Continuiamo con la nostra rassegna sulla manifestazione “Autunno in Barbagia” e questo fine settimana andiamo a Nuoro dove a partire da Venerdì 14 Novembre ci sarà l’apertura delle cortes e butecas de Nùgoro.

Nel cuore della Sardegna si trova la città di Nuoro custodita da Su Monte (‘Il Monte’), come lo chiamano affettuosamente i nuoresi. Sospeso tra passato e presente il Monte Ortobene è il più rilevante monumento naturale del territorio comunale. Racchiuso tra il rio Marreri e il fiume Cedrino sfoggia solenni torrioni e pinnacoli separati da gole scoscese e circondati da incantevoli valli.

Sulla cima del monte ogni anno, nell’ultima settimana di agosto, si svolge la festa in onore del Redentore, l’imponente statua, opera dello scultore Vincenzo Jerace, installata nel 1901. I pellegrini salgono al monte vestiti in abiti tradizionali mentre i canti dei cori locali animano la processione.

La città di Nuoro affonda le sue radici sulle storie di lotta per la libertà e sul fermento culturale che a partire dall’Ottocento gli valse l’appellativo di Atene sarda.

Della vita in epoca preistorica rimangono numerose testimonianze: dalle domus de janas, ad esempio quelle di Maria Frunza e di Janna Ventosa datate tra il IV e il III millennio a.C.; ai circa trenta nuraghi tra cui quelli di Tanca Manna e di Noddule.

La città fa parte di una più vasta area descritta dalle fonti antiche come il territorio dei sardi “pelliti”, chiamati così perché indossavano delle pelli, successivamente definiti barbaricini. Questi popoli erano riconosciuti dai loro avversari come grandi combattenti, dando non poche difficoltà persino all’esercito dell’impero romano.

Durante il periodo giudicale, Nuoro fece parte prima del Giudicato di Torres poi di quello di Arborea. Con la fine del giudicato, il villaggio conobbe il durissimo regime feudale imposto dalla corona d’Aragona e, in seguito, da quella di Spagna.

Durante la dominazione sabauda il malessere trasformò la città in un teatro di grandi rivolte divenendo il simbolo della ribellione all’editto delle chiudende con cui si imponeva la proprietà privata, eliminando l’uso comunitario della terra. Nell’aprile del 1868 la popolazione insorse al grido “a su connottu” (al conosciuto), con cui si richiedeva il ritorno agli antichi usi. La dura repressione della sommossa non spense il malcontento della popolazione.

A dispetto dell’isolamento in cui fu abbandonata, il grande fermento culturale portò la città all’attenzione europea: artisti, studiosi e letterati, tra cui Francesco Ciusa, Salvatore Satta, Sebastiano Satta e Grazia Deledda, diedero lustro al capoluogo barbaricino.

Nel tempo il terziario ha gradualmente preso il posto del settore primario (agricoltura e allevamento) trasformando l’aspetto della città. Con la creazione dell’Istituto superiore regionale etnografico e dei musei d’eccellenza come il MAN Nuoro conserva il suo ruolo di capitale culturale dell ’Isola.

La manifestazione prende il via alle ore 16 di Venerdì, ma alle ore 18 ci sarà l’apertura delle cortes e butecas de Nùgoro, delle botteghe artigiane, degli studi artistici, dei musei, delle gallerie d’arte e dei luoghi di culto. Si prosegue poi alle ore 19 con il concerto del coro di Nuoro presso il Giardino Sezione Sarda Biblioteca S.Satta (Casa Buscarini).

Il Sabato e la Domenca si parte con alcune mostre fra cui: “Le mani delle donne” a cura dell’Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Nuoro; “Mostra micologica” a cura del Micologo Renato Brotzu; “Mostra di abbigliamento tradizionale” (Battesimo, Matrimonio, Funebre); “Mostra fotografica “Sa Cresia, s’Andala e su Tempus”.

Si prosegue con l’apertura dei laboratori: laboratori di ricamo delle “Frandas” (grembiuli), di Organetto e di Ballo Tradizionale a cura del Gruppo Folk Ortobene; laboratorio teorico-pratico sui funghi in cucina a cura dell’Assoc. Alleanza Cuochi Slow Food; laboratorio di riciclo carta e plastica per bambini; esposizione e degustazioni prodotti tipici Bio (pranzo e cena con gli stessi).

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Piazza Satta a Nuoro (da Sardegnareporter)

Cosa visitare:
– Cortes e tappe con il coinvolgimento di Artigiani del ferro, del legno, tessuti antichi;
– Mostre fotografiche e di pittura e artistiche;
– Creazioni artistiche in ferro battuto, ceramica, materiali di riciclo e tessili;
– Santuario N.s. delle Grazie;
– Casa Pinna in via delle Grazie;
– Ex Mercato Civico in Piazza Mameli;
– Centro Polifunzionale in via Roma;
– Casa Sulis in via Alberto Mario;
– Casa dei Contrafforti in piazza San Carlo;
– Casa Ciusa in via Chironi;
– Casa dell’Atelier in via Sassari;
– Casa del Parco Grazia Deledda in via G. Deledda;
– Museo Tribu, piazza Santa Maria della Neve n.8;
– ISRE Ethnographic Museum, via Mereu n.56;
– Museo Deleddiano: si tratta della casa natale di Grazia Deledda in cui è stato allestito un viaggio nel tempo alla scoperta della società, dei luoghi e degli oggetti personali della scrittrice premio Nobel per la letteratura;
– National Archaeological Museum, via Manno n.1.

….ma non finisce qui, ci sono tantissime altre cose da visitare, vedere e scoprire lungo il percorso e durante la tre giorni della manifestazione!

Info:

Visit Nuoro guided tours
e-mail: visitnuoro@gmail.com

Istituto tecnico commerciale S. Satta
0784 202029 Prof. Cherchi

Certamente non mancano gli appuntamenti, le mostre, le esposizioni e le degustazioni….tutti a Nuoro!!

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