Sei fidanzato con la ragazza che per te è la più bella del mondo, sei innamorato, hai le farfalle nello stomaco, non mangi, non dormi e dove vai alla prima occasione in ferie? Ovvio… Parigi!

Parigi, la città degli innamorati con la sua Tour Eiffel, gli Champs-Élysées, il Louvre, la Gioconda, Notre-Dame, l’Arc de Triomphe, i suoi mercatini e i suoi café.

Organizzo il tutto nei minimi dettagli, con una precisione quasi maniacale. Tutto deve essere perfetto! È la prima vacanza con la tua ragazza e tutto deve essere perfetto, non puoi fare brutte figure.

Prenoto il volo via internet, corro in libreria a comprare una guida sulla città. Inizio a documentarmi su internet sugli alloggi, sulle location. Alla fine prenoto un hotel carinissimo e romantico collocato in rue des Écoles, nel quartiere Latino che ha come centro la Sorbona. Quartiere frequentato da studenti, universitari, professori e docenti – essendoci nelle vicinanze molte scuole ed università – come ad esempio Panthéon-Assas, Sorbonne Nouvelle e il campus di Jussieu che ospita le università Paris VI e Paris VII, il Collège de France e la biblioteca Sainte-Geneviève.

Decido di non comprare on-line nessun biglietto per musei, gallerie, mostre, anche se vivamente consigliato da amici già stati a Parigi, da internet e dalle guide. Il periodo è Gennaio e Parigi non è affollatissima.

Ma ecco che arriva il tanto atteso giorno, dopo mille peripezie ci siamo!

Volo dalla durata di circa due ore e arrivo nel tardo pomeriggio all’aeroporto Parigi (Beauvais), dove prendiamo un bus che ci porta alla stazione Metro principale. Durante il viaggio verso la Metro, già scorgiamo la Tour Eiffel in tutto il suo splendore!

Prendiamo la Metro direzione hotel e dopo circa 30 minuti arriviamo a destinazione con le due nostre grandi, pesanti, immense valigie. Ricordo ancora: “Amore cosa mi porto? Non ci sta niente in questa valigia….”; questo dopo aver riempito una valigia da 20 kg! Ci sistemiamo nella nostra camera collocata al terzo piano, che si affaccia nella via principale da cui attraverso dei piccoli balconi puoi scorgere tutta la via.

Disfatte le valigie, usciamo per cena in cerca di un ristorante. Dopo una breve camminata che ci porta anche alle porte del Pantheon, scorgiamo in una piccola calle, un ristorantino illuminato da una luce soffusa. Ci avviciniamo incuriositi e decidiamo di entrare: è un ristorantino di cibo biologico, fatto in legno. Ci accoglie il padrone di casa, tipico francese che ci fa accomodare. L’interno è molto curato, elegante e raffinato. Molto accogliente. C’è anche la mascotte di casa che fa compagnia agli ospiti: un piccolo gatto siamese che si sposta da un tavolo ad un altro in cerca di carezze!

Finita la squisita cena, e salutato il gattino, facciamo una passeggiata nella Parigi notturna e fra un bacino ed un altro, una chiacchiera e l’altra, arriviamo senza neanche rendercene conto a Notre Dame! Ci siamo guardati, e sbalorditi ci siamo detti: “Non può essere Notre Dame, non ci credo, troppo vicino all’hotel…”. Invece ci avviciniamo all’ingresso, leggiamo la targhetta esposta all’esterno della cattedrale, ed è proprio lei: Notre Dame illuminata.

Il giorno successivo ci sembra stranissimo affacciarsi dal balcone della camera ed essere a Parigi!

Dopo una ricca colazione con croissant, fette biscottate con burro e marmellata e caffè, è la volta della Tour Eiffel con i suoi tre livelli e la sua magnifica vista. Noi decidiamo di salire a piedi e di raggiungere così il terzo livello (276m!). Per salirci vi è un ascensore che parte dal secondo piano. Il vento era freddo e pungente ma è stata una sensazione spettacolare. I turisti che prendono d’assalto il ”Bar a champagne” dove si può così celebrare l’esperienza, e noi che ridevamo girando un video e facendo gli scemi: la magia dell’Amore!

