“Spartacus – Sangue e Arena” è una fiction in onda su Fox. Lo schiavo-gladiatore partendo da Capua divenne il più famoso dell’antica Roma. “Perché nessuno ha mai pensato di usare un collegamento tra l’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, il secondo per importanza dopo il Colosseo, con una delle fiction più viste del mondo e portare così turisti a visitare il luogo delle avventure del gladiatore che capeggiò la rivolta degli schiavi?”. Con questo esempio Alfonso Pecorario Scanio, presidente della Fondazione Pecoraro ScanioUniVerde, ha dato il via al suo intervento a FareTurismo, manifestazione giunta alla quarta edizione e che si è tenuta al Salone delle Fontane dell’Eur. “In Italia c’è poca capacità operativa nel saper sfruttare queste cose, eppure siamo una fucina di attività per la ricaduta turistica”.

L’ex ministro dell’Ambiente ha presentato il IV Rapporto “Italiani, turismo sostenibile ed ecoturismo”, curato da UniVerde con la collaborazione di IPR Sondaggi e Ricerche. Tra i dati più interessanti si nota la crescita rispetto al 2013 della consapevolezza di un turismo più attento al territorio e alla cultura di posti che si visitano.

turismo sostenibile

Nessuna sorpresa per i mezzi di informazione preferiti per pianificare un viaggio ecoturistico. Anche quest’anno Internet batte tutti. I viaggiatori preferiscono la Rete alle agenzie di turistiche e alle riviste specializzate. Nello specifico sono i motori di ricerca online i più frequentati per approcciare il viaggio, seguiti da siti di turismo e dalle varie piattaforme di booking e Tripadvisor. Ultima posizione per i siti istituzionali, spesso poco rispondenti alle esigenze di una fruibilità semplice e immediata e di un pubblico internazionale.

ecoturismo

 

“Questo rapporto è utile perché l’Italia si qualifichi come grande paese anche per il turismo sostenibile e naturale, non solo per l’enogastronomia o la cultura”.

A seguire Rossella Belluso, docente all’Università La Sapienza, ha tenuto un interessante intervento dal titolo “Geografia del turismo enogastronomico in Italia: un fattore di crescita”. Esistono due tipologie di turisti amanti del buon cibo: il gastronauta e il food trotter.

Il Gastronauta

Il turista per cui ha rilevanza centrale il prodotto tipico raro, lavorato a mano, unico e apprezza il connubio festa-enograstronomia (agriturismi, trattorie tipiche, cantine, aziende agricole).

Il Food Trotter

Il turista più sensibile al territorio e alle sue peculiarità ma attribuisce la stessa rilevanza alle risorse enogastronomiche e ai servizi turistici del luogo (b&b, country house, attività ricreative e culturali).

La professoressa ha analizzato anche alcuni dati sugli aspetti vacanzieri dell’Italia. Secondo il Censimento della Coldiretti sui prodotti agroalimentari tradizionali delle Regioni nel 2013 sono stati spesi in cibo 24 miliardi di euro da turisti nazionali e stranieri. Con il 35% la spesa enogastronomica è al primo posto tra le attività preferite dai viaggiatori, subito seguita da musei e mostre (29%), shopping (16%), ricerca di nuove amicizie (16%), sport (12%). Il nostro paese è al primo posto nel mondo con 4698 specialità alimentari DOP censite da Coldiretti nel 2013: Toscana prima in assoluto con 463 specialità mentre fanalino di coda è la Val d’Aosta con 32. Per approfondire il ruolo del turista gastronomico e avere informazioni e dati completi QUI trovate le slide del convegno e QUI il IV Rapporto “Italiani, turismo sostenibile ed esoterismo”.

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