorial che ti guida alla pubblicazione delle tue storie sul nostro sito.

Quello che pochi ti dicono, però, è che passerai le nottate, litigherai con il tuo partner, vedrai un po’ meno i tuoi amici per diverse serate (e nottate!) che sono assolutamente necessarie per imparare a destreggiarsi bene anche nel mondo dei tool open source.

Dunque, andiamo al sodo. Se siete qui è perché cercate una risposta alla domanda:

Come si diventa blogger di viaggio?

travel quoteMagari ci fosse una risposta univoca, semplice e facile da realizzare. Ma andiamo a vedere bene se possiamo fugare qualche dubbio.

Quello che è certo è che per avere un blog sui viaggi bisogna essere dei viaggiatori appassionati.

Attenzione, l’appassionato di viaggi non è detto che faccia ogni anno il giro del mondo, quindi non sentitevi sminuiti se sui gruppi Facebook vedete persone che girano tantissimo in posti lontani. Molti di loro fanno altri lavori che gli consentono di avere dei budget significativi, o non hanno persone a carico (vedi bambini), e quindi possono andare un po’ più lontano. Poi ci sono anche coloro che grazie all’esperienza maturata riescono a ridurre al minimo le spese senza rinunciare comunque a viaggi lunghi ed entusiasmanti.

Ma ricordati che non è la distanza percorsa a fare di una persona un viaggiatore. Niente di più sbagliato. Sono gli occhi, lo sguardo e la curiosità che hai nel cercare e vedere cose nuove che fanno di te un viaggiatore. Lo stesso vale per i luoghi dove siete già stati. Avere occhi nuovi nell’esplorarli è una prerogativa dei viaggiatori.

Quindi non demordete, diventare blogger di viaggio anche senza girare il mondo è possibile, anzi probabilmente aprire un blog per raccontare luoghi dietro l’angolo che però nessuno conoscere non è una brutta idea!

Aprire un blog vuol dire condividere le proprie esperienze

chi viaggia senza incontrare l'altroOvviamente, bisogna prendere tutto con le pinze. È vero che le esperienze personali e dirette sono la parte più interessante e, spesso, piacevole da leggere. È anche vero che non si sbaglia a condividere consigli di viaggio che nascono da esperienze di altre persone con cui magari ci si confronta durante una cena tra amici. È altrettanto carino e interessante condividere i propri modi di fare o i propri ricordi d’infanzia. Un esempio pratico può essere la serie di post che stanno partecipando al content game #RicordoalMare che abbiamo lanciato insieme ai nostri amici dell’Ecomuseo Mare Memoria Viva di Palermo. Un gioco in cui più che le esperienze di viaggio si condividono i propri ricordi che siano riferiti al passato più remoto o a ieri, poco importa, l’importante è condividere il proprio ricordo e fare in modo che venga letto.

Se ci pensate è un po’ la stessa filosofia che hanno molti di quelli che vogliono aprire un blog e diventare blogger di viaggio. La differenza è che Gente in viaggio è una piattaforma già attiva, gestita da un team di professionisti e partecipata da decine e centinaia di appassionati di viaggio come te. Le nottate alla scoperta di wordpress, delle tecniche SEO e di social media marketing le abbiamo già fatte noi.

Quanto sarebbe comodo utilizzare una piattaforma che già esiste per diventare un blogger piuttosto che scapiccolarsi per settimane prima di aprire il proprio blog e poi chissà quanti mesi prima di arrivare ad avere qualche decina di lettori al giorno?

Se vuoi diventare un blogger di viaggio con nessuno sforzo e gratis veramente la soluzione c’è.

Si chiama Gente in viaggio, scopri perché nell’infografica e iscriviti!

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