Data la bellissima seppur fredda giornata di metà Gennaio, decidiamo di visitare la città evitando di prendere bus e metro, ma di visitarla a piedi. Potrete così, scrutare tanti piccoli angoli, tante piccole curiosità celate e nascoste, e perché no fermarvi in uno dei tanti café presenti in città.

paris-champs-elyseesPercorriamo gli Champs-Élysées il cui nome fa riferimento ai Campi Elisi, regno dei morti della mitologia greca. Il viale, prosecuzione della Rue de Rivoli, corre per 1914 metri e vi si trovano cinema, teatri, café, ristoranti molto importanti, centri commerciali e negozi di lusso. Vedevo la luce e la fiamma accesa nei suoi dolcissimi occhi, ma questo era dovuto non alla bellezza del suo fidanzatino, ma alle vetrine dei negozi che incontravamo lungo la via.

Finiamo la nostra passeggiata quasi “spinti” e “portati avanti” dalla folla stessa all’Arc de Triomphe, il cui ingresso si trova sul lato destro della strada principale, si scendono le scale e si trovano altri scalini che ti portano ad un’altezza di 50 metri: anche qui altre scale per la contentezza della mia fidanzata. Alla base dell’arco, venne posta nel 1920 la tomba del Milite Ignoto e una fiamma perenne, in memoria dei morti della prima guerra mondiale mai stati identificati.

Decidiamo di fermarci per fare un piccolo spuntino con dei macaron francesi ed una tazza di caffè. I macaron sono un dolce a base di meringhe, ottenuto da una miscela di albume d’uovo, un pizzico di sale, farina di mandorle, e zucchero a velo, generalmente farcito con crema ganache, marmellata o creme varie.

Rifocillati decidiamo di continuare a visitare la città, ma il tempo sino a quel momento bello, ci volta le spalle ed inizia a piovere. Aperto l’ombrello, ed essendo anche stanchi, facciamo ritorno in hotel, utilizzando, questa volta, la Metro.

Nonostante il persistere della pioggia, cambiati i pantaloni ormai fradici, usciamo per cena. Vicino all’hotel, a soli 5-10 minuti a piedi si trova un piccolo e carinissimo quartiere in Rue Mouffetard, dove durante il giorno vi è il mercato con le sue bancarelle di dolci, pane appena sfornato, pesce, formaggio, frutta e verdura; ricco di profumi, di colori, di chiacchiere, di voci, di gente che compra, che visita e che fruga nelle bancarelle.

Non sapendo dove mangiare di preciso, vediamo in lontananza una fila di almeno 30 persone che aspettano in coda fuori da un locale… Incuriositi, ci avviciniamo chiediamo di cosa si tratta e ci spiegano che in quel locale si mangia la più buona crepe salata! La lunga attesa ne è valsa la pena!

parigi_LouvreRientrati in hotel, ci concediamo un po’ di relax, pianificando l’ultimo giorno della nostra vacanza a Parigi: visita al Louvre!

La collezione del museo comprende opere d’arte, alcune fra le più famose del mondo: la Gioconda, la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, i due Prigioni di Michelangelo Buonarroti, Amore e Psiche di Antonio Canova, Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David, La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, e la Venere di Milo. Indimenticabile la troupe di un rapper sud americano che stava girando un suo video nel cortile centrale con alle spalle le famosi e celebri piramidi illuminate!

Purtroppo il nostro viaggio a Parigi si conclude qui, dopo solo due giorni. Il lavoro e la vita quotidiana, ci richiamano all’ordine. Consapevoli delle immense bellezze della città francese, ne siamo sicuri: torneremo presto in questa meraviglia di città!

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