Si sa, per una settimana di viaggio con gli amici si fa di tutto, anche 26 ore di vagabondaggio ferroviario, per raggiungerli nella splendida Budapest. Questo diario racconta come un semplice spostamento europeo possa diventare un’esperienza faticosa ma bellissima da ricordare se, invece dell’aereo, si utilizza il caro vecchio treno, per di più non ad alta velocità (per spendere meno).

La tratta ferroviaria è lunga: circa 1500 chilometri, suddivisi in 4 tratte in base agli orari e alle migliori coincidenze: l’itinerario prevede 2 Intercity, un treno notturno internazionale e un veloce treno diurno internazionale per i chilometri finali, la partenza è alle ore 12 e 30 di un caldo lunedì di agosto, l’indomani alle 14 e 15 l’arrivo previsto sulle rive del Danubio.

Napoli Centrale – Roma Termini

Osservo con aria di sfida i vagoni dell’IC700 che mi condurrà a Roma Termini, la prima tratta del viaggio è piuttosto breve, quasi un riscaldamento. Attorniato dal caotico vociare di Napoli Centrale, si fa strada un pensiero dentro di me: probabilmente nessuna di queste persone dovrà viaggiare per oltre 26 ore, ma ormai sono in ballo, quindi sistemiamo il trolley nel vagone affollato e godiamoci la partenza. Il Vesuvio è ormai laggiù, la consueta vista della campagna laziale mi accompagna alle porte di Roma mentre consumo il mio primo panino, gli altri li conservo per la cena, che consumerò un bel po’ più a nord. Le prime 2 ore di viaggio sono andate via lisce, ho più di un’ora per prendere la coincidenza per Venezia, l’IC592. Decido di correre alla splendida chiesa di Santa Maria Maggiore, a poche centinaia di metri dalla stazione, passo velocemente i metal detector e mi immergo nell’atmosfera solenne di questo luogo che mi affascina sempre moltissimo, i minuti passano: è ora di tornare di corsa alla stazione, meno male che il trolley è molto leggero.

Roma Termini – Venezia Mestre

L’intercity 592 delle 15 e 40 non è molto affollato. Mi aspetta un lungo pomeriggio in cui risalirò l’Italia e, intanto finisco di leggere un libro, per fortuna ci sono le prese di corrente che mi permettono di tenermi connesso alle persone a cui voglio bene. La campagna Toscana lascia il posto alle montagne e alle gallerie, siamo a Bologna, da qui il treno viaggia tranquillo nella grande pianura Padana, quando giungiamo presso Padova il sole tramonta sulla prima metà del mio viaggio, mi sembra di aver percorso molta strada ma il meglio, o il peggio, deve ancora arrivare…

Venezia Mestre – Venezia S. Lucia – Venezia Mestre

La stazione di Venezia Mestre è desolata, neanche un bar aperto dove attendere l’Euronight per Vienna, che dovrebbe partire all’una del mattino. Niente paura, ho ancora la forza di prendere un regionale che in 10 minuti mi conduce a Venezia Santa Lucia; il lungo ponte mi trasporta dall’anonima stazione Mestre nel cuore della città lagunare, ho 2 ore circa per godermi il panorama del canal grande, mangiare un panino alla fermata dei traghetti, vagare da un ponte all’altro (mantenendomi in un raggio di poche centinaia di metri dalla stazione). Per me, che a Venezia sono stato solo una volta anni fa, di giorno con i miei, l’impatto notturno è devastante. Venezia è affascinante e romantica, con le barche che sfrecciano nel canale buio tra le luci scintillanti, il silenzio assordante e l’aria tiepida di una notte d’estate che fa il resto, sono le 23 e 30 e non me ne vorrei andare più. Ma la mia crociera su ferro deve continuare, così con tristezza abbandono, su un altro regionale, Venezia Santa Lucia e torno a Mestre, mi aspetta lo spauracchio dell’intero viaggio, la notte sull’Euronight per Vienna.

Venezia Mestre – Wien HBF

Il treno arriva poco dopo l’1 dell mattino, cerco la sezione scompartimenti (il posto a sedere è molto più economico della cuccetta, ma molto più scomodo), salgo e trovo il piccolo spazio da 6 sedili occupato da 3 stranieri. Lo spazio è poco e dormire, nelle 10 ore di viaggio, si preannuncia molto arduo. Rassegnato, attendo la partenza, che avviene dopo numerosi movimenti avanti e indietro delle carrozze per agganciare il locomotore austriaco. Provo a rilassarmi mentre il treno si muove verso il confine, so che alle 4 circa del mattina sarò in Austria.

Forse dormo qualche minuto, provo a rilassarmi leggendo qualche articolo sul telefono, aspetto l’alba che mi mostra un paesaggio montano incantevole, con tanto di laghetti e verdi vallate e mi fa rendere ancora di più conto della bassissima velocità del treno che viaggia tra ponti e strette curve. Vienna non è lontana e alle 9 e 45 è previsto l’arrivo. Le fermate si susseguono, io mi lavo alla meglio nel piccolo bagno del vagone, telefono a casa e mi preparo finalmente a sbarcare nella scintillante e futuristica stazione Wien HBF.

Wien HBF – Budapest Keleti

La stazione di Vienna è veramente bella e nelle 2 ore di attesa del treno RailJet 585 per Budapest avrò tutto il tempo di visitarla bene, ma prima un bel cappuccino e cornetto al bar, buoni ma estremamente costosi (circa 4 euro). Il peggio del viaggio è ormai passato e l’arrivo in terra magiara sembra solo una passeggiata di piacere. Salgo al binario e all’orario previsto arriva il treno, rosso e scintillante, come i nostri Frecciarossa o Italo. In effetti il treno è in grado di raggiungere elevate velocità, ma non sui binari che collegano Vienna a Budapest. Di certo è molto confortevole, l’ideale dopo 24 ore di viaggio. A metà della tratta di 2 ore e 30 si vede il Danubio, la campagna ungherese, meno verde della campagna austriaca, fa capolino dai finestrini: la destinazione è ormai veramente vicina.

Alle ore 14 e 15, perfettamente in orario, scendo dal comodo treno austriaco, la stazione di Budapest, caotica e antica, è ben diversa dalla fredda e moderna stazione di Vienna: è stata una lunga traversata ferroviaria, se considero i 2 treni della metro per raggiungere i miei amici, sono salito su ben 7 carri ferroviari, ho percorso più di 1500 chilometri, scendendo in 4 città diverse… in oltre 26 ore di viaggio ininterrotto!

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A proposito dell'autore

enzodib

Sono un dottore di Napoli, amo viaggiare e ritornare nella mia meravigliosa città. Ogni volta che vedo un posto nuovo mi emoziono, ma a volte viaggiare è tornare e vedere un luogo con le emozioni del momento.

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