Paros, i mille volti di un’isola nel cuore delle Cicladi

Blu, bianco, verde, oro e arancione. Sono i cinque colori che meglio dipingono le immagini di una settimana di relax a Paros. Blu cristallino come il mare ma anche come le porte e le finestre incorniciate nelle caratteristiche casine bianche. Verde come il paesaggio brullo che dal mare passa velocemente alle colline e ai promontori. Oro come la sabbia delle spiagge e infine arancione come il sole che regala fantastici tramonti colorando l’acqua e le pietre.

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Da bravi utilizzatori ossessivi della Rete abbiamo programmato il nostro viaggio in quella che è una delle più grandi isole delle Cicladi, utilizzando Skyscanner per scegliere l’aereo più conveniente. Per andare da Roma ad Atene (si può decidere anche la tratta Roma-Mikonos ma il prezzo del biglietto nel mese di agosto sale notevolmente) abbiamo scelto quindi Alitalia, e Vueling per il ritorno. Dalla capitale greca ci siamo diretti verso il porto del Pireo per prendere il traghetto diretto a Paros. Con poco più di mezz’ora di metropolitana linea 3 (Agia Marina-Aeroporto internazionale “Eleftherios Venizelos”), quella blu, con un cambio alla stazione “Monastiraki” per prendere la linea 1, quella verde, siamo arrivati al porto spendendo 16 euro in due (il taxi ci aveva chiesto 40 euro, quindi mezzi pubblici consigliati e soprattutto comodi e rapidi). Per raggiungere l’isola famosa per il marmo bianco e per essere patria del poeta Archiloco, abbiamo optato per un traghetto veloce che in tre ore è a destinazione (quello più lento ne impiega cinque). I biglietti posto poltrona per lo Speedrunner dell’Aegean Speed Lines, li abbiamo acquistati da Roma su AFerry ed è la stessa imbarcazione che fa tappa anche nella vicina Naxos.

Dopo aver organizzato volo e traghetto, eccoci alla ricerca dell’alloggio. Abbiamo utilizzato Airbnb in più di un’occasione trovandoci sempre molto bene, quindi anche questa volta ci siamo affidati al portale creato da Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk. Lo studio di Eleni (Vassiliki Rooms) piccolo ma comodo, si trova in una posizione strategica, in una traversina del lungomare di Parikia ma non troppo vicino al centro turistico della città. Inoltre la conoscenza di Eleni e di suo figlio Nikolas ci ha allietato la vacanza, con lunghe chiacchierate in balcone.

IMG_1158Nei sei giorni a Paros abbiamo cercato di vedere più luoghi possibile, lontano dalle spiagge turistiche e “modaiole”, andando alla ricerca di posti isolati e incontaminati. Per fare ciò conviene affittare un motorino o un quad, utile quando si passa in strade sterrate e rocciose ma più costoso di un due ruote.

Parikia

Capitale e porto principale dell’isola, Parikia è una tipica città delle Cicladi con case bianche e blu, vecchie chiese e piccoli negozi in altrettanto piccole stradine. Tra le spiagge più belle c’è quella di Livadia, cui si arriva a piedi dal porto, attrezzata sia con piccoli stabilimenti e attrezzature per beach volley e giochi in acqua e in gran parte libera. Poi ci sono Krios e Martcelo raggiungibili sia in barca (ne parte una ogni ora) o con autobus. Essendo comunque vicino alla città con i suoi hotel e i suoi studio-flats, le spiagge possono diventare affollate nei mesi estivi. A sud di Parikia c’è la splendida Delfini beach e la famosa ParasPoros, davvero molto belle anche se più piccole. Da qui ci si può avventurare, a piedi o con il quad, per le scogliere a picco sul mare.

Da vedere la basilica della Madonna di Katapoliani, il più importante monumento della città, il cui nome significa “la chiesa dalle 100 porte”. La costruzione di questo complesso ecclesiastico è iniziata verso la metà del VI secolo per l’intervento dell’imperatore bizantino Giustiniano. La chiesa sorgeva sulle rovine dell’antico ginnasio e di un precedente edificio cristiano del quarto secolo. C’è anche il castello Frankish, sorto nell’antica agorà per esigenze difensive, costruito con materiale recuperato dagli antichi edifici di età ellenistico-romana.

ParosPer mangiare c’è l’imbarazzo della scelta, soprattuto sul lungomare. Sotto buon consiglio di Tripadvisor abbiamo scelto “The Green Little Rocket“, utile quando si è stanchi della cucina greca, questo particolare ristorante offre cucina fusion in un ambiente colorato e composto da materiali riciclati, come barattoli di tonno a far da vasi per basilico e altri odori. Fuori ad indicare l’ingresso una vecchia Vespa la cui sella ospita una bella pianta. Per una cena veloce e a basso costo, proprio di fronte al porto, c’è “Giurasico” che fa pita gyros e souvlaki o greek salad buonissime. Sulla spiaggia invece il consiglio è sia “Efessus”, ristorante con i tavoli praticamente dentro l’acqua, che “Filoxenia“, per pesce alla griglia direttamente in riva al mare a prezzi molto contenuti. Per il dopo cena ci sono molti locali lungo la strada che costeggia il mare, tra loro il “Meltemi cafè” dove sorseggiare un buon mojito a lume di candela con vista Parikia Bay, o “Evinos”, un rock bar arroccato sulle scalinate del vecchio castello dove gustare, godendo dell’aria aperta, un cocktail rinfrescante di fronte a un panorama mozzafiato. Non da meno l’interno, dove si può lanciarsi in balli fino al mattino, per poi perdersi nell’incrocio di gradini e stradine della città antica.

