Le fonti rinnovabili, al centro del dibattito sui cambiamenti climatici negli ultimi anni, sono una fonte inesauribile non solo di energia, ma anche di sorprese: la capacità del sole di rifrangersi in mille colori, il vento che disegna scenari nuovi e inaspettati. Ma, fra tutte, c’è una fonte che stupisce gli osservatori regalando spettacolari performance: è la geotermia.

La geotermia, ossia quel particolare fenomeno che permette la produzione di calore dall’interno della terra, è una fonte rinnovabile a basso impatto: il suo sfruttamento non è così recente come si potrebbe pensare. Al di là dell’opportunità e dei contesti in cui è preferibile o meno produrre energia attraverso questo metodo, la geotermia offre sicuramente immagini particolari e di elevato impatto a chi osserva i fenomeni che produce. Delle vere e proprie performance artistiche naturali.

Grazie alla geotermia è nato Larderello, il Paese che Gente in Viaggio vuole farvi visitare grazie alla spettacolare fotogallery con le immagini della nostra Elena: una frazione del comune di Pomarance, in provincia di Pisa. Sulle Colline Metallifere, a 390 metri di altitudine, il paesaggio naturale che ospita una comunità di 850 abitanti riesce a produrre il 10% dell’energia geotermica mondiale. Un vero e proprio numero da Guinness dei primati: i 4800 GWh annui prodotti forniscono energia ad un milione di case italiane.

La Valle del Diavolo

Larderello è un posto unico nel suo genere: il Paese sorge al centro della Valle del diavolo, chiamata così a causa del suo paesaggio caratterizzato dalla presenza di soffioni boraciferi. I soffioni sono emissioni violente di vapore acqueo ad alta pressione e temperatura, che fuoriescono da spaccature del suolo o perforazioni artificiali. Questi caratteristici vapori bianchi erano già noti all’epoca di Dante Alighieri: al sommo poeta ispirarono i paesaggi dell’Inferno della Divina Commedia.

Il territorio di Larderello è caratterizzato dall’intreccio dei “vapordotti”: corridoi che imbrigliano il vapore sprigionato dai soffioni e lo convogliano verso le centrali geotermoelettriche. Il paese prende nome da François Jacques de Larderel, industriale francese insediatosi a Livorno che, intorno al 1827, perfezionò l’estrazione dell’acido borico dai fanghi dei cosiddetti “lagoni”, già iniziata nel 1818. L’energia dei soffioni si inizia a utilizzare nel 1905, grazie al principe Piero Ginori-Conti: la prima centrale dell’Enel ha iniziato a produrre energia elettrica dalla geotermia nel 1937.

Per coloro che volessero visitare questo particolare angolo della Toscana, che rivela quanto potente e spettacolare sia la forza della natura, sono due in particolare i luoghi in cui è possibile ammirare gli scenari “infernali” di Larderello: il foro, un grande soffione che viene aperto dal personale durante cadenze stabilite, e le manifestazioni geotermiche naturali come fumarole, geyser e i piccoli vulcani, nella vallata adiacente di Sasso Pisano.

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