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Tra gli itinerari più belli in Sicilia, da non perdere quello che ripercorre la storia di Peppino Impastato, il giornalista e attivista politico che si ribellò alla mafia. Chi infatti ha deciso di trascorrere le vacanze in Sicilia, dopo aver visitato Palermo con le sue spiagge, i suoi monumenti, le sue chiese, i suoi musei e i suoi mercati, può calarsi nella storia di questo tratto di costa rivivendo le vicende di un passato non troppo lontano.

Si può partire dall’Ecomuseo, che racconta il rapporto tra Palermo e il mare, le trasformazioni di questa città complessa ma anche la vita e il lavoro di tante persone, testimonianze di una memoria viva che indicano, a chi saprà ascoltare, prospettive future. L’ecomuseo Mare Memoria Viva è frutto del progetto omonimo ideato da CLAC, associazione culturale attiva a Palermo dal 2003, ed è stato realizzato, grazie al contributo della Fondazione “Con il sud”, attraverso il bando storico-artistico 2011 in partnership con il Comune di Palermo, assessorato alla cultura, la Soprintendenza per i beni culturali e ambientali del mare, il dipartimento dei beni culturali e dell’Identità Siciliana, Regione Sicilia, il dipartimento architettura dell’Università degli Studi di Palermo, Kursaal srl, associazione Lecittàdelmondo, centro fiaba e narrazioni, associazione gruppo SALI, Umip, unione mediatori interculturali professionisti.

Da qui è d’obbligo una sosta lungo la linea ferroviaria Palermo – Trapani, il luogo dove nella notte tra l’otto e il nove maggio 1978, mentre tutta Italia era sotto choc per il ritrovamento a Roma del cadavere di Aldo Moro, il corpo di Peppino Impastato è stato prima ferocemente picchiato e poi ucciso da una carica di tritolo.

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Percorrendo pochi chilometri si arriva a Terrasini, sede di Radio Aut. Nel borghetto di pescatori di fronte al golfo di Castellammare fu fondata nel 1977 da Peppino Impastato una radio libera, indipendente e autofinanziata che il ragazzo usava per denunciare i potenti mafiosi del territorio in cui viveva, Cinisi, con coraggio e determinazione. Con la trasmissione “Onda pazza a Mafiopoli”, insieme ad altri tre colleghi, faceva satira politica sbeffeggiando i potenti del luogo. La storia di Peppino, così come quella della radio da dove proclamava la sua guerra alla mafia, è stata raccontata nel film di Marco Tullio Giordana “I cento passi” che ha vinto un premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Venezia del 2000 con dodici minuti di applausi, un Leoncino d’Oro per Lorenzo Randazzo che interpreta la parte di Peppino bambino e nell’aprile 2001 cinque David di Donatello tra i quali quello per la sceneggiatura e quello per miglior attore protagonista Luigi Lo Cascio.

Un mese dopo l’uccisione di Impastato Radio Aut cessò le trasmissioni. Ora nell’edificio da cui trasmetteva si trova una stele in ricordo della radio e nel 2010 è nata Radio 100 passi, una webradio nata dal solco lasciato da Radio Aut, e le cui trasmissioni sono messe in onda direttamente dalla Casa memoria Peppino Impastato a Cinisi e il cui obiettivo è quello di riprendere il percorso interrotto dalla sua scomparsa.

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Felicia e Peppino Impastato (Credits Photo: Casa della memoria)

Ed eccoci così a Cinisi, in corso Umberto 220, dove abitava il giovane giornalista, e dove oggi ha sede la Casa memoria Felicia e Peppino Impastato. La visita si articola sul percorso dei Cento Passi; ha inizio da Casa Memoria e termina all’ex Casa Badalamenti (bene confiscato). Con la guida di un operatore viene spiegato cosa rappresenta Casa Memoria e i molti anni di attività svolti da mamma Felicia per ottenere giustizia sul figlio, si prosegue narrando la vita e le attività di

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Pietra d’inciampo

Peppino, mostrando le immagini e i documenti originali e la sua camera da letto. Il Plastico del Mulinazzo, allestito in uno spazio all’interno della casa, realizzato da Giacomo Randazzo, ricostruisce quella zona quando ancora era agricola. I famosi Cento passi sono resi visibili dalle pietre d’inciampo o della memoria, nelle quali si ritrovano frasi di Peppino e di altre vittime di mafia.

Rivivere la storia di un giovane che ha avuto il coraggio di opporsi al movimento mafioso locale, può essere un modo alternativo di fare turismo, scoprire luoghi nuovi ma sempre a contatto con l’anima del territorio e il suo volto non convenzionale.

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