Naoussa

NaoussaPunto centrale è il famoso porto di pesca sempre animato, soprattutto di notte, e la città antica formata da un nugolo di stradine dove scovare negozietti, bar e ristoranti. Tra le tante spiagge di sabbia dorata nella zona abbiamo scelto Santa Maria, una lunga fascia costiera divisa in tante spiagge con acque di colore smeraldo, che offrono una bellissima vista sull’isola di Naxos. Ambelas Beach invece si trova a cinque chilometri ad est da Naoussa, è protetta dal vento e si trova di fronte al piccolo villaggio costiero di Ambelas. La spiaggia non è organizzata, il mare è cristallino ed ideale per i nuotatori che desiderano evitare la confusione delle spiagge più affollate.

Lefkes

Una delle più belle cittadine dell’isola, costruita ad anfiteatro su una collina nella zona interna di Paros. Si raggiunge con lo scooter da Parikia passando tra le antiche cave di marmo di Marathi. Il dedalo di stradine anguste rende impossibile l’accesso alle macchine e le case bianche con tetti rossi e porte blu sono piene di fiori e colori, insomma un vero gioiellino. Qui si può cenare in un ristorante tipico poco sopra la città, “Flora Taverna“: ha un grande terrazzo che si affaccia da una parte sul promontorio puntellato del candido bianco delle abitazioni e dall’altra sul panorama che permette alla vista di perdersi verso il mare, mentre in lontananza si scorgono gli immancabili mulini a vento di cui l’isola è piena. Fa ottima cucina greca, da provare la sublime moussakà e la carne alla brace.

Marpissa

ParosPiccolo e pittoresco villaggio sulla costa est di Paros, a 18 chilometri da Parikia e vicino ai villaggi di Prodromos e Marmara. E proprio nei pressi di quest’ultima località si trova una spiaggia nascosta, a cui si accede tramite una strada sterrata e non molto segnalata. E’ Molos Beach, un vero paradiso, con profonde e pulite acque blu, sabbia dorata e fine e una magnifica vista dell’isola di Naxos. E’ quasi deserta anche durante i mesi di luglio e agosto. La particolarità sta nelle rocce di argilla che contornano la spiaggia e che permettono di fare i fanghi. Qui non esistono ombrelloni, lettini e bar, solo natura.

Drios

Vicino al villaggio di Drios c’è una delle spiagge più affascinanti di Paros: è Glyfa Beach. La splendida e piccola Glyfa (che significa “salmastra”) si trova a circa 18 chilometri a sud-est di Parikia e a circa 5 da Drios. La spiaggia non è organizzata, c’è solo un ristorante. La posizione è isolata e ci si arriva tramite una strada sterrata che non è facile da trovare. Questa spiaggia è molto tranquilla, il posto ideale per rilassarsi, nuotare in acqua con diverse gradazioni di blu e leggere un buon libro all’ombra degli alberi che nascono sulla sabbia, o appoggiati sulle rocce che si dividono tra la sabbia e il mare e in alcuni punti creano delle deliziose piscine naturali.

ParosAl ritorno da una giornata di mare a Glyfa ci siamo fermati alla “Butterfly Valley“, la valle della farfalle, sulla strada verso Parikia. E’ un’oasi verde nel bel mezzo di una montagna rocciosa e arida; qui tra cipressi, ulivi, castagni, alberi di fichi e cespugli di more, vive la panaxia quadripunctaria, nome scientifico delle farfalle notturne caratterizzate da un colore marrone intenso con  striature gialle sulle ali che una volta in volo si alternano ad un rosso acceso. Da giugno a settembre si accoppiano e depositano le loro uova nella valle. Di giorno dormono aggrappate comodamente a rocce, alberi e foglie, ma anche alle antiche rovine di un acquedotto bizantino che fa parte dell’oasi.

A pochi metri dalla valle delle farfalle sorge il monastero di Sant’Arsenio; bianco e imponente domina la vallata fino al mare e dal piazzale che si apre di fronte alla facciata principale si gode di un panorama mozzafiato. L’isola è piena di chiese e monasteri, come quello di Sant’Antonio, ormai abbandonato, che si erge sul promontorio di Kephalos tra le rovine di un castello medievale, un tempo appartenente alla famiglia veneziana dei Venier.

Antiparos

La dirimpettaia di Paros, chiusa alle automobili e con un migliaio di abitanti, è l’antitesi della sorella più grande. Le numerose spiagge non sono mai affollate, in alcune si pratica il naturismo o nudismo, hanno un fondale basso ideale per il divertimento dei bambini. Nella cittadina principale, dove attraccano le barche in arrivo da Parikia (in 30 minuti e in partenza ogni ora) o Pounta, si realizza il tipico sogno greco fatto di strade che si incrociano tra case bianche e bouganville rosa. Chi si reca qui in gita di un giorno oltre a godere del mare, un vero e proprio angolo di paradiso nel mar Egeo, può dedicare un’ora di tempo alla visita delle grotte nella zona sud dell’isola, note per le stalattiti e per i reperti archeologici risalenti all’età della pietra. Queste bellezze naturali erano un tempo usate come rifugio dalle tribù primitive, mentre nella Grecia classica erano sfruttate come luogo di culto della dea Diana.

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