In natura si possono trovare migliaia di piante con diverse caratteristiche che ci permettono di curarci o aumentare il nostro benessere: ma la gran parte delle persone che utilizza questi metodi è abituato ad andare in erboristeria. Oggi, La buona pianta ci ha fornito un’occasione unica: imparare a riconoscere alcune delle piante medicinali spontanee che crescono sulle Dolomiti.

La passeggiata in Vallarsa, alla ricerca delle piante medicinali spontanee

La passeggiata in Vallarsa, alla ricerca delle piante medicinali spontanee

Alcune di queste piante le troviamo un po’ dappertutto: è il caso della Pteridofite, meglio conosciuta come Felce. In Vallarsa ce ne sono di vari tipologie. Grazie all’agronomo Sergio Pulceri abbiamo potuto ammirare le spore, che servono per la riproduzione, sia dell’esemplare maschio che della femmina.

In fitoterapia la felce è usata come espettorante naturale, contro la gotta e le infiammazioni al nervo sciatico o contro i dolori reumatici. In particolare, la felce maschio viene utilizzata come anti parassitario e vermifugo.

Felce maschio in primo piano e felce femmina dietro

Felce maschio in primo piano e felce femmina dietro

Insieme a Sergio Pulceri, il botanico Fabrizio Zara ci ha guidati alla scoperta di piante come la Silene vulgaris, l’Orobanco, il Tarassaco, la Bardana, la Dafne e delle loro principali caratteristiche curative.

Al termine della passeggiata la Banda Osiris ci ha accolti con la preghiera per la buona semina, alla maniera dei contadini tradizionali, ma con musica e ironia a condire il tutto. Da lì a poco, infatti, abbiamo seminato esemplari giovanissimi di Pino Mugo, tipico della Vallarsa. Una piantagione biologica che Aboca userà per estrarre le essenze necessarie alla realizzazione di alcuni prodotti commerciali.

La preghiera per la buona pianta della Banda Osiris

La preghiera per la buona pianta della Banda Osiris

Un buffet ristoratore organizzato da Cristina Fin della Locanda Balasso, che ci aveva già accolto nei giorni scorsi, ha ristorato i camminatori de La buona pianta: il tutto nella splendida cornice verde del pian delle Fugazze, dove si trova anche il Rifugio MB.

Dopo il dovuto riposo all’ombra degli alberi del pian delle Fugazze, il gruppo si è diretto verso Rovereto, dove si sono tenute due visite guidate presso il Mart, alle mostre Scenario di Terra e Perduti nel Paesaggio, che vi abbiamo raccontato in questi giorni.

La semina della buona pianta: Pino Mugo

La semina della buona pianta: Pino Mugo

Uno degli aspetti più importanti di questa giornata è stata la scoperta di quella che è la prima valle biologica d’Italia. A spiegarci bene di cosa si tratta è proprio Geremia Gros, sindaco di Vallarsa, professore ordinario di economia e management all’Università di Trento.